Qboxmail: il servizio di email hosting cloud per rivenditori

Hosting Talk ha testato il servizio di cloud email hosting messo a disposizione da Qboxmail, una piattaforma orientata alla rivendita delle caselle email.

Infrastruttura hardware/software usata

Qboxmail si avvale di un cluster di server ospitati a Milano, nel campus di via Caldera, presso uno dei datacenter di KPNQwest.

L’infrastruttura è scomponibile in 2 layer: a seconda del compito affidato ai server, possiamo riconoscere server di frontend (quelli a cui l’utente si connette utilizzando il servizio) e server di backend (i server si cui girano software di servizio e/o di storage dei dati).

qboxmail-infrastruttura

Il frontend è composto da un cluster di server che mettono a disposizione le funzionalità POP/IMAP e SMTP ed un altro cluster di webserver sui quali gira il pannello di gestione del servizio e le webmail/groupware messe a disposizione; dinnanzi a suddetti server vi è un bilanciatore di carico, che distribuisce le richieste in maniera uniforme ai vari server di frontend.

Lato backend, invece, vi sono i server di storage, che conservano le email degli utenti, i relativi log di sistema ed i dati di contatti, calendari, note, etc salvati attraverso i software di groupware messi a disposizione. Per gestire suddetti dati sono utilizzati software differenti: MySQL, configurato in modalità master/slave, gestisce i dati degli utenti, MongoDB e Redis sono usati per il salvataggio e l’elaborazione dei log (servizio ETLive, di cui ci occuperemo in dettaglio nel corso della recensione).

Sempre lato backend trovano spazio i server che si occupano dell’analisi delle email in entrata ed uscita: ogni email è controllata da Spamassassin, ClamAV e da un altro software commerciale. Il sistema di analisi delle email agisce sia in ingresso, per eliminare eventuali email con virus e per classificare le email come spam/non spam, sia in uscita, per evitare che Qboxmail venga utilizzato per inviare spam, con conseguente penalizzazione da parte delle blacklist mondiali dei server utilizzati per l’invio.

Nel caso in cui il sistema rilevi invio di email sospette, l’utente sarà tempestivamente avvertito e, una volta risolti eventuali problemi, potrà riabilitare l’invio delle email in piena autonomia tramite il pannello di controllo.  Nell’eventualità in cui il cliente venga sottoposto a molteplici blocchi e lo stesso sblocchi con leggerezza, senza risolvere il problema, si verrà contattati dal supporto tecnico.

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