Red Hat: la partnership con AWS rilancia il cloud ibrido

I servizi AWS potranno essere utilizzati direttamente dalla console OpenShift, la soluzione cloud Red Hat, dando vita ad una singola piattaforma ibrida.

Red Hat Summit

Il Red Hat Summit (2-4 Maggio 2017, Boston) porta interessanti novità: la compagnia ha infatti annunciato una partnership con AWS. Se un accordo con il leader indiscusso del segmento IaaS è una notizia di per sè poco eccezionale, la creazione di una nuova piattaforma ibrida (OpenShift + AWS) è invece interessante da analizzare.

Proprio nella giornata di ieri si parlava del “destino” che i principali cloud provider hanno immaginato per i data center proprietari: Google è chiaramente orientata ad un modello public cloud only mentre Microsoft, anche per tutelare i propri interessi, è favorevole alle soluzioni ibride. Ed AWS? Per mancanza di dichiarazioni ufficiali si era giusto ricordato l’arrivo a breve termine di vSphere: la collaborazione con Red Hat conferma invece la volontà di supportare strategie ibride.

Paul Cormier (Red Hat executive vice president) ha pubblicato qualche dettaglio sul blog ufficiale della compagnia:“[sarà possibile] sviluppare ed effettuare il deploy di applicazioni ibride eseguite con tecnologie Red Hat (OpenShift Container Platform, JBoss Middleware e Red Hat Enterprise Linux) su AWS o data center proprietari con la possibilità di usufruire dei servizi AWS indipendentemente [dall’ambiente in cui è stato effettuato il deploy delle app].”

Red Hat: da Linux al cloud

Immancabili anche le dichiarazioni di rito da parte di figure importanti delle due compagnie interessate: “L’adozione dei container sta decollando anche in ambito enterprise e questa alleanza è pensata per [accelerarla ulteriormente] offrendo ai clienti la possibilità di accedere ai servizi AWS direttamente dalla piattaforma container OpenShift . [Unendo l’innovativo ed ampio set di funzionalità AWS con la più completa piattaforma di livello enterprise, consentiremo ai clienti [di usufruire dei vantaggi di entrambe le piattaforme] nei loro ambienti ibridi e con il supporto [Red Hat]”  ha affermato Jim Whitehurst (CEO Red Hat).

“Considerando che Red Hat è uno dei provider leader per quanto riguarda le soluzioni open source, i nostri clienti enterprise [saranno entusiasti di poter utilizzare su AWS, senza soluzione di continuità, RHEL ed altre soluzioni RedHat]” ha dichiarato invece Andy Jassy (CEO AWS), sottolienando che tutte le prossime funzionalità implementate in AWS saranno immediatamente disponibili anche per gli user OpenShift.

Attenzione però: tra gli annunci e l’effettiva disponibilità generale intercorre sempre un variabile finestra temporale. In questo caso, si parla di almeno cinque mesi (un generico autunno 2017).

Nel mentre Red Hat, come osservato da ZDNet, punta a diventare uno dei player di rilievo della scena cloud allontanandosi dallo storico ruolo di Linux distributor. Se Microsoft ed altri pezzi da novanta restano ovviamente inarrivabili, gli importanti contratti annunciati da Whitehurst e soci dimostrano che OpenShift ha trovato un segmento di mercato nel quale operare, attirando importanti clienti – i più recenti accordi sono stati stipulati in Europa con soggetti che operano a vario titolo nel settore dei trasporti aerei, dall’aeroporto di Amsterdam (Schiphol) fino ad International  Airlines Group e Miles & More GmBH.

Fonti: 1, 2, 3

 

 

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