Selfserver, i server virtuali pre-configurati pronti all’uso

Abbiamo provato il nuovo prodotto di Enter Srl: SelfServer.it è un fornitore di server virtuali specializzati per i principali software CMS

Selfserver, uno store in line di VPS preconfigurati, è un nuovo brand di Enter srl, provider di cui ci siamo occupati in precedenza, testando i servizi cloud erogati col brand Cloudup.

 

Enter  è un ISP milanese attivo da oltre 15 anni, con a listino un ampio spettro di prodotti che spaziano da soluzioni di connettività e fonia a servizi di hosting e colocation. I servizi sono erogati facendo affidamento sulla rete e sul data cEnter di proprietà, situato all’intero del campus di Via Caldera, a pochi metri dal MiX.

 

In questo contesto si inserisce questo nuovo prodotto, che si rivolge ad un pubblico meno esperto rispetto all’utenza tipica di Cloudup. La caratteristica principale, a livello tecnico, di questo prodotto infatti è un’offerta  pre-configurati con vari servizi accessori, con lo scopo di semplificare l’utilizzo del server. Si va dal pannello di controllo per le funzioni più “basiche” (Webuzo per i server Linux, WebSitePanel per i server Windows), fino a veri e propri applicativi che rendono il server già pronto per la “funzione” scelta. Il catalogo di Selfserver, al lancio, è infatti composto da 20 differenti configurazioni delle VPS: si va dai server pensati per gestire installazioni di WordPress, Drupal o Magento, a quelle ideate per gli sviluppatori o per coloro che necessitano di un database/mail server.

 

La seconda peculiarità consiste nel fatto che le singole macchine hanno già un sistema operativo ottimizzato per massimizzare la performance delle risorse, senza che l’utente debba intervenire in tal senso, effettuando complicate operazioni sistemistiche.

 

Il servizio recensito è offerto ordinando un “Selfserver WP Biz” , ovvero il server virtuale pensato e preconfigurato per ospitare al meglio una installazione di WordPress con plugin di ecommerce (di base viene installato WP e-Commerce).

 

Self server, server virtuali dedicati per CMS

 

Il costo della soluzione Selfserver “WP Biz” è pari a 40€ + IVA se si sceglie di pagare mensilmente, 432€ + IVA per pagando un anno in un’unica soluzione (risparmio del 10% sul costo mensile), 768€ + IVA pagando 2 anni di servizio (risparmio del 20% sul costo mensile). Spendiamo qui anche qualche parola per segnalare un’altra interessante particolarità di Selfserver: il modello delle flash sales. Ogni settimana il sito propone un differente server in promozione, rendendo molto competitivi anche i prezzi relativi a server con configurazioni “importanti”. Consigliamo quindi di iscriversi alla loro newsletter per essere sempre informati e aggiornati delle promozioni previste durante il mese in anteprima.

Le caratteristiche di Selfserver

Dopo aver portato a termine i tre semplici step della procedura d’ordine si riceveranno 3 email che riportano la password del proprio account cliente, la conferma dell’avvenuto pagamento e, dopo qualche minuto, l’email che riporta le password per accedere al Selfserver ordinato.

 

Di seguito sono elencate le caratteristiche tecniche del server virtuale “Selfserver WP Biz” :

 

    • Hypervisor: Xen

 

    • Core CPU: 2

 

    • Memoria RAM: 2 GB dedicati.

 

    • Hard Disk: 100GB (di cui circa 90 utilizzabili)

 

    • Banda: 1Gbit/s condiviso.

 

    • Traffico: flat

 

    • IPv4: 1 incluso

 

    • IPv6: non disponibili.

 

    • Sistema Operativo: Centos 6.3 64bit

 

    • Pannello di Controllo installato:Webuzo

 

    • Software/Script preinstallato:WordPress ultima versione.

 

    • Gestione: avvio/spegnimento e console disponibili dal pannello clienti.

 

    • Gestione sistemistica: interamente a carico dell’utente.

 

    • Assistenza: H24 tramite email, live chat   assistenza telefonica (attraverso il numero 02-25514862) dal lunedì al venerdì 9.00-13.00 e 14.00-18.00.

 

    • Uptime: 99,85%.

