Serverless, più conveniente di VM e container?

451 Research ha monitorato per tre anni i listini dei principali cloud provider confrontando il TCO di soluzioni serverless, virtual machine e container.

Lambda, servizi serverless

Come funziona il servizio serverless AWS. Fonte: AWS. Nell’immagine di anteprima il logo della soluzione serverless IBM.

 

Serverless è indubbiamente una delle cosiddette buzzworld dell’industria IT, ovvero una delle parole più popolari e menzionate insieme a cloud, container ed altre tecnologie sulla cresta dell’onda. E’ considerata dagli esperti come una sorta di evoluzione dei servizi IaaS i quali, oltre a sollevare l’utente dagli oneri di gestione, si occupano ora di adeguare automaticamente risorse e processi alle necessità delle applicazioni.

Basta osservare lo schema di Lambda qui sopra, servizio presentanto da AWS durante il re:Invent 2014, per capirne le potenzialità. A distanza di tre anni il parco di offerte si è naturalmente ampliato ed a sfidare il pioniere AWS troviamo i consueti “competitor”: Google (Cloud Functions), Microsoft (Azure Functions) ed IBM (OpenWhisk).

451 Research, che ha monitorato i listini prezzi degli ultimi tre anni, afferma che una soluzione serverless è ora in grado di garantire un TCO (Total Cost of Ownership) inferiore a VM e container:

Il TCO [delle soluzioni serverless] tende ad essere inferiore a quello delle VM, anche se queste ultime ospitano container, perchè non vi è alcuna necessità che gli sviluppatori [provvedano] al provisioning, alla configurazione ed alla gestione dell’infrastruttura. […] Un scenario [esemplificativo]: quando una funzione serverless è attiva per 3/4 del mese, [le occorrono solo 10 minuti risparmiati di operational overhead] per [andare sotto il TCO delle VM].

Anche non considerando il tempo risparmiato [in fase di sviluppo], l’abilità [delle soluzioni serverless] di incrementare l’utilizzo significa che sono più economiche delle VM quando il codice è eseguito meno di 500.000 volte al mese.

Giudizio sintentico sui provider e panoramica

Tra i provider monitorati dagli analisti, IBM si è rivelato quello con i prezzi più convenienti (script di durata pari a 0.1 secondi). Microsoft è riuscita tuttavia a strappare il primato ad IBM in alcuni specifici casi di utilizzo (script della durata di 10 secondi). La possibilità di definire l’esatto quantitativo di memoria, a differenza dei competitor, consente ad IBM di tenere bassi i prezzi non facendo pagare ai clienti le risorse non sfruttate.

Gli analisti hanno grandi aspettative per il segmento serverless candidandolo addirittura come futuro terreno di scontro tra i big del cloud:

Serverless è più di semplice hype; ha il potenziale per cambiare il nostro modo di sviluppare, costruire ed eseguire app nel cloud. Comprendere i meccanismi economici delle tecnologie serverless è cruciale per [intuirne il potenziale]. Le offerte serverless freemium dei quattro grandi provider cloud stanno già contribuendo alla crescita [del settore] stimolando la sperimentazione ed aiutando le grandi imprese ad acquisire competenze. [Ciò potrebbe trasformare serverless nel prossimo campo di battaglia della guerra dei prezzi di listino].”

 

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