OpenWorld 2016: Oracle sfida AWS

Il CTO Larry Ellison ha presentato le ultime novità della piattaforma cloud computing Oracle lanciando un chiaro avvertimento ad AWS

Oracle cloud - dal sito ufficiale dell'azienda

Negli USA il periodo immediatamente successivo alla “fine dell’estate” è da sempre uno dei più movimentati dell’anno. Abbiamo già avuto modo di assistere al VMworld ed all’evento-show Apple ma entro due settimane si parlerà dell’Ignite 2016, dove Microsoft lancerà probabilmente Windows Server 2016, e della conferenza Google (l’annuncio di nuovi device high tech e non solo).

In questi giorni si sta invece svolgendo a San Francisco l’OpenWorld (18-22 Settembre), l’annuale convention Oracle dedicata a tutte le principali novità del 2016. Protagonista indiscusso della prima giornata è stato probabilmente Larry Ellison (CTO Oracle): oltre ad aver presentato un’anteprima dei nuovi servizi della piattaforma cloud aziendale , si è direttamente rivolto alla compagnia leader del settore affermando quella che, con una rapida ricerca su Google, sembra essere la citazione-titolo preferita dalla maggior parte dei giornalisti: La leadership di Amazon è finita. […] Da ora in avanti Amazon dovrà affrontare un’agguerrita competizione”.

Strategia Oracle,competitor e principali annunci

La strategia delineata da Ellison è chiara, la compagnia vuole sottrarre quote di mercato a coloro che sono stati individuati ufficialmente come i nuovi competitor: “I nostri principali competitor sono attualmente Amazon per quanto riguarda l’infrastruttura e Workday per le applicazioni. Si tratta di un incredibile cambiamento [di prospettiva]”. IBM e SAP, come notato da alcuni, escono quindi di scena per Oracle.

L’attuale portfolio viene irrobustito in primo luogo dall’arrivo di soluzioni IaaS di seconda generazione: “[rispetto alla prima generazione offriranno] il doppio della potenza computazionale, della memoria; il quadruplo dello storage e fino a 10 volte l’I/O ad un prezzo inferiore del 20% al listino Amazon Web Services”. L’architettura alla base dei servizi IaaS sarà bare metal, ovvero caratterizzata da VM eseguite direttamente sul server senza la presenza di alcun OS.

Oracle è un brand associato da sempre ai database e non ha quindi sorpreso l’annuncio riguardante l‘arrivo di nuovi servizi: questi ultimi saranno disponibili inizialmente solo nel cloud, le classiche “versioni software” arriveranno in un secondo momento:“Ciò dimostra la nostra dedizione verso il cloud”, ha precisato Ellison. Anche Exadata, una soluzione di fascia alta per l’esecuzione di database Oracle, diverrà un servizio fruibile via cloud – si chiamerà Exadata Express, un servizio entry-level pensato per le piccole imprese e con un costo costo mensile di 175$.

Il cloud ibrido è il terzo ed ultimo obiettivo dell’azienda. Come abbiamo visto, sembra che tali soluzioni siano sempre più popolari tra le grandi compagnie – indipendentemente dalle strategie di noti brand come Dropbox o Evernote. AWS, sostenitrice dichiarata del passaggio totale delle infrastrutture aziendali nel cloud, non ha ancora una strategia chiara in questo settore e lascia quandi ampio spazio di manovra ai competitor (ricordiamo anche Microsoft con il suo Azure Stack). Oracle si avvarrà in questo caso dell’esperienza e degli strumenti mutuati lo scorso Febbraio dall’acquisizione di Ravello System: dal palco è stato promesso che le tecnologie messe sul campo consentiranno ai clienti di spostare facilmente workload da data center privati alla piattaforma IaaS Oracle, senza la necessità di riscrivere le applicazioni o intervenire sul network.

Oracle sembra quindi intenzionata a “fare sul serio”, osservano alcuni analisti che non perdono tuttavia l’occasione per “ridimensionare” le aspirazioni della compagnia: “ [Se Oracle intende sottrarre entrate ai competitor dichiarati] deve dimostrare la qualità della piattaforma cloud nell’hosting di servizi esterni al proprio portfolio” ha osservato un’analista Forrester.

 

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