SOLID: un progetto per reinventare il World Wide Web

Tim Berners-Lee intende "decentralizzare" il World Wide Web offrendo più libertà agli utenti. E' questo l'obiettivo dell'ambizioso progetto SOLID.

World Wide Web e progetto SOLID

Sono passati circa 28 anni dal giorno in cui l’ormai celebre informatico Tim Berners-Lee proponeva la creazione di quello che sarebbe divenuto il Web – è opportuno ricordare anche Robert Cailliau, co-creatore del World Wide Web insieme a Lee.

Nel corso dei decenni la Rete si è naturalmente trasformata ed evoluta adottando dei modelli differenti da quelli previsti ed ipotizzati nel secolo scorso. Che alcuni odierni aspetti del Web siano poco graditi a Lee è un fatto abbastanza noto. Il co-ideatore della Rete ha avuto modo di sottolineare più volte la propria insofferenza per delicate problematiche che interessano la quotidiniatà di almeno 3 miliardi di utenti (dati relativi al 2016) e chiamano in causa temi importanti come privacy, disinformazione e sicurezza.

Per quanto riguarda la prima, da assidui utilizzatori di applicazioni mobile/desktop, social network ed affini diversi utenti sono tutto sommato consapevoli che la loro privacy è poco tutelata. Eppure, per poter usufruire di determinati servizi (molti dei quali anche utili), hanno ritenuto “giusto” sacrificarne una parte ( i più critici dicono interamente). Secondo Lee questo atteggiamento, quasi rassegnato, è sbagliato: la privacy non deve essere vista come un lusso ma come un diritto. La raccolta dati “silenziosa” portata avanti da grandi compagnie e dagli stessi governi (es: si pensi al Datagate) è la dimostrazione che si sta andando troppo “oltre”, ha dichiarato recentemente a Wired.

Sulla disinformazione non ci dilungheremo eccessivamente: delle bufale o cosiddette “fake news” se ne parla anche dalle nostre parti, sarebbe il caso di dire frequentemente ed a sproposito – giusto per cavalcare il trend del momento. Il problema, che esiste in realtà da diversi anni,  sembra essere stato “scoperto” solo ora dall’opinione pubblica nazionale ed estera. Le notizie false si avvantaggiano, sottolinea Lee, dei social network e di altri canali (figli della centralizzazione del Web) in grado di diffondere a macchia d’olio informazioni inattendibili.

Con la parola sicurezza si intende in generale la minaccia rappresentata dagli attacchi DDoS ed altri pericoli che possono limitare/ostacolare l’accesso al World Wide Web. Ancora una volta è colpa della “centralizzazione”: fruibilità e sostenibilità della Rete sono in mano ad un ristretto numero di compagnie. La nostra fonte ricorda ad esempio il recente disservizio AWS o l’attacco al provider DYN – entrambi lasciarano “a terra” diverse aziende ed utenti.

SOLID: ambizioso ed utopico progetto

SOLID (da social linked data) è un insieme di strumenti e convenzioni che porteranno, nell’ambiziosa ed utopica visione di Lee, alla decentralizzazione del Web. La modularità ed espandibilità degli strumenti SOLID consentirà di creare applicazioni conformi ai princìpi Linked Data. I benefici derivanti dall’eventuale successo del progetto sono i seguenti: decentralizzazione della proprietà dei dati, design modulare, riutilizzo dei dati.

Lo standard permetterà, all’atto pratico, di decidere quali dati archiviare e presso quale archivio (personale, di terze parti etc.) conferendo un controllo completo all’utente (monitoraggio accessi, location etc.) ; i sistemi potranno inviare e ricevere qualsiasi informazione, indipendentemente dalla tipologia di dati e dall’applicazione richiesta per leggerli; gli sviluppatori potranno riutilizzare i dati raccolti per precedenti app al fine di crearne di nuove o migliorarne di esistenti.

“E’ come avere dei floppy disk [ed utilizzarne uno per le applicazioni e l’altro per lo storage]” ha sintetizzato Lee. Chi utilizza Linkedin potrà decidere ad esempio se riversare i propri dati nel  computer di ufficio o nei server di un provider italiano o giapponese.

SOLID è un progetto ambizioso ma difficilmente realizzabile. Gli interessi in gioco sono tanti e sarà arduo piegare la mentalità delle imprese all’etica del Web decentralizzato. Nonostante questo Tim Berners-Lee è ottimista, non è infatti la prima volta che si verifica uno scontro tra il “Web libero” ed un manipolo di soggetti accentratori: “Puoi allestrie un giardino […] incantevole ma sul lungo termina la giungla [al di là del muro] sarà sempre più attraente” ha affermato Lee ad un convegno, riferendosi rispettivamente al Web accentrato ed a quello libero (organic web).

La fonte ricorda a tal proposito AOL e Prodigy come potenziali monopolizzatori ai tempi del boom del World Wide Web: al giorno d’oggi sappiamo tutti che il loro tentativo è fallito ma anche che sono giunti sulla scena nuovi “candidati”.

Fonti: 1, 2

 

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