Rackspace: l’intervista di Taylor Rhodes

ZDNet ha intervistato Taylor Rhodes (CEO Rackspace). Tra gli argomenti trattati la situazione della compagnia, il futuro del cloud, OpenStack ed AWS.

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“Amazon è un tornado” è una delle dichiarazioni rilasciate da Taylor Rhodes (CEO Rackspace) nel corso di un lungo colloquio con un giornalista del portale ZDNet. L’arrivo del “più grande venditore di libri nel tuo settore” viene definito dall’intervistato come un evento cruciale nella storia di Rackspace. “Loro [riferito ad Amazon, ndr] erano molto meglio attrezzati di noi a sostenere un [“gioco” di tale scala] perchè [potevano finanziarsi] attraverso il proprio core business [ecommerce ndr].”

Negli ultimi sei anni il mercato cloud è infatti cresciuto enormemente portando ingenti profitti nelle casse di Amazon e marcando definitivamente il confine tra le compagnie in possesso dei requisiti necessari a competere su una così ampia scala e non.“Non potevano sostenere l’innovazione necessaria a tenere il passo” ed è per questo che nel Maggio 2014 i vertici aziendali decidono che è tempo di reinventarsi o essere messi da parte – diverse compagnie si dichiararono interessate ad acquisire Rackspace.

“Pensa all’impatto che ha avuto Amazon sul panorama tecnologico… è fenomenale. Come [conquistare il proprio spazio] in un mondo post-Amazon? E’ questa [la domanda alla quale ognuno dovrebbe dare una risposta], [proprio come abbiamo fatto noi].”

Il ragionamento di Rhodes è semplice quanto pragmatico: perchè cercare di competere con corazzate come Microsoft, Google ed Amazon quando è possibile sviluppare il proprio business appaggiandosi al successo di queste ultime (es: la partnership stipulata con Google Cloud Platform)? Ed è questa, in sintesi, la risposta che si è data 3 anni fa Rackspace: “[…] in [cosa eccelliamo]? Siamo bravi a prendere in consegna altre tecnologie OEM e valorizzarle attraverso [servizi di monitoraggio, gestione e messa in sicurezza].”

La scelta giusta?

Sebbene la maggior parte delle rendite di Rackspace provengano ancora dall’infrastruttura messa disposizione di piccole e medie imprese, l’azienda si trova in una buona posizione per avvantaggiarsi della crescita che interesserà questo settore, afferma un analista di 451 Research. “Quando passi al cloud pubblico rimpiazzi il tuo data center, i tuoi server, lo storage e le infrastrutture di rete. Quel che invece non viene rimpiazzata è la gestione delle operazioni IT. Qualcuno deve ancora occuparsi di verificare che sia tutto a posto e monitorare, qualcuno deve avere la capacità di pianificare, capire quanto stai per spendere e su cosa dovresti investire successivamente, application architechture, sicurezza” aggiunge.

Definire la svolta privata di Rackspace come un completo successo è tuttavia inesatto. La compagnia ha trovato la giusta via ma deve ancora oliare il modello di business, un obiettivo che i vertici intendono perseguire ricorrendo anche a riduzioni del personale (circa il 6% a breve termine).

“Ultimamente [ci stiamo focalizzando sul come rendere ancora più solida la compagnia]. Se non dobbiamo spendere 300 milioni all’anno per competere con Amazon, [dove possiamo investirli]? In soluzioni managed di cibersecurity e servizi professionali”, afferma il CEO.

Futuro del cloud computing, OpenStack

Il CEO Rackspace è indubbiamente ottimista in merito al futuro ed alle potenzialità del cloud. A fronte dei 20 miliardi di fatturato dei big cloud provider, afferma, vi è una quantità inimmaginabile di applicazioni e dati che si trovano ancora on premise e devono raggiungere la nuvola. “Siamo ancora all’inizio”, dichiara.

Interessanti infine le osservazioni su OpenStack ed il rapporto tra cloud privato e cloud pubblico: “Pensavamo [Rackspace e la NASA ndr] che il mondo cercasse un’alternativa al cloud pubblico. Quel che stiamo apprendendo è che non c’è bisogno di un altro cloud pubblico, è per questo che OpenStack [si sta orientanto verso il cloud privato]”.

Secondo Rhodes, il cloud privato potrebbe essere la prossima tappa per coloro che spendono ingenti somme di denaro in servizi cloud IaaS: “[…] quando [ogni mese ti trovi davanti a valori a 7 cifre] inizi a chiederti se [quello sia il modello economico più efficiente]”. Rispetto ad una classica soluzione cloud pubblica, i costi potrebbe ridursi in alcuni casi del 20-30%.

Fonte: 1

 

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