Spotify passa a Google Cloud Platform

L'annuncio è stato pubblicato sul blog ufficiale. Spotify si prepara quindi ad abbandonare la propria infrastruttura privata in favore del cloud

Spotify e GC Platform

Dopo Netflix, il cloud pubblico attira un altro importante nome, quello del provider di contenuti musicali SpotifyNicholas Harteau (vice president, Engineering & Infrastructure presso Spotifyha infatti ufficializzato il passaggio dell’infrastruttura in Google Cloud Platform e “l’abbandono” dei propri data center dislocati tra Stoccolma, Regno Unito e USA.

“Gestire i propri data center può rivelarsi problematico, ma i servizi cloud non erano precedentemente adeguati al livello di qualità, prestazioni e costi che li avrebbero resi ideali […] per una strategia di lungo termine.[…] Recentemente [l’azienda è stata fondata nel 2006, ndr] la situazione è cambiata. I servizi storage, computazionali e di rete messi a disposizione dai cloud provider offrono elevata qualità e prestazioni ad un prezzo inferiore [delle soluzioni on-premise]” ha dichiarato Harteau. 

Come sottolinea successivamente lo stesso vicepresidente, sono stati anche gli strumenti messi a disposizione da Google per la gestione di grandi volumi di dati ad aver convinto Spotify ad effettuare il grande passo – operazione che richiederà ovviamente del tempo, si tratta sempre di spostare 30 milioni di brani  ed 1 miliardo circa di playlist: “Quel che [ci ha convinto] è stata la nostra passata esperienza con gli strumenti e la piattaforma dati Google. Una buona infrastruttura non significa solo mantenere il sistema operativo [24h] ma soprattutto rendere i nostri team più efficienti ed efficaci, e [gli strumenti di Google] ci [assicurano] proprio questo.”

Mountain View ha colto ovviamente l’occasione per accendere i riflettori sull’importante cliente in arrivo aggiungendo dal solito blog ufficiale alcuni dettagli:“Dal punto di vista dei dati, la compagnia si appresta ad adottare un set di tecnologie completamente nuove. Ciò significa il passaggio da Hadoop, MapReduce, Hive ed un serie di strumenti sviluppati internamente [dashboarding tools], alle più recenti soluzioni per il processamento dei dati quali Google Cloud Pub/Sub, Google Cloud Dataflow, Google BigQuery and Google Cloud Dataproc.

La migrazione nel cloud pubblico, auspicata e “predicata” da Google ed AWS, potrebbe effettivamente diventare uno dei prossimi trend dell’industria?

 

 

 

 

 

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