Oracle Cloud: nuovi investimenti in Europa, Medio Oriente ed Africa

Forte dei buoni risultati ottenuti dai servizi cloud computing, Oracle si prepara a consolidare la propria presenza in area EMEA con nuove assunzioni.

Oracle Cloud

“Il nostro business cloud sta crescendo a velocità incredibile, è quindi il momento giusto per portare [in Oracle] una nuova generazione di talenti” ha dichiarato nella giornata di ieri Tino Scholman, vicepresidente Oracle cloud computing per l’area EMEA. A circa un mese dal verdetto dei mercati e degli azionisti, le cui aspettative sono state ampiamente ripagate dai buoni risultati della compagnia (+58% di crescita su base annuale per i servizi cloud o +2.9 miliardi rispetto all’anno precedente), Oracle rilancia la propria piattaforma cloud computing incrementando lo staff in area EMEA.

Sebbene non siano stati resi noti gli uffici di destinazione dei nuovi arrivati (potrebbero essere anche aperte nuove sedi), si è appreso che l’azienda necessita di 1000 figure professionali con almeno 2-6 anni di esperienza alle spalle per supportare varie attività legate ai servizi cloud: finance, management, staff sales, recruitment, marketing e human resources.

EU: nuovo terreno di scontro

Attualmente Oracle dispone di 51.000 impiegati negli USA e 85.000 a livello internazionale. L’area EMEA, nel consueto bilancio dell’anno fiscale, ha contribuito al 28% delle rendite totali ma ha registrato anche un calo delle vendite pari al 2% – che si sono assestate sui 10.6 miliardi di dollari. La causa principale della flessione, osserva Data Center Knowledge, è la migrazione dei clienti dalle “vecchie” soluzioni software enterprise ai servizi cloud.

Degli 82 miliardi di spesa in servizi cloud previsti per l’anno 2020 potrebbe beneficiarne anche Oracle, prevedono gli analisti: “[le soluzioni IaaS Oracle] stanno guadagnando popolarità ed il prossimo anno potrebbero diventare uno dei principali pilastri di crescita, [pur con] la crescente competitività di Amazon” sottolinea Bloomberg Intelligence nel rapporto di Luglio.

In generale la notizia di nuovi posti di lavoro ed investimenti destinati anche alla region europea è un buon segno. A discapito di Brexit, GDPR ed altre problematiche, l’interesse dei cloud provider per il Vecchio continente resta sempre elevato. Ne è ulteriore conferma la recente apertura della region londinese di Google (europe-west2) che in futuro progetta di aprirne ulteriori a Francoforte, nei Paesi Bassi ed in Finlandia (arriveranno nel corso del 2018?).

Fonti: 1, 2

 

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