Perchè Microsoft ha voluto bash su Windows

L'OS di Redmond aveva realmente bisogno di eseguire nativamente programmi Linux? Quali i motivi dietro all'arrivo della shell bash in Windows

Bash arriva su Windows

L’annuncio più importante della recente convention Microsoft “Build 2016” di San Francisco è stato probabilmente quello relativo dell’arrivo della shell Linux bash in ambiente Windows. A parte lo stupore generale, stampa specializzata ed analisti hanno iniziato effettivamente a chiedersi quale sia il reale motivo dietro tale scelta. Tra i tanti punti di vista abbiamo deciso di riportare quello dell’autorevole portale ArsTechnica. Vediamo insieme di sottolineare i punti principali dell’articolo di Peter Bright.

In apertura si parla delle tempistiche e di altre informazioni relative all’esordio di bash. Avendo scritto la nostra precedente news prima dell’annuncio ufficiale (si trattava di rumor derivanti da una scaletta “trafugata”), è il caso di riportarli qui di seguito: la shell sarà ufficialmente inserita nell’aggiornamento “Anniversary” previsto per l’estate. Il Windows Subsystem for Linux (WSL) è essenzialmente costituito da due parti: il core subsystem, che comprende le API Linux e permette di eseguire nativamente applicazioni e librerie Linux, ed un pacchetto software (fornito da Canonical) con bash ed altri stumenti a linea di comando.

WSL è senza troppi giri di parole quel che è rimasto del progetto Astoria, con il quale si intendeva eseguire app Android su Windows 10 mobile. Come ricorda anche lo stesso editorialista, Windows 10 non sarà in grado di eseguire qualsiasi applicazione Linux: l’assenza di un kernel Linux significa infatti l’impossibilità di supportare i filesystem btrfs o ZFS; ed ancora applicazioni che necessitano di un accesso di basso livello ai dispositivi hardware (Wireshark) non potranno ugualmente funzionare a dovere. La mancanza di un qualsiasi graphical subsystem relega quindi WSL alla sola esecuzione di applicazioni con linea di comando.

Strategie errate e piattaforme di sviluppo

Ed è così che si giunge invece al cuore della questione, il motivo per il quale Redmond ha scelto di portare bash in Windows. La risposta più semplice e superficiale, afferma Peter, è che gli sviluppatori (in generale) amano questi strumenti e supportarli in Windows non può fare altro che “fargli piacere”. La risposta vera è che Windows non è ormai da diversi anni la piattaforma di riferimento per gli sviluppatori: negli ultimi 15 anni il vantaggio accumulato “in gioventù” dall’OS (era l’unica soluzione presente sul mercato) è venuto meno soprattutto per colpa di infelici strategie aziendali e non curanza. Linux ed OS X sono passati dall’essere così delle semplici comparse o delle soluzioni riservato agli smanettoni (hardcore fans, ed ancora oggi l’idea che molti erroneamente hanno dell’ecosistema Linux è questa) a delle valide piattaforme di sviluppo. 

La colpa più grave per Microsoft è stata quella di non aver saputo attirare le potenziali nuove leve del settore (dal giovane sviluppatore all’ingegnere informatico etc.) lasciando mano libera ai competitor: il risultato è stato quello di trasformare Windows o nel peggior nemico dei supporter Linux o in’un opzione nemmeno presa in considerazione dall’utenza.

Bash è una mossa vincente per Microsoft?

Le lacune di Windows in ambito di user experience offerta agli sviluppatori sono ormai un dato acquisito, afferma l’editorialista. L’arrivo di bash cerca di porre rimedio alla spiacevole situazione e con WSL il futuro potrebbe riservare alcune sorprese.

Ad esempio, osserva, Redis sarà perfettamente utilizzabile con WSL così come buona parte dei tool impiegati giornalmente dagli addetti ai lavori per effettuare operazioni di deployment sia sul web che nel cloud. Come notato da Peter in apertura, Microsoft vede WSL unicamente come un tool destinato alla sviluppo e non al deploy ma l’editorialista pensa che non è da escludere in futuro l’abbattimento di quest’ultimo muro – potremo quindi sentire parlare sul medio termine di deploy con WSL su Windows Server.

Quel che è certo, conclude l’editorialista, è che l’arrivo di bash rende sicuramente Windows una piattaforma di sviluppo più solida ed appetibile per gli sviluppatori di qualsisi tipologia di software. Staremo a vedere se sarà realmente così.

 

 

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