Qualcomm Centriq 2400: la carta vincente di ARM?

Il noto produttore di SoC mobile esordirà sul mercato dei data center con un soluzione basata su tecnologia ARM, il Qualcomm Centriq 2400.

Qualcomm

Qualcomm è l’azienda che potrebbe spalancare le porte dei data center ai chip ARM. E’ quello che afferma l’editorialistia di The Next Platform in un lungo articolo al quale faremo riferimento in questo post. Dello sbarco di ARM nei data center si è parlato più volte anche qui su Hosting Talk: le “speranze” sono state riposte in un primo momento su Cavium ed Applied Micro che con i loro prodotti sono riusciti ad attirare l’attenzione di vendor come HPE e Cisco. Le buone caratteristiche dei chip non sono tuttavia bastate a scalfire il predominio x86 di Intel ed ARM è rimasto relegato a casi di utilizzo specifici e test server, in sintesi ad una nicchia di mercato. 

Per budget/organico/esperienza maturata negli anni Qualcomm appare invece come il partner ideale per il rilancio di ARM in ambito enterprise. Il SoC a 10nm (system on a chip) Centriq 2400 (48 core single thread), che si appresta ad essere rilasciato sul breve termine (aggiornamento 10/11/2017: Qualcomm ha avviato la spedizione dei primi lotti), è stato uno dei protagonisti indiscussi dello speech tenuto da Satadal Bhattacharjee (director of product management presso il Data Center Technologies group Qualcomm) alla recente ARM TechCon (24-26 Ottobre 2017). L’intervento si è soffermato appunto sul perchè l’azienda abbia le potenzialità per sfruttare le opportunità offerte dalle profonde trasformazioni che stanno interessando il panorama IT e che possono essere riassunte dalla parole cloud, IoT e mobility:

The scale to which datacenters are growing … and the billions of devices that are coming out, most of those devices, including our phones, need processingthat has to be done at the datacenter. It’s not happening on the device. Most of this is happening on the server side. So what does it mean? If there are so many devices coming out – we’re talking about trillions of devices – then the datacenters have to pack a lot more servers. There is a physical limitation in how many servers you can pack within a particular rack, so there is a strong desire to get more out of that rack space and more compute from the power limit that is there.

Il riferimento ad assistenti “intelligenti” ed altre applicazioni che necessitano di appoggiarsi ai data center è chiaro (es: app che “ascoltano” una traccia musicale ed individuano in pochi istanti autore, titolo etc.).

Qualcomm punta tutto sul cloud

Solo un prodotto con un ottimo rapporto potenza/prezzo/consumi energetici/calore generato può spianare realmente la strada alle soluzioni ARM. Ed è proprio quel che vuole offrire l’azienda ad hyperscale e cloud provider (AWS, Facebook etc.), estremamente sensibili a temi come l’efficienza energetica e pronti ad abbracciare rapidamente inedite soluzioni (se convenienti). Secondo Satadal, un rack equipaggiato con un singolo chip ARM è in grado di raggiungere prestazioni equiparabili a quelle di un rack con configurazione dual socket Intel Xeon.

E’ l’esperienza maturata in ambito mobile, dove potenza disponibile ed autonomia dei device devono essere sempre bilanciati tra loro, aggiunge Satadal, ad aver consentito a Qualcomm di progettare un chip altamente competitivo, con alcune precisazioni. E’ stato lo stesso Bhattacharjee ad ammettere che Centriq non è adatto a qualsiasi caso di utilizzo:

the focus has been on the cloud customers. […] IT consumption is changing from centralized, on-premises servers to more cloud-based systems, and that trend started quite a few years back and it’s not stopping as more and more applications have been shifted to the cloud model

Se si parla di HPC (high performance computing) il mercato offre alternative migliori, sottolinea indirettamente.

Centriq 2400 è attualmente in fase di produzione generale ma Qualcom sta già lavorando alla seconda e terza generazione del SoC – rispettivamente in fase di sviluppo e studio dell’architettura.

Fonte: 1

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *