SQL Server: i retroscena del porting Linux

R. Kumar, general manager Microsoft Database Systems group, ha raccontato a TechCrunch come il suo team sia riuscito a portare SQL Server su Linux.

SQL Server 2017

Fonte: sito ufficiale Microsoft

Questa settimana è stata rilasciata la release candidate 1 (RC1) di SQL Server 2017, prossima major release (sviluppata a tempo di record) del noto RDBMS Microsoft. All’indomani dell’annuncio ufficiale, TechChrunch ha avuto modo di parlare direttamente con uno dei membri del team che ha supervisionato il complesso e delicato porting di SLQ Server su Linux:  Rohan Kumar (general manager Database Systems group presso Microsoft).

A rendere possibile lo sbarco di SQL in ambienti Linux è stata la nomina di Satya Nadella a CEO della compagnia. Lo conferma indirettamente Kumar in questo passaggio:

In passato abbiamo avuto un paio di colloqui [sulla questione del porting Linux ma il progetto non fu approvato]. Non era qualcosa che veniva considerato strategico per il [nostro business]”. Ma tre anni fa – con Satya Nadella ai vertici della compagnia – il team decise di riproporre nuovamente il progetto. ” La cosa più sorprendente è che ci aspettavamo [diverse esitazioni da parte dei piani alti]. Fu una sorpresa constatare la rapidità con la quale fu presa la decisione [di approvare il progetto].

In seconda battuta bisogna poi ricordare i feedback ricevuti dalle aziende. Kumar afferma che, sebbene SQL Server venisse sempre più di frequente utilizzato per workload mission critical, quindi un ottimo segnale per Redmond, diverse compagnie trovavano limitante il dover utilizzare obbligatoriamente Windows Server – tenendo conto della crescente popolarità degli ambienti di lavoro misti (Windows/Linux) in ambito enterprise. Molte aziende cercavano poi un’alternativa ai prodotti Oracle: a coloro che volevano utilizzare un database relazionale proprietario (avvalendosi del supporto enterprise) su Linux il mercato non offriva molte soluzioni.

Parlando con le imprese [abbiamo capito che il porting era necessario]. Stavamo obbligando i nostri clienti ad utilizzare Windows come piattaforma principale.

E’ il caso di notare come il giornalista sottolinei il cambio di mentalità in casa Microsoft: in passato (in un’altra “incarnazione” di Microsoft) quanto appena evidenziato da Kumar non sarebbe stato giudicato come un fattore negativo.

Pianificazione del porting SQL Server

Una volta ottenuta l’approvazione dei piani alti, il team di Kumar si è trovato davanti ad un problema apparentemente insormontabile: come effettuare il porting Linux di milioni di linee di codice senza sacrificare funzionalità ed altre caratteristiche? Sono stati due gli elementi che hanno consentito ai programmatori di rendere possibile l’arrivo di SQL Server su Linux: Drawbridge e SQLOS.

Il primo è un progetto sperimentale (interno all’azienda) avviato nel 2011 e riscoperto, per fortuna di Kumar e colleghi, proprio in quel periodo. L’idea alla base di Drawbridge era quella incrementare la sicurezza delle VM: per ottenere questo risultato si era pensato ad un container con una versione minale di Windows in grado di eseguire applicazioni, gestire la memoria ed altre importanti funzioni integrandosi allo stesso tempo con il sistema operativo sottostante.

SQLOS è invece una parte fondamentale del database relazionale Microsoft pensata per eseguire funzioni solitamente ad appannaggio dei sistemi operativi. Nell’articolo si spiega sinteticamente che ad SQL Server la piattaforma Windows Server stava “stretta”, era necessario gestire “in prima persona” determinate task – come la gestione della memoria. Ed è grazie all’OS Layer che SQL Server è stato in grado di gestire ad esempio la memoria in Drawbridge, osserva l’editorialista. Il passo successivo è stato quello di far convergere l’SQL OS Layer e Drawbridge nell’SQL Platform Abstraction Layer – grazie al quale SQL Server è in grado di funzionare sia su Windows che Linux.

Per quanto riguarda le prossime release…

Anche se SQL Server Linux raggiungerà la disponibilità generale entro la fine dell’anno, alcune compagnie hanno già avuto l’occasione di testarlo in produzione constatando, afferma l’articolo, prestazioni allineate alla controparte Windows (logicamente a parità di hardware).

Interessante infine il commento di Kumar circa la finestra di rilascio della prossima major release (SQL Server 2018): sebbene occorra innovare costantemente le proprie soluzioni per restare altamente competitivi nel settore, non tutti i clienti Microsoft gradiscono aggiornare frequentemente i propri sistemi mission critical – procedura alquanto delicata. Questo significa che SQL Server 2018 uscirà più tardi del previsto? Il giornalista di TechCrunch non ne è molto sicuro.

Fonte: 1

 

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *