Salesforce ripiega su AWS

La nota compagnia ha scelto come cloud provider pubblico preferito il leader indiscusso del settore, ovvero AWS. Alcuni retroscena della vicenda.

Salesforce ed AWS

AWS ha annunciato nella giornata “statunitense” di ieri l’arrivo di un importante nome sulla propria infrastruttura cloud pubblica, ovvero Salesforce. Il brand, noto per proporre una vasta gamma di soluzioni software CRM (Customer relationship management) cloud based, si era per lo più affidato a data center proprietari.

Nel comunicato si parla di AWS come “infrastruttura cloud pubblica preferita da Salesforce” nella quale troveranno dimora i servizi Sales Cloud, Service Cloud, Community Cloud ed Analytics Cloud. Quali i motivi dietro al “trasloco” Salesforce? Secondo alcuni siti specializzati è stato principalmente il grave downtime (12 ore circa per i clienti in Nord America) al quale è andata incontro l’azienda circa due settimane fa con il guasto (failure) di un database.

Negli ultimi mesi il Wall Street Journal aveva “intercettato” alcuni rumor riguardanti Salesforce ed AWS che si sono rivelati in parte veri: il primo ipotizzava il passaggio in AWS dei soli servizi Salesforce legati all’Internet of Things; il secondo, più clamoroso, parlava invece di un’acquisizione dell’azienda con sede a San Francisco da parte di Amazon Web Services.

Dal blog ufficiale Salesforce, Parker Harris ha tenuto (indirettamente) a precisare che non vi saranno fusioni all’orizzonte e (direttamente) che si perseguirà nell’opera di consolidamento dell’infrastruttura proprietaria con investimenti nei data center.

Dopo i casi Apple, Netflix e Dropbox, il dibattito tra coloro che sostengono l’abbandono del cloud pubblico come condizione necessaria (al fine di garantire la crescita di un’azienda) e coloro che vedono in Google ed AWS l’unica soluzione per rientrare nei costi ha quindi nuovo materiale sul quale discutere.

 

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