Quando Linux dovrebbe imitare Windows

Da sempre si cerca di rilasciare delle versioni Linux che somiglino sempre più al diretto concorrente Windows. Ma la guerra dovrebbe giocarsi su altri campi

Quando Linux dovrebbe imitare Windows

Ogni circa dieci mesi accade che venga rilasciata una piccola distribuzione di Linux che si propone di somigliare quanto più possibile a Windows. Tra le ultime si possono citare ChaletOS e Apricity OS che si avvicinano al sistema operativo di Microsoft anche in termini di design. Vi sono però tra gli utenti dei seri dubbi circa la necessità di dover ricreare forzatamente delle somiglianze tra i due sistemi operativi. Si tratta infatti di due OS entrambi validi e che dovrebbero vivere di propria natura e non per forza di similitudini. Vediamo cosa ne pensa l’editorialista del portale Datamation Bruce Byfield.

Per anni Linux ha rincorso Windows in termini di usabilità desktop, da qui le soluzioni similari GNOME e KDE. Tali soluzioni nel tempo sono state talmente tanto migliorate che hanno addirittura superato l’obiettivo preposto da raggiungere. Nonostante i passi in avanti, alcuni sviluppatori sono ancora preoccupati verso l’ipotesi di un eventuale ulteriore ritardo quando in realtà spesso ciò che avviene è un po’ il contrario. Si pensi ad esempio a come l’interfaccia di Windows 10 si ispiri in parte ad alcune distribuzione di Linux.

L’importanza del desktop classico per Linux

Nonostante il tentativo di rendere l’interfaccia sempre più simile a quella disponibile per smartphone e apparecchi touchscreen, l’impostazione classica sembra continuare ad essere necessaria in quanto utilizzata come application launcher che soddisfa la maggior parte degli utenti. Il continuo rincorrere di soluzioni sembra quindi non andare sempre nella direzione voluta dall’utente.

Motivi di concorrenza tra Windows e Linux

La vera concorrenza tra Windows e Linux dovrebbe giocare su altri campi piuttosto che sul design. I temi che potrebbero fare la differenza ad esempio potrebbero essere i diritti dei consumatori e la privacy. Sono pochi i casi in cui le distribuzioni di Linux sollevano questi temi tentando di conquistare utenti contro il rivale. La promozione di Linux attraverso la garanzia al consumatore è avvenuta in maniera limitata in passato grazie ad alcuni attivisti, ma il tutto in maniera insoddisfacente. Temi come ad esempio la crittografia della posta elettronica potrebbero far spingere l’ago della bilancia verso un sistema operativo piuttosto che un altro.

La prospettiva di attrazione degli utenti dovrebbe evidentemente trovare nuovi spunti superando l’arma attualmente più debole che invece è quella maggiormente utilizzata: le soluzioni grafiche. Il design è sicuramente una leva, ma tra tutte quelle a disposizione quella meno performante.

Uno dei protagonisti che si è preoccupato di portare in auge i temi relativi al monopolio e ai pericoli per la sicurezza e privacy è Peter Brown, ex direttore esecutivo della Free Software Foundation, che grazie ad una folta community di anti monopolisti ha dimostrato per breve tempo come Linux fosse la soluzione preferibile. Servirebbe nuova linfa per riprendere il discorso e dare un’ulteriore sferzata di ossigeno ai sistemi open source.

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