 

Infrastruttura hardware e software Selfserver

Enter attiva i server virtuali Selfserver sfruttando l’infrastruttura cloud dispiegata all’intero del data cEnter di 400mq di proprietà; il data center è collocato nel polo di Via Caldera, a Milano, nello stesso edificio e piano dove risiede il MIX. Il data cEnter dispone di 6Gbit di banda totale: 4Gbit di banda Internazionale (tramite TINET, LEVEL3, TELECOM ITALIA SPARKLE e TATA Communication) e 2Gbit di banda nazionale (tramite 2 internet Exchange italiani, MIX e TOPIX)

 

Come riportato nella precedente recensione, da quasi un anno Enter utilizza con soddisfazione OpenStack e Xen, una soluzione portata avanti da grandi aziende del calibro di Citrix, Dell, Cisco, Intel, Rackspace e NASA. Per quanto concerne la connettività, ogni Selfserver è posto in una VLAN privata ed i nodi host sono connessi in gigabit agli apparati Cisco che forniscono e distribuiscono connettività all’interno del data cEnter.

 

Il pannello di gestione del servizio è stato completamente sviluppato internamente da Enter ed è molto intuitivo e semplice da utilizzare.

 

Eseguendo il login si visualizza la dashboard del pannello con il riepilogo dei servizi ordinati:

 

Pannello di controllo SelfServer.it, servizio di server virtuali on demand con CMS Prestashop, WordPress, Magento.

 

 

Cliccando su “Amministra Server” si accede alla scheda prodotto ed è possibile disdire il servizio, spegnere/avviare il server, accedere tramite SSH alla console del server, accedere al pannello Webuzo installato di default.

 

Scheda Server di SelfServer.it, servizio di server virtuali per WordPress, Joomla, Magento e molti altri software. Ambiente già testato

 

E’ da notare come non sia possibile, al momento, eseguire il reimage del server direttamente da pannello; nel caso in cui sia necessario procedere ad una re-installazione completa del server è necessario contattare l’assistenza tecnica ed acquistare un gettone.

Webuzo: un pannello di controllo “app-centrico”

Enter ha deciso di adottare Webuzo come pannello di controllo per molti dei Selfserver offerti. Il pannello è sviluppato da Softaculous, azienda celebre per aver creato l’omonimo pannello dal quale poter installare con un click centinaia di script PHP.

 

La dashboard di utilizzo del pannello di controllo di Webuzo, per hosting e server dedicati e virtuali. Utilizzato da SelfServer.it

 

Webuzo può essere vista come la naturale estensione di Softaculous, questo pannello, infatti, è pensato per permettere all’utente di gestire in maniera semplice gli aspetti più importanti di una piattaforma LAMP (Linux – Apache – MySQL – PHP) e di installare gli applicativi listati nei domini creati. A differenza di Plesk, CPanel e tanti altri pannelli usati per il web hosting, Webuzo crea solo un semplice virtual host una volta eseguita la procedura di aggiunta dominio.

 

Aggiunta di un nuovo dominio nel pannello di controllo Webuzo di SelfServer

 

La logica adottata dagli sviluppatori del pannello è quella di spingere l’utente ad utilizzare il sistema automatizzato di installazione degli script, che si occuperà di copiare i file necessari (senza che l’utente debba caricarli tramite FTP) e di creare eventuali database.

 

Installazione di WordPress su Webuzo, il pannello di controllo di Self Server di Enter Srl

 

Nel caso in cui sia necessario avere accesso FTP al proprio sito, oppure si vogliano installare autonomamente script che necessitano di MySQL, attraverso Webuzo è comunque possibile procedere a creare utenti e database per MySQL ed account FTP.

 

Webuzo pannello di controllo Self Server

 

Webuzo, inoltre, permette di andare a modificare anche le configurazioni di alcuni servizi: per cambiare la configurazione di PHP, ad esempio, ci viene in auto anche un wizard molto semplice dal quale modificare le direttive più comuni.

 

Impostazioni di PHP sul pannello di controllo Webuzo

 

 

Test connettività di Selfserver

Uno dei test classici eseguiti per avere un’idea della banda disponibile verso il server è il download di una iso da un server remoto presente in una diversa web farm. Di seguito leggete i risultati relativi al download del primo CD della distribuzione GNU/Linux Debian:

 

E’ stato possibile eseguire il download verso il server a 21,50 MB/s (pari a 172,00 Mbit/s ).

 

Per quanto concerne il test inverso, da un server collocato in altra webfarm italiana e connesso a 100Mbit/s, abbiamo eseguito il download di un file di simili dimensioni presente sul cloud server.

 

 

Il file iso è stato scaricato alla velocità di circa 30,5 MB/s, pari a 244Mbit/s.

 

Dal nostro ufficio in Como (rete fastweb), raggiungiamo il Selfserver in prova arrivando direttamente nel data cEnter del provider, senza passare da altri AS:

 

1     3 ms     1 ms     1 ms  192.168.1.1

 

2     1 ms     1 ms     1 ms  192.168.0.1

 

3     6 ms     6 ms     6 ms  2-235-214-1.ip230.fastwebnet.it [2.235.214.1]

 

 

14    59 ms     6 ms     6 ms  93-63-100-125.ip27.fastwebnet.it [93.63.100.125]

 

15    10 ms     6 ms     6 ms  93-63-100-45.ip27.fastwebnet.it [93.63.100.45]

 

16     7 ms     7 ms     6 ms  Enter.mix-it.net [217.29.66.49]

 

17     6 ms     7 ms     6 ms  gw-cloud.Enter.it [87.248.56.29]

 

18     7 ms     7 ms     7 ms  host-71-177.239-178.Enter.it [178.239.177.71]

 

19     8 ms     7 ms     7 ms  host-71-177.239-178.Enter.it [178.239.177.71]

 

Test I/O del disco

Per avere un’idea di massima delle prestazioni del comparto storage, si è partito dai dati forniti da hdparm:

 

[root@Selfserver current]# hdparm -t /dev/xvda1

 

/dev/xvda1:

 

Timing buffered disk reads:  196 MB in  3.01 seconds =  65.10 MB/sec

 

[root@Selfserver current]# hdparm -t /dev/xvda1

 

/dev/xvda1:

 

Timing buffered disk reads:  194 MB in  3.02 seconds =  64.27 MB/sec

 

[root@Selfserver current]# hdparm -t /dev/xvda1

 

/dev/xvda1:

 

Timing buffered disk reads:  190 MB in  3.00 seconds =  63.29 MB/sec

 

 

I dati rilevati da hdparm fanno ben sperare, passiamo a seeker, un programma utile per calcolare il tempo di “seek virtuale” degli HD

 

Seeker test di SelfServer.it

 

Il tempo di accesso medio riscontrato è di circa 0,92ms, un eccellente risultato che conferma le ottime prestazioni del sistema di storage. L’ultimo test è stato effettuato con Iozone, che da la possibilità di stressare al massimo il comparto di storage eseguendo test in lettura, scrittura e riscrittura di blocchi di differenti dimensioni; di seguito è possibile prendere visione dei grafici ricavati con i risultati di Iozone.

 

read selfserver.it

 

Write - Selfserver.it

 

Rewrite test iozone - selfserver.it

 

Rand-read_test_selfserver

 

Rand-write_test_selfserver

 

Dopo aver messo sotto stress intensivo il comparto storage del cloud server si è riscontrata una velocità media in lettura/scrittura rispettivamente pari a 120/155 MB/s.

Selfserver alla prova

Un altro test utile ad avere una visione d’insieme delle performance del server è stato eseguito con il software unixbench versione 5.1.3. Durante il periodo di prova della soluzione si è provveduto ad eseguire diverse volte il test, di seguito potete leggere il risultato del test eseguito:

 

Unixbench 1 core

 

SelfServer_2core test di SelfServer.it

 

I risultati ottenuti sono in linea con la cpu installata sul nodo host e fanno presagire che uno dei due core assegnati sia un core logico e non fisico.

Il webserver di Selfserver sotto carico

Dovendo eseguire gli stress test su un piano che prevede l’utilizzo di WordPress, ho utilizzato per l’occasione un blog di test con oltre 2000 post e centinaia di categorie/tag. Ho utilizzato l’ultima versione di wordpress disponibile senza l’aggiunta di eventuali plugin per il caching (per generare completamente una pagina, lo script ha richiesto in media 40 interrogazioni al database).

 

Per effettuare test che andassero a simulare quanto più fedelmente possibile il comportamento di normali utenti (mettendomi anche nel caso peggiore possibile), ho:

 

    • raccolto circa 5500 link relativi ad altrettante pagine del blog;

 

    • disposto i link in maniera casuale con uno script creato ad hoc (in maniera tale da costringere mysql a fare uso intensivo della ram e del disco);

 

    • effettuato diverse simulazioni, tramite il software Siege, specificando un numero sempre crescente di utenti contemporanei che, ad intervalli di 0-30 secondi, richiedevano pagine usando i link raccolti.

 

Dopo aver eseguito diversi test, simulando carichi differenti,  i risultati che riassumono le prestazioni da attendersi sono quelli ricavati simulando 50 visitatori che cambiano pagina nell’arco di 0-30 secondi:

 

 

E’ da notare che il Selfserver di base è configurato per utilizzare suPHP senza un opcode cacher: sicuramente non si tratta della situazione migliore per ottenere le massime prestazioni possibili con l’hardware a disposizione.

 

A breve gli sviluppatori di Webuzo daranno la possibilità di installare il pannello con nginx + PHP5 configurato in modalità FPM, cosa che permetterà non sono di avere prestazioni superiori ed un footprint in memoria migliore, ma darà anche la possibilità di installare un opcode cacher come xcache o apc, sgravando la cpu dall’ingrato compito di compilare per ogni richiesta i sorgenti degli script PHP.

L’assistenza di Enter su Selfserver

Enter mette a disposizione diversi canali di supporto per il servizio Selfserver; il più immediato è sicuramente la live chat (disponibile in orario d’ufficio), con la quale è possibile conversare direttamente con un addetto senza la latenza che si avrebbe inviando una email. A seguire, è possibile contattare il supporto per email (usando l’indirizzo supporto@Selfserver.it) o telefono (allo 02 25514 862).

 

Durante il periodo di test ho usufruito dell’assistenza tramite live help ed email, ottenendo la risoluzione ad un problema riscontrato nel giro di circa 3 ore. Tramite livechat, inoltre, ho avuto anche modo di farmi guidare passo passo per la creazione di un nuovo sito su webuzo e l’esecuzione dell’installazione di WordPress.

 

Dashboard assistenza clienti per SelfServer.it

 

Nel caso in cui non si abbiano le necessarie competenze tecniche per gestire il server, Enter mette a disposizione la possibilità di acquistare dei gettoni che danno diritto ad un’ora di assistenza sistemistica una tantum. Ogni gettone ha un costo pari a 29€ +IVA; i gettoni possono essere utilizzati, ad esempio, per eseguire una prima configurazione degli applicativi sul server, per tenere aggiornati i software/demoni presenti sul server (ad esempio il web server, il dbms, il server di posta) o installare altri applicativi.

Conclusioni e valutazioni sul server virtuale di Selfserver.it

Ci sembra che il servizio sia rivolto a chi non si accontenta di un semplice hosting, ma cerca macchine già pronte per l’uso, che non richiedano configurazioni avanzate e operazioni di manutenzione manuali, senza esigenze di continua flessibilità. Il mondo del webhosting è in evoluzione da tempo, a fianco all’affermarsi di tecnologie di cloud computing che rimangono destinate a persone con conoscenze tecniche elevate, vi è sempre più l’esigenza di prodotti che offrano da una parte risorse dedicate per supportare una mole di dati che, rispetto ad una volta, non è “anomala” neanche per un piccolo portale online o per un blog con migliaia di visite, e dall’altra che consentano di delegare al 90% la gestione di queste piattaforme. Chi utilizza WordPress, Joomla, Drupal ma anche piattaforme di e-commerce come Magento o Prestashop, oggi punta principalmente a focalizzarsi sullo sviluppo del proprio sito, dando per scontato che tutto, dietro le quinte, debba funzionare.

 

Selfserver risponde a questa esigenza, semplifica il panorama dei server virtuali dagli acronimi come VPS o Cloud Server e si presenta con singoli prodotti. Il server per Magento, per Prestashop, per WordPress o per gestire lo storage: il prodotto è nuovo, con un design accattivante che avevamo già notato con Cloudup, nei prossimi mesi il team dovrà sicuramente lavorare nel rifinirlo, considerando che l’infrastruttura di base ci sembra confermare il parere positivo già avuto nel caso di Cloudup, mancano alcuni accorgimenti come quelli segnalati per quanto riguarda la gestione del server, ma bisogna anche ricordare che si tratta di un prodotto pensato per essere utilizzato in questo modo, senza particolari personalizzazioni a livello di sistema. Per chi volesse caratteristiche di più alto livello, tipiche di una infrastruttura di Cloud Computing IaaS (Infrastructure as a Service), vi sono prodotti di Enter come Cloudup.it.

 

L’infrastruttura alla base del servizio è robusta e collaudata, la connettività è italiana ed il data cEnter è collocato a pochi passi dal MIX. Il pannello di gestione del server è semplice e basilare, l’unica funzionalità di cui si sente la mancanza è il reimage per poter ripristinare il Selfserver alle impostazioni iniziali.

 

A livello software è da apprezzare la scelta di fornire un pannello ad hoc (Webuzo) per il target di utenza a cui l’offerta è rivolta.

 

In merito all’assistenza, è possibile contattare il supporto tecnico utilizzando diverse modalità (email, telefono, live help); Enter, inoltre, da la possibilità di chiedere assistenza sistemistica semplicemente acquistando dei gettoni che danno diritto ad avere a disposizione un sysadmin per un’ora.

 

Ricapitolando, ecco i PRO ed i CONTRO dell’offerta recensita:

 

PRO:

 

    • Pannello di controllo semplice ed intuitivo

 

    • Infrastruttura hardware robusta

 

    • Buona connettività (italiana)

 

CONTRO:

 

    • Non è possibile eseguire il reimage del server

 

 

 

Recensione a cura di Antonio Angelino e Stefano Bellasio, WeTalk Group.

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