Il successo di Docker? Merito di partner e contributor

Docker è immaturo sotto molti punti di vista, ma gode di un successo importante che il CEO riconosce come opera della startup, dei partner e dei contributor

Nonostante Gartner sottolinei il grado di immaturità di Docker dal punto di vista della sicurezza e prospetti un 2015 di interessante sviluppo per le soluzioni di terze parti che si occuperanno di dare a Docker un grado di protezione maggiore, il progetto open source per antonomasia continua a crescere e il successo non è solo dovuto all’idea.Il successo di Docker? Merito di partner e contributor

Docker, come già visto, si è confermato quest’anno come la prima piattaforma in classifica fra i 10 sviluppi open source più importanti del 2014, contando su oltre 20 mila progetti di differente respiro e ben oltre 70 mila applicazioni Docker-compatbili e pronte all’uso.

Secondo il CEO, Ben Golub, tutto questo successo non è solo merito dell’idea e dell’impegno profuso dal nucleo fondante della startup.

Golub sostiene che Docker ha avuto un successo prematuro e sotto alcuni aspetti inaspettato, soprattutto grazie al supporto di importanti piattaforme che hanno creduto nel progetto, come le varie distribuzioni Linux di Red Hat e Canonical, le piattaforma di virtualizzazione come Hyper-V, KVM e VMