re:Invent 2015: Amazon AWS e il modello a circolo virtuoso – 2

Nell'articolo di oggi vediamo in maniera più dettagliata come è stato spiegato alla platea del re:Invent 2015 il "modello del circolo virtuoso"

re:Invent 2015: Amazon AWS e il modello a circolo virtuoso

Jerry Hunter, vice presidente delle infrastrutture di AWS Amazon, di recente intervenuto alla re:Invent 2015 si è soffermato su una analisi del futuro del cloud evidenziando alcuni interessanti evoluzioni dei sistemi basati sulla “nuvola”. E’ evidente che il cloud rappresenti ormai il presente più che il futuro, e che buona parte delle aziende stia migrando verso queste soluzioni. I motivi non sono solo economici.

Hunter che proviene da Sun Microsystem ha raccontato come la media di utilizzo di server cloud nell’azienda sia giunta al 19% (partendo da oscillazioni iniziali da 11 e 15%). In alcuni casi la capacità eccede per colpa di applicazioni e per conformazione del sistema e si verificano così necessità di colmare il maggior fabbisogno di capacità del server.

Il potere di calcolo e archiviazione diventa così dispendioso” – evidenzia Hunter, che ha fatto dei parallelismi con quanto accade per la maggior parte delle aziende. Spesso le sperimentazioni non possono nemmeno essere prese in considerazione in quanto l’alto costo degli strumenti e lo scarso utilizzo non giustificano i tentativi di trovare delle soluzioni. E’ quanto è successo proprio ad Hunter durante la sua esperienza in Sun. Hunter ha raccontato le frustrazioni provocate dalla difficoltà nel trovare risposte alle domande dell’azienda, che da un lato doveva contenere i costi e dall’altro avrebbe dovuto spendere soldi per lo sviluppo di una soluzione. Dopo numerosi incontri con il team finanziario, partner commerciali, top manager ecc. è stata presa la decisione di abbracciare dei data center extra piuttosto che trovare nuovo “spazio” da dedicare in quelli già presenti.

La frustrazione maggiore è stata scoprire che l’utilizzo di server di fascia alta era in grado di sopperire ad alcune necessità imminenti, ma in tema di affidabilità c’erano molte perplessità. Queste stesse perplessità hanno creato un circolo vizioso molto pericoloso: il sistema veniva utilizzato sempre meno perché non offriva le caratteristiche di affidabilità necessarie, finendo per costare molto di più di quanto preventivato. Il risultato è stato uno spreco di tempo, risorse e un risultato deludente.

Il successo di AWS nello spazio cloud

Secondo Hunter tutti i problemi sono riconducibili alla non scalabilità delle soluzioni IT adottate da Sun. E’ da questo tipo di considerazioni che ha iniziato ad imporsi AWS. La soluzione di Amazon ha abbracciato dispositivi di rete su misura nel 2011 e nel 2012 passando a server personalizzati. Un pò in ritardo rispetto a quanto fatto da Google che è riuscita ad installare il suo primo server rack nel 1999. I sistemi a scatola chiusa sembrano far emergere sempre le stesse lamentele: i device devono supportare una vasta gamma di protocolli e devono avere API chiuse accessibili solo attraverso kit di software per lo sviluppo.

Secondo Hunter la personalizzazione è dunque un aspetto fondamentale per raggiungere una soluzione ottimale. I server personalizzati di AWS sono sviluppati per supportare specificatamente il software interessato. Anche se durante le sue interviste Hunter non ha reso noto la media di utilizzo del server da parte di AWS si stima che questa dovrebbe essere del 65%. Ovvero 4 volte tanto rispetto alla media di quanto accade nei data center aziendali ad oggi.

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