Siti e-commerce: dodici giorni di chiusura all’anno per legge?

Un disegno di legge in dirittura di arrivo potrebbe portare i portali di e-commerce italiani a restare offline per dodici giorni all'anno.

L’e-commerce italiano è in crescita e vale circa 13 miliardi di euro. Certo, non si tratta di cifre ancora paragonabili a quelle di altri mercati europei come la Germania ed il Regno Unito ma le e-commerce, serrande digitali abbassate per 12 giorni all'anno?recenti proiezioni e i dati raccolti dai principali istituti di ricerca lasciano intuire un consolidamento del positivo trend.

A rendere tuttavia meno piacevoli le prossime settimane e mesi per chi gestisce uno dei numerosi portali di commercio elettronico in Italia, è un disegno di legge attualmente in discussione al Senato –  giunto quindi all’ultima fase del proprio iter.

Secondo quanto riferisce il sito de La Stampa, il problema risiede proprio nel primo articolo del disegno: sebbene l’intenzione sia quella di riformare le direttive riguardanti la liberalizzazione degli orari di esercizio dei negozi, imponendo 12 chiusure festive obbligatorie all’anno di cui 6 collocabili liberamente dall’esercente nell’arco dei 12 mesi, sembra che non siano stati inseriti nella lista degli “esentati dalla normativa” il commercio all’ingrosso, i distributori automatici ed appunto i portali e-commerce.

La grave svista, prosegue l’editorialista de La Stampa, se non opportunamente corretta avrà paradossali ma anche serie ripercussioni sulle attività non inserite nelle white list: in riferimento ai soli portali e-commerce, ci si domanda ad esempio se questi ultimi dovranno allora essere mandati offline nei giorni di festa stabiliti.

Una questione più delicata è invece quella che riguarda il danno economico subito dai venditori nazionali ad ogni abbassamento obbligatorio di serranda: i clienti, solitamente più propensi allo shopping online in occasione delle festività,  si rivolgeranno prevedibilmente alla concorrenza  “estera” (aziende operanti in Italia ma non soggette alla normativa come ad esempio Amazon). Eventuali  sviluppi della vicenda saranno oggetto di uno delle nostre prossime news.

 

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  1. says

    Con questa posso aver detto di averle “lette” davvero tutte….. sembra che si voglia andare a colpire le ultime realtà che ancora portano lavoro!

    Inoltre, a questo punto, si dovrebbero far chiudere TUTTI i siti web aziendali / professionali ragionando così… davvero assurdo!

  2. ELENA says

    disegno di legge non è legge e sopratutto non è applicabile..non fate finte notizie clonate da siti poco attentibili.

    • says

      Ciao Elena
      come scritto nella news, il disegno di legge è ancora in discussione al Senato – ne consegue che non è ancora una legge. Sull’attendibilità della notizia, nel caso La Stampa abbia riportato eventuali inesattezze, siamo pronti a modificare la presente news.

  3. Francesco says

    Beh, non mi sembra che sia il caso di preoccuparsi anzitempo: la chiusura non è un concetto che si può applicare all’e-commerce, se fosse così i siti dovrebbero andare offline di notte per evitare una concorrenza sleale, e invece così non è. Penso che i portali di vendita non siano stati inseriti tra gli esentati solo perché non è possibile per loro parlare di chiusura, molto semplicemente.

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