Sam Ramji: da Cloud Foundry a Google per conquistare gli sviluppatori

Il neo VP of Product Management di Google Cloud è stato recentemente intervistato da Business Insider. Obiettivo: conquistare la fiducia degli sviluppatori.

Google è “classificato” generalmente dagli analisti come il terzo cloud provider a livello globale. Tra i punti di forza della compagnia le tecnologie di altissimo livello messe in campo per sostenere i propri core businnes (AdWords, l’omonimo motore di ricerca) che in alcuni settori la pongono  ai vertici della categoria (es: machine learning).

Uno dei principali problemi della compagnia può essere invece riassunto con una parola: enterprise. E’ infatti ben noto a tutti, dagli analisti fino ai competitor ed agli stessi vertici Google, che in ambito enterprise Mountain View non gode della stessa notorietà di AWS e Microsoft.

La prima ha saputo conquistare il mercato e le big companies intuendo prima degli altri le potenzialità del cloud, “svelandole” all’industria e creando quasi dal nulla un redditizio mercato che muove attualmente miliardi di dollari. La seconda, sebbene giunta “in ritardo” nel cloud (come Google), ha potuto in ogni caso beneficiare del rete di contatti sviluppata nei decenni precedenti grazie al proprio business (Windows etc).

Google: obiettivo enterprise

La strategia enterprise di Google è stata avviata ufficialmente nel Novembre del 2015 con l’arrivo di Diane Green, profilo di indubbio valore (ex co-founder VMware), sulla poltrona del vice president Google cloud businesses. A ribadire la serietà delle intenzioni di Google anche l’arrivo di Sam Ramji in vece di vice president of Product Management, in carica da circa cinque mesi. Anche in questo caso ci troviamo d’innanzi ad un curriculum di tutto rispetto: cinque anni (2004-2009) alla Microsoft come responsabile delle relazioni tra azienda e mondo open source (un compito abbastanza complesso in quel periodo, la svolta di Nadella era ancora lontana) e successivamente CEO di Cloud Foundry.

L’obiettivo di Sam, come afferma al giornalista di Business Insider, è rimasto essenzialmente uguale a quello che aveva ai tempi di Microsoft: “costruire ponti verso gli sviluppatori”. Per quanto riguarda invece il piano che intende utilizzare, la risposta è abbastanza semplice ed in linea con le affermazioni che si leggono solitamente: riuscire ad offrire un servizio che possa essere apprezzato da ogni tipologia di sviluppatore. “Gli sviluppatori enterprise sono sviluppatori anche nel fine settimana. […] Uno sviluppatore enterprise è uno sviluppatore che lavora in una grande compagnia” afferma Sam, sottolineando indirettamente come il lavoro dello sviluppatore venga ormai svolto in vari contesti, anche lontano dall’ufficio.

Ridurre il divario

Uno foto dell'attuale VP of Product Management Google

Uno foto dell’attuale VP of Product Management Google

Sam conferma onestamente che il brand Google, rispetto ai competitor, ha minore appeal sugli sviluppatori. Anche la stampa specializzata non sembra aiutare Google, osserva Ramji, perchè contribuisce a diffondere l’idea che le principali piattaforme cloud offrano più o meno le stesse funzionalità. E’ per questo motivo che “la nostra [vetrina] deve essere fantastica”. Cambiare le abitudini delle persone non è semplice, è per questo che bisogna fare in modo che i clienti soddisfatti di AWS ed Azure diano almeno un’opportunità a Cloud Platform. Come?

Prima di tutto occorre adeguarsi ai tempi ed accettare il fatto che le grandi compagnie si affidano a diversi cloud provider ed a soluzioni ibride: “le compagnie necessitano di un provider che rispetti le loro architetture, che sono multi-cloud ed ibride”.

In secondo luogo consentire agli sviluppatori di provare senza impegno i servizi Google, le cui prestazioni sono descritte con la consueta frase “performance is great”; ma anche offrendo un’ampia e adeguata documentazione agli sviluppatori, in modo che possano trarre il massimo dai servizi, ed interloquendo direttamente con la community – gli ingegneri Google sono abbastanza popolari su Reddit, Hacker News e Quora dove sono soliti offrire i propri consigli agli utenti. Il messaggio che deve passare è insomma il seguente: “[Siamo sempre presenti, sia prima che dopo la vendita]”.

Quale invece il peggior difetto della compagnia? Lo sviluppare servizi e soluzioni alla “velocità Google”, quindi a volte troppo rapidamente rispetto alle tempistiche di progettazione software delle aziende: “a volte acceleri troppo rapidamente e le ruote si staccano”. 

Fonte: 1

 

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