Raffreddamento a liquido: un nuovo trend per il mercato data center?

Un esperto del settore spiega perchè il mercato data center ha iniziato ad interessarsi nuovamente a varie soluzioni di raffreddamento a liquido.

Raffreddamento a liquido

Con 35 anni di esperienza alle spalle e successiva specializzazione in “mission critical cooling (heat rejection) and electrical infrastructures”, Greg Crumpton ha avuto modo di osservare nel corso dei decenni anche l’evoluzione dei sistemi di raffreddamento e delle soluzioni ingegneristiche adottate in ambito IT.

Le soluzioni a liquido hanno avuto fasi alterne di popolarità, afferma. Quando ad esempio i primi mainframe IBM giunsero nei data center, l’acqua era un elemento perfettamente “tollerato” dagli addetti ai lavori – perchè adoperato anche dalle stesse macchine per la dissipazione. L’avvento della cosiddetta generazione “PC/Desktop” ha invece rafforzato “l’acquafobia” latente bollando le soluzioni a liquido come inadatte. Negli ultimi anni, sebbene ancora presenti, i timori si sono notevolmente indeboliti ed il liquido sembra avere finalmente l’occasione di ritornare trionfalmente sulla scena.

Greg sottolinea che di recente il mercato data center ha virato decisamente verso il raffreddamento a liquido il quale, ricorda, può essere “interpretato” in vari modi: oltre all’acqua ed ai fluidi speciali non conduttivi (come il Novec 7000), i tecnici possono scegliere se posizionare gli scambiatori di calore nella parte posteriore dei rack o a diretto contatto con i componenti hardware (CPU, GPU etc.); non bisogna poi dimenticare soluzioni di raffreddamento ancora più intraprendenti come l’immersione completa dei rack in fluidi dielettrici.

Densità  di potenza

E’ giunto il momento di spiegare perchè il liquido stia vivendo un vero e proprio “rinascimento” (utilizzando le parole dell’editorialista). Le superiori capacità di dissipazione dei liquidi rispetto all’aria suggeriscono indirettamente la risposta: la densità di potenza dei rack è aumentata notevolmente ed occorrono soluzioni in grado di dissipare in modo più efficace il calore generato dai sistemi.

Quel che cinque anni fa era considerato come un rack ad alta densità (5kw) figura ora nella categoria di medio-bassa densità. Buona parte delle infrastrutture non erano tuttuavia state pensate per gestire adeguatamente macchinari che generano tali livelli di calore. Se si aggiunge inoltre il parallelo trend di ottimizzazione degli spazi (sia come metratura occupata nei data center che come spazi utilizzati all’interno degli stessi rack), è evidente come il liquido si stia affermando come soluzione ideale per garantire ottimali temperature in ambienti ad alta densità.

Il prossimo settore pronto ad essere raggiunto dalle soluzioni a liquido potrebbe essere quello delle criptovalute? –  si domanda Greg. Difficile dirlo, al momento le variabili da considerare sono molteplici.

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