SSD, prezzi in calo. Quale futuro per gli hard disk?

La tecnologia 3D NAND è davvero la carta vincente degli SSD? Vediamo perchè il dominio degli hard disk potrebbe concludersi sul medio termine

Gli SSD rimpiazzeranno gli hard disk tra alcuni anni?

L’editorialista Jim O’Reilly di Information Week ha illustrato in un recente articolo quale sia il destino degli hard disk da qui al 2018, vediamo cosa attende le longeve unità meccaniche. Il punto di partenza della discussione vede l’irrompere della tecnologia 3D NAND sulla scena: grazie a quest’ultima le unità flash storage hanno beneficiato di un considerevole taglio dei costi di produzione e un aumento della capacità totale.

Le due colonne portanti sulle quali i vendor di hard disk avevano basato la propria strategia commerciale iniziano quindi a traballare, partiamo dallo spazio a disposizione. Ad esempio per l’anno in corso SanDisk ha in cantiere un’unità SSD da 8TB, mentre per il 2016 si parla di 16TB. Gli hard disk sono d’altra parte in una situazione di stallo: nonostante il ragguardevole traguardo dei 10TB tagliato dagli ultimi ritrovati del settore, la corsa verso tagli maggiori si preannuncia ardua ed estremamente costosa. Che sia stato raggiunto il vero e proprio limite dell’architettura?

Per quanto riguarda invece i prezzi, il calo era già stato registrato a partire dal 2014, quindi ben prima dell’arrivo delle 3D NAND: se abbiamo quindi già assistito alla “sforbiciata di listino” degli SSD consumer top gamma (collocatisi l’anno scorso al di sotto degli hard disk enterprise), è molto probabile che per la fine del 2016, aggiunge O’Reilly, si assisterà alla parità nella fascia entry level. Ai vendor di unità meccaniche resta invece poco spazio di manovra, quasi tutti gli accorgimenti del caso sono stati ormai presi e il margine tra costo e guadagno delle unità bulk è ormai al minimo.

Una volta indebolite le due “colonne portanti” citate in precedenza, la dismissione degli hard disk seguirà tempistiche celeri: non aspettatevi un decorso trentennale come i “nastri magnetici”, aggiunge l’editorialista. Certo, ci sarà come in ogni transizione un momento di “resistenza” (nonostante il taglio dei volumi di produzione, le vendite degli hard disk non termineranno immediatamente, anzi trarranno in parte beneficio dalle offerte a prezzi stracciati che li vedranno protagonisti a fine carriera) ma gli SSD saranno ormai la scelta principale di aziende e privati – è tuttavia bene ricordare come gli SSD debbano ancora puntare ad un ulteriore margine di miglioramento in ambito enterprise, soprattutto per utilizzi 24/7  nei data center.

 

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