Ravenna: il nuovo data center si inaugura l’11 dicembre

Il primo dei quattro data center previsti dal Piano regionale dell'Emilia-Romagna sarà inaugurato tra circa un mese. Ecco alcuni dettagli.

Ravenna in arrivo un nuovo data center

In base agli obiettivi programmatici stabili dalla regione Emilia-Romagna, il primo dei quattro data center previsti dal Piano Telematico sarà inaugurato il prossimo 11 dicembre 2015 a Ravenna. L’infrastruttura potrà contare su una banda di 10Gbps e sarà realizzata secondo le direttive previste dalla classificazione TIER III (disponibilità 99.982%, 1.6 ore di interruzione/anno, ridondanza N+1) dell’Uptime Insitute.

“Gestito dalla società Lepida [sede a Bologna, il socio di maggioranza è la Regione insieme ai vari enti locali-territoriali ndr], [il data center avrà] sede alle Bassette in un edificio comunale. [Nell’infrastruttura sarà ospitato] un elevato numero di server della Pubblica Amministrazione e altre apparecchiature informatiche in grado di fornire servizi tecnologici avanzati, tra cui quelli di backup, storage, continuità operativa e disaster recovery a enti e ad aziende che vi entreranno a far par parte” ha dichiarato Massimo Cameliani (assessore Ravenna digitale).

Del progetto si parlava ormai da alcuni anni: a fronte di qualche cambiamento sulla tabella di marcia (il primo data center della rete regionale doveva sorgere entro fine 2015 a Parma e non a Ravenna) è possibile affermare che l’iniziativa, se attuata secondo gli obiettivi prefissati, potrebbe (il condizionale è d’obbligo)  rilanciare l’opera di ammodernamento dell'”infrastruttura digitale” regionale e nazionale – che ha avuto più di una difficoltà negli ultimi tempi.

I quattro data center, collegati tra loro da moderne linee in fibra ottica, dovrebbero infatti entrare a fare parte di una ben più ampia rete a livello nazionale – della quale costituirebbero in sostanza uno dei tanti “nodi”. I dettagli dell’ambizioso progetto sono stati discussi in un recente convegno svoltosi lo scorso 23 ottobre 2015 a Bologna. Riusciranno le Regioni interessate a coordinare efficacemente i lavori?

 

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