OVH acquisisce vCloud Air VMware

L'esperienza cloud ibrida di VMware si conclude. L'azienda ha infatti venduto vCloud Air ad OVH, noto cloud/hosting provider francese.

vCloud Air entrerà a breve nel portfolio OVH

vCloud Air entrerà a breve nel portfolio OVH

VMware non significa solo virtualizzazione, ha affermato il CTO Ray O’Farrel in una recente intervista. E la piattaforma vCloud Air, fino ad oggi, sembrava ribadire questo concetto. Almeno in teoria. Avventurarsi in un settore altamente competitivo e nel quale operano corazzate come AWS ed Azure richiede strategie mirate, pena il finire relegati ad una trascurabile nicchia di mercato ed il portare avanti business non sostenibili.

La vendita della piattaforma vCloud Air ai francesi di OVH segna ufficialmente la fine dell’avventura cloud in solitaria di VMware , ricalcando un copione tutt’altro che inedito – Cisco, HP solo per citarne alcuni. Naturalmente le due parti non hanno rivelato alcun dettaglio sul corrispettivo messo sul piatto per chiudere la contrattazione. OVH ha in ogni caso rilasciato delle immancabili dichiarazioni di rito che sono state prontamente riportate dai giornalisti: “Con questa acquisizione, OVH offrirà una soluzione unica e di alto livello per i deploy di aziende enterprise, oltre a [servizi di migrazione ed avanzate funzionalità ibride per data center virtuali. [Ne beneficeranno[ tutti i nostri clienti a livello globale.”

Sull’acquisizione, che si concluderà entro la fine del secondo trimestre 2017, ha rivelato tuttavia qualche informazione aggiuntiva il solito Forbes: sembra che l’accordo stipulato tra le parti non preveda la cessione della tecnologia alla base dell’ex soluzione ibrida VMware, lasciando quindi aperto l’uscio ai partner che attualmente l’utilizzano (Rackspace, IBM etc). I clienti statunitensi ed europei di vCloud Air saranno ospitati nell’infrastruttura VMware fino alla conclusione del processo di acquisizione – per poi essere “smistati” nel network OVH (circa 20 data center distribuiti in 17 Paesi).

Fine annunciata?

La compagnia aveva sempre rilasciato previsioni ottimistiche sul presente e futuro di vCloud Air: ad Agosto 2015 Matthew Lodge (Vice President of Cloud Services) parlava ad esempio di una crescita dell’80% su base annuale ed importanti risultati (350-450 milioni di dollari di fatturato); o ancora “Continueremo ad investire ed a puntare su specifici casi di utilizzo su vCloud Air come il disaster recovery. Stiamo individuando [vari casi di utilizzo interessanti e specifici per vCloud Air]” rispondeva a Febbraio 2017 Mark Lohmeyer (vice president cloud business unit) a quanti vedevano nella partnership con AWS una “mossa suicida” per il futuro di vCloud Air.

Gli analisti si aspettavano invece da tempo un simile epilogo. Il portale Silicon Angle ricorda la dura osservazione rilasciata nel 2015 dagli esperti della SiliconANGLE Media Inc:“[vCloud Air è sostanzialmente finito]” – pretty much dead rende ancora meglio l’idea, rifacendoci alla dichiarazione originale.  Tra le cause che hanno contribuito all’insuccesso di vCloud Air, osserva sempre Silicon Angle, l’incapacità di attirare l’attenzione del settore enterprise ed offrire funzionalità basilari come la sottoscrizione via carta di credito o un modello di tariffazione a consumo.

Fonti: 1

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