Il Parlamento europeo vuole una nuova normativa sui cookie

L'intenzione è quella di garantire maggiori diritti agli internauti e limitare la raccolta dei dati via cookie. Un'anteprima delle future linee guida.

Il Parlamento europeo vuole una nuova normativa sui cookie

I cookie sono una “presenza invisibile” con la quale gli internauti convivono ormai da diversi anni. Che le aziende li abbiano impiegati, anche impropriamente, per “studiare” le abitudini dei visitatori e potenziali clienti è noto a tutti.

La normativa entrata in vigore lo scorso 3 Giugno 2015 (direttiva 2009/136/CE) ha ricordato al Web della loro esistenza cercando inoltre di porre dei paletti al fino a quel momento incontrollato far west dei cookie: la distinzione tra cookie tecnici (necessari al funzionamento del sito) e cookie di profilazione (utilizzati per raccogliere informazioni varie e dei quali bisogna rendere conto all’utente) non sembra tuttavia aver soddisfatto il parlamente europeo che in questi giorni ha manifestato l’intenzione di potenziare l’attuale normativa.

L’obbligo di mostrare un avviso agli internauti è stato ampiamente rispettato dai siti ma è apparso fin da subito inefficace: gli utenti hanno semplicemente aggiunto un altro passaggio alla navigazione dei siti, quello di cliccare distrattamente sull’avviso che comunica la presenza dei già citati cookie di profilazione – dei quali non è tra l’altro possibile rifiutare l’installazione.

A cosa mira la Cookie Law 2.0

Alla base della futura regolamentazione l’estensione della cookie law al settore dell’advertising, delle telecomunicazioni ed a servizi di messaggistica (es: WhatsApp, Telegram etc.), oltre al diritto per gli utenti di non accettare il tracking via cookie e di poter visitare ugualmente un portale in caso di rifiuto.

Le premesse non hanno naturalmente suscitato l’entusiamo delle compagnie che lavorano sulla raccolta, analisi e vendita dei dati le quali prevedono gravi danni per l’industria. I sostenitori controbattono ai toni allarmistici dei detrattori rispondendo che le nuove regole garantiranno non solo più diritti ai navigatori ma anche più flessibilità alle stesse aziende ed altri soggetti coinvolti – in un tweet riportato da The Register si parla di maggiore libertà nel trattamento delle informazioni di coloro che hanno dato il loro consenso.

L’iter che porterà all’applicazione della prossima normativa è comunque lungo e dovrà scontrarsi prevedibilmente con le forti pressioni esercitate dai lobbisti. A breve il Parlamento europeo aprirà un tavolo di discussione con il Consiglio europeo.

Fonte: 1

 

 

 

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *