Server Dedicato TOP gamma: la recensione del servizio Dade2

Un server dedicato con 128 GB di RAM, 2 processori quad-core e due HD da 1 TB. Abbiamo provato l'offerta top gamma di Dade2, un server dedicato pensato per chi ha bisogno di potenza.

La redazione di Hosting Talk ha avuto la possibilità di testare uno dei server dedicati top gamma offerti da Dade2, azienda fondata nel 2002 come una società locale di servizi IT che, negli anni, si è evoluta fino diventare un gruppo internazionale, con sedi in Italia, Regno Unito, Islanda, Stati Uniti ed Argentina.

I servizi offerti da Dade2 vanno dalla registrazione dei domini alla fornitura di servizi avanzati di posta, dai server dedicati alle offerte di cloud computing.
Homepage dade2.net

L’hardware del server dedicato recensito appartiene alla nuova generazione (l’ottava) di server sviluppati da HP e sono corredati da doppio controller raid hardware ed la scheda di management avanzata iLo, che permette di poter gestire e controllare ogni minimo aspetto del proprio server.

L’offerta recensita, nominata “Freedom 6 Plus”, viene proposta a €324,00 + IVA mensili, con la consegna del server effettuata entro 72 ore dall’avvenuto pagamento del primo canone mensile.

 

Panoramica sulle caratteristiche tecniche del servizio testato

Il server oggetto dei test è, sulla carta,  il server più potente recensito fino ad ora dalla redazione e, per le sue caratteristiche, può essere un’ottima soluzione per l’installazione di hypervisor e/o per l’installazione di un database server dove archiviare una enorme mole di dati.

Di seguito trovate tutte le caratteristiche dell’offerta recensita:

  • Hardware: HP Proliant DL360 Gen8
  • Sistema Operativo: Windows 2008 R2 Standard, Windows Server 2012 Standard, CentOS 6 64bit, Ubuntu 12 64bit, OpenSuse 12 inclusi nel canone mensile. E’ possibile installare in autonomia altri sistemi operativi utilizzando l’interfaccia di management.
  • CPU: 2x Intel® Xeon® E5-2403 (totale di 8 core cpu fisici da 1,8GHz e TurboBoost)
  • Memoria RAM: 128 GB DDR3 ECC
  • Hard Disk: 2x1TB SATA 7200rpm configurati in raid1 tramite il controller raid hardware  HP Smart Array P222
  • Banda: 1Gbit/s
  • Traffico: 10TB mensili in uscita dal server, illimitato in ingresso.
  • IPv4:  5 IP
  • Firewall: si, condiviso
  • Alimentazione: 2 alimentatori da 460W in modalità Active/Standby.
  • Assistenza: H24 tramite numero verde, ticket system e Knowledge base
  • Gestione: stop, start, reboot, reinstallazione sistema operativo, modifiche al bios, configurazione del controller raid e monitoring dello stato di salute del server; il tutto eseguibile in autonomia grazie alla scheda di management messa a disposizione.
  • Uptime: 99,9% uptime senza penali.

Dade2 propone soluzioni personalizzate per i propri clienti grazie alle potenzialità offerte di base dall’HP DL360; i clienti, infatti, possono decidere di aggiungere ulteriori hard disk (per un totale di 8), sia meccanici sia a stato solido (SSD), con interfaccia SAS o SATA, oppure eseguire un upgrade della connettività a 10Gbit/s.

Nel caso in cui il cliente non sia in grado di amministrare il server, il provider mette a disposizione anche la possibilità di usufruire del servizio di gestione sistemistica, che include:

  • Monitoraggio del server H24
  • Intervento immediato nel caso in cui il server vada offline
  • Installazione e configurazione di qualsiasi software commerciale
  • Gestione del firewall software
  • Sistema Antivirus porto a monte del server
  • Backup giornalieri fino a 100GB di spazio occupato

L’offerta recensita, con incluso il costo del passaggio a 2HD da 1TB (pari a 20€/mese + IVA), viene proposta al prezzo di 344,00 €/mensili + IVA senza alcun costo di setup. La durata minima di contratto è di un mese con relativo pagamento mensile eseguibile mediante carta di credito.

Il data center e la connettività a disposizione di Dade2

Dade2 ha sede in diverse nazioni, ma ha deciso di porre la propria infrastruttura per l’erogazione dei servizi web a Reykjavík, in Islanda, in un data center di nuova costruzione, che fa propri tutti i nuovi standard ideati negli ultimi anni al fine di aumentare il più possibile l’efficienza energetica (viene adottato il free-cooling durante i mesi più freddi dell’anno, mentre l’energia elettrica viene prodotta grazie alle centrali geotermiche presenti sull’isola). Il data center utilizza la connettività offerta da Mila e FarIce, carrier che si occupano anche della gestione dei cavi sottomarini che interconnettono l’Islanda con l’Europa ed il nord America (USA e Canada), e può contare su punti di peering al LINX (London Internet Exchange) ed al COPHIX (Copenhagen Internet Exchange).


Mappa della connettività dell'Islanda

Per chi non conoscesse l’attuale grado di interconnessione dell’isola, possiamo dire che, grazie ai cavi sottomarini che transitano per Reykjavík ed altre località dell’Islanda, il traffico aggregato transitabile da/per l’Islanda è pari a:

  • 20Tbit/s DANICE
  • 2,5GBit/s CANTAT-3
  • 20GBit/s (12,8 TBit/s massimi utilizzabili con upgrade futuri) GREENLAND CONNECT
  • 8Tbit/s FARICE-1

per un totale di circa 28TBit/s, che possono diventare 40TBit/s semplicemente attivando le fibre già posate col cavo sottomarino di Greenland Connect.

Dopo aver letto suddetti dati e sapendo che molte di queste interconnessioni sono state attivate solo di recente (nel 2008 e 2010 sono state attivate le tratte più importanti), è possibile iniziare a comprendere quanto l’Islanda stia puntando sull’IT per risollevare la sua economia dopo il crack finanziario avutosi nel 2008, all’inizio della crisi economica globale.

Dato il posizionamento geografico, l’Islanda risulta essere un buon luogo per erogare servizi ad utenza sia americana, sia europea.

Test della connettività

Sono stati eseguiti 2 tipologie di test, il primo con lo scopo di cercare il massimo throughput in upload e download, mentre il secondo è improntato all’analisi dei cosiddetti Round Trip Time (RTT), ovvero il tempo impiegato da un pacchetto dati per arrivare a destinazione e ritornare al mittente.

Il primo test è stato eseguito andando a scaricare il maggior numero di volte possibile, in parallelo, un file da 100MB collocato su un server italiano con uplink a 1GBit/s. Di seguito è presente il report del risultato medio:

Da come è possibile leggere, il server ha utilizzato una ampiezza di banda media di circa 400,24Mbps, confermando la possibilità di utilizzare l’uplink da 1GBit/s messo a disposizione.

Il test in upload è stato effettuato scaricando da un server di test, con ampiezza di banda di 1GBit/s collocato in Italia, al server recensito  un file da 1GB:

La banda in upload verso il server recensito è stata pari a oltre 220Mbit/s, con picchi pari anche a 270Mbit/s.

Passiamo adesso all’analisi dei tempi di latenza e delle tratte percorse mediante l’esecuzione di una serie di traceroute da località differenti:

 

Latenza verso l’Italia (Milano – Caldera):

Note: i pacchetti passano attraverso la rete Vodafone Islanda e proseguono in Germania sempre su rete Vodafone fino al MIX.

 

Latenza verso l’Italia (Arezzo):

Note: i pacchetti passano attraverso l’Internet Exchange di Londra, attraversano il canale della manica, e tramite la Francia arrivano in Italia.

 

Latenza verso l’Italia (Roma):

Note: passaggio per rete Vodafone fino al MIX.

 

Latenza verso la Germania (Norimberga):

Note: passaggio per l’Internet Exchange di Londra ed arrivo a Norimberga utilizzando la rete Vodafone francese e tedesca.

 

Latenza verso la Francia (Rubaix):

Note: Passaggio per Londra ed arrivo in Francia tramite rete Vodafone.

 

Latenza verso il Canada (Toronto):

Note: i pacchetti arrivano all’Internet Exchange di Londra per poi dirigersi verso New York e proseguire per Chicago.

 

I risultati del test sono nella norma, l’unica osservazione che è possibile fare è relativa al percorso utilizzato per raggiungere gli Stati Uniti/Canada: invece di utilizzare il cavo sottomarino che interconnette l’Islanda con Groenlandia e America del nord viene preferita la tratta Islanda-Londra-New York.

 

Configurazione software utilizzata per i test

Data la potenza del server recensito, andare ad installare un normale sistema operativo per eseguire i test sarebbe stato letteralmente uno spreco e, pertanto, si è deciso di testare la soluzione andando ad installare XEN XCP 1.6, un hypervisor baremetal gratuito utile per creare server virtuali.

L’installazione di XEN XCP è avvenuta utilizzando la remote console e, dopo circa 30minuti, il server era pronto per essere utilizzato. Per creare i server virtuali ci siamo affidati a XenCenter, applicativo messo a disposizione da Citrix (azienda che sviluppa xen), col quale abbiamo potuto gestire ogni aspetto del nostro nodo xen.

Sul server abbiamo creato 4 server virtuali, ognuno con 2 core CPU, 16GB di ram assegnati, 50Gb di spazio disco ed 1 IP pubblico.


Dasboard amministrativa di Citrix XenCenter relativa as un nodo facente uso di Xen XCP

Il sistema operativo utilizzato sulle virtual machine è Debian 7 ed è stato installato partendo dal CD netinstall nel giro di pochi minuti. Una delle note positive (ed inaspettata) è stata l’autoconfigurazione della rete DHCP: ad ogni server virtuale è stato assegnato automaticamente un ip pubblico, senza necessità di dover configurare manualmente uno degli indirizzi IP inclusi nell’offerta.


Schermata di XenCenter relativa alle statistiche di un server virtuale creato utilizzando Xen XCP

XenCenter ci ha dato anche la possibilità di monitorare l’utilizzo reale delle risorse del server durante gli stress test ed i test di banda, oltre a permetterci di analizzare il comportamento del server al variare delle risorse utilizzate.

 

Test I/O del disco

Il server testato dispone di un raid 1 hardware creato con 2 HD da 1TB SATA a 7200rpm, per testarne le prestazioni provveduto ad effettuare test servendomi dei più comuni software di benchmark disponibili attualmente: hdparm, seeker ed iozone.

Per avere un’idea di massima delle prestazioni del comparto storage, son partito dai dati forniti da hdparm:

Il secondo test è stato effettuato utilizzando seeker, un programma che ci permette di calcolare il tempo di “seek virtuale” degli HD.

Benchmark eseguito con seeker sul server dedicato di dade2

Il tempo di accesso medio riscontrato è di 0,48ms, in linea con quello riscontrabile nei primi 50gb di un disco fisso SATA 7200rpm da 1TB a 2 piattelli.

L’ultimo test è stato effettuato con iozone, che mi ha permesso di effettuare i classici test di read e write, random read e random write; di seguito è possibile prendere visione dei grafici ricavati con i risultati di iozone.

Risultato del benchmark in lettura eseguito sul disco del server dedicato Dade2 mediante iozone

Risultato del benchmark in lettura casuale eseguito sul disco del server dedicato Dade2 mediante iozone

Risultato del benchmark in ri-lettura eseguito sul disco del server dedicato Dade2 mediante iozone

Risultato del benchmark in lettura eseguito sul disco del server dedicato Dade2 mediante iozone

Risultato del benchmark in scrittura casuale eseguito sul disco del server dedicato Dade2 mediante iozone

Risultato del benchmark in riscrittura eseguito sul disco del server dedicato Dade2 mediante iozone

Anche dai test effettuati con iozone, confermano essenzialmente le performance di accesso al disco riscontrate con hdparm e seeker, con picchi di velocità in lettura/scrittura pari a 150/115 MB/s.

UnixBench Test

Un altro test utile ad avere una visione d’insieme delle performance del server è stato eseguito con il software unixbench versione 5.1.3.

Per questa recensione, avendo installato un hypervisor sul server, abbiamo provveduto a creare 4 virtual machine, ognuna con 2 core CPU a disposizione in alta priorità, e ad eseguire in contemporanea il test unixbench.

Di seguito potete leggere i risultati medi di una delle 4 virtual machine:

Risultato del benchmark UnixBench 5.1.3 eseguito con un quarto della potenza computazionale del server dedicato Dade2

Risultato del benchmark UnixBench 5.1.3 multithread eseguito con un quarto della potenza computazionale del server dedicato Dade2

Il risultato dell’intero server è pari a circa 2800 punti aggregati (8core cpu @1,8GHz) e, contando un minimo di overhead dato dalla virtualizzazione, è in linea con l’hardware del server.

Gestione del server tramite management card e l’assistenza tecnica

Dade2 ha deciso di equipaggiare ogni server offerto con una scheda di management (per i server HP la management card viene chiamata iLO) per permettere al cliente di gestire in piena autonomia il server, senza alcun impedimento.

La scheda di gestione non è altro che una scheda sempre alimentata sulla quale è presente un processore (solitamente ARM) che mette a disposizione una interfaccia web ed ha la facoltà di monitorare ogni aspetto del server: dalle temperature di ogni componente fino alla gestione dell’alimentazione. L’interfaccia di gestione è disponibile anche quando il server è fisicamente spento, l’importante è che sia alimentato.

Dashboard dell'interfaccia web della scheda di gestione iLO di un server HP Gen8

Nell’immagine è possibile vedere la dashboard messa a disposizione dalla management card di HP, con un riepilogo delle informazioni relative al server fisico.

Cliccando su “Power Management” accediamo alla sezione relativa all’alimentazione del server, dalla quale poter eseguire accensione, spegnimento e riavvio del server.

Gestione dell'alimentazione di un server HP Gen8 attraverso l'interfaccia web della scheda di gestione HP iLO

Per i più curiosi è possibile anche tenere sotto controllo i consumi del server andando ad analizzare i grafici presenti cliccando sulla voce “Power Meter”.

Altrettanto importante è la sezione relativa alla “Remote Console”, di cui è possibile vedere una immagine di seguito.

Utilizzo della remote console KVM di un server HP Gen8 attraverso l'interfaccia web della scheda di gestione HP iLO

La remote console è una console KVM virtuale che ci permette di utilizzare il server come se la nostra tastiera, il mouse ed il monitor fossero connessi direttamente al server.

A differenza di Remote Desktop e/o della shell linux, utilizzato la remote console è possibile interagire col server subito dopo la sua accensione, quindi ci è data la facoltà di poter cambiare parametri del BIOS o configurare i controller raid presenti.

Un’altra funzione fondamentale della remote console è sicuramente quella di poter montare immagini di cd/dvd direttamente da remoto, perché ci permette di poter installare nativamente qualsiasi tipo di sistema operativo oppure di poter accedere alle console di ripristino del SO in caso di problemi.

Monitoraggio temperature di un server HP Gen8 attraverso l'interfaccia web della scheda di gestione HP iLO

L’ultimo screeshot è relativo alle informazioni di sistema e, da come è possibile vedere leggendo i titoli delle schede in alto, oltre al dettaglio delle temperature di ogni componente/zona del server, è possibile anche controllare che ventole ed hard disk siano OK, vedere i dati relativi alle CPU, ai banchi di RAM installati (è possibile verificare facilmente se ci sono banchi danneggiati) ed a tutti gli altri controller fondamentali presenti.

Grazie alla scheda di management Dade2 ha fatto in modo da rendere completamente autonomo il cliente, che si rivolgerà al supporto tecnico solo in caso di guasti fisici e/o problemi di connettività.

Dade2 fornisce assistenza tecnica e commerciale utilizzando diversi canali, sia online sie offline; è possibile chiarire i propri dubbi o risolvere eventuali problemi aprendo un ticket nell’area di assistenza, leggendo le FAQ, inviando una email oppure telefonando al numero verde 800.722041.

Durante il periodo di test abbiamo avuto modo di contattare sia l’assistenza commerciale per chiedere spiegazioni in merito all’offerta recensita, sia l’assistenza tecnica per un piccolo problema rilevato durante l’utilizzo dell’interfaccia di management; in entrambi i casi si è arrivati velocemente alla soluzione.

Non possiamo che essere soddisfatti degli strumenti messi a disposizione del cliente per potersi gestire il proprio server e per ricevere assistenza.

Conclusioni e valutazioni

Dopo oltre un mese di test, possiamo confermare che i servizi di server dedicato di Dade2 sono una ottima soluzione per chi necessita di server dedicato affidabile e pienamente gestibile in autonomia, caratteristica sicuramente apprezzata dalle aziende che vogliono portare in outsourcing il proprio CED e sono provviste di sistemisti. Nel caso in cui non si abbiano le conoscenze per gestire il server, si potrà sempre chiedere al provider di usufruire dell’assistenza managed messa a disposizione.

L’infrastruttura hardware, utilizzata per l’erogazione del servizio, è di tutto rispetto, la connettività e la banda non mancano e le latenze sono paragonabili a quelle di eventuali server collocati a Londra.

Il server utilizzato è di alta qualità e permette una personalizzazione pressoché completa dal punto di vista dei componenti installabili.

L’assistenza tecnica si è sempre comportata bene, rispondendo alle richieste di assistenza e mettendosi a disposizione per eventuali chiarimenti.

Ricapitolando i PRO ed i CONTRO dell’offerta, parametrizzate sulla fascia alta del mercato:

PRO:

  • Hardware di classe enterprise
  • Firewall hardware a monte
  • Buona connettività ed ampiezza di banda
  • Piena libertà di gestione grazie alla scheda di gestione inclusa
  • E’ possibile potenziare ulteriormente il server a livello hardware.

CONTRO:

  • Per alcune applicazioni (certamente non siti web), che necessitano latenze molto basse, la distanza potrebbe essere un problema.

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *