SSD e hard disk: parità di prezzo solo dal 2020

Quale futuro per il mercato delle unità storage? Vediamo perchè nei data center gli ssd saranno più convenienti degli hdd solo tra 5 anni

Nei data center gli SSD saranno più convenienti degli HDD solo a partire dal 2020

Una settimana fa avevamo parlato dei prezzi in caduta libera degli SSD e delle possibili  conseguenze che il fenomeno avrebbe avuto sul futuro degli hard disk meccanici. L’opinione dell’editorialista di Information Week Jim O’Reilly lasciava pochi dubbi in merito, collocando per la fine del 2016 il raggiungimento della parità di prezzo tra ssd ed hard disk. E’ interessante allora riportare la risposta che il curatore dell’articolo ha ricevuto da Howard Marks (fondatore e chief scientist presso Deepstorage LLC, azienda specializzata in consulenza e testing in ambito storage), il quale ha essenzialmente ribaltato lo scenario descritto da O’Reilly. Vediamo come.

La parità tra le due categorie di storage sarà raggiunta teoricamente dopo il 2020. Marks afferma che, nonostante un ssd da 1TB sia acquistabile alla “modica” cifra di 300$, attualmente un hard disk dello stesso taglio resta sempre più conveniente (1/7 del costo di un ssd considerando inoltre le unità con il miglior rapporto qualità prezzo, ad esempio la recente serie presentata da Sandisk). In ambito enterprise il divario è ancora più evidente, aggiunge Marks: un ssd Intel DC S3500 si aggira intorno ai 1100$ mentre un hard disk Seagate da 6TB raggiunge i 240$; il costo per GB di ciascuna soluzione è allora in netto favore delle “vecchie soluzioni meccaniche”, ovvere 0.04$ per GB contro 1$ per GB – le unità flash storage sono fino a 25 volte più care, il valore scende a 10 considerando un rapporto qualità/prezzo pari ai modelli consumer Sandisk.

SSD vs HDD, perchè le unità meccaniche sono ancora determinanti nei data center

Se si prende come metro di paragone la superiore affidabilità delle soluzioni SSD descritta da O’Reilly (da parte nostra avevamo già sollevato qualche perplessità in merito), il divario tende a crescere ulteriormente: le unità (pubblicizzate da aziende come NetApp) in grado di non andare mai incontro a guasti hardware (failure) sono infatti modelli come l’Intel DC S3700 che, a dispetto degli ssd consumer Sandisk, toccano cifre obiettivamente elevate – il taglio da 800GB si aggira intorno ai 1200$.

In ambito desktop la parità giungerà più facilmente: le necessità dell’utenza non dovrebbero allontanarsi troppo da 512GB di storage, asserisce Marks, e l’equivalenza in quell’ordine di grandezza non tarderà ad arrivare (con la fruizione dei contenuti in streaming e l’archiviazione nel cloud, connessioni permettendo, il quantitativo di storage in ambito consumer potrebbe effettivamente stabilizzarsi). Se si parla invece di data center, le cui esigenze prestazionali e di archivazione seguono ritmi molto più veloci rispetto all’utenza classica,  il costo inferiore per GB degli hard disk sarà ancora decisivo per molti anni, soprattutto per l’impiego in setup hardware in grado di impegnare considerevoli cifre solo per strumentazione adoperata e manutenzione.

Nella migliore delle ipotesi (calo annuale del prezzo degli ssd pari al 40% e degli hard disk pari al 15%), ribadisce e conclude Marks, la parità si avrà teoricamente solo tra 5 anni.

 

 

 

 

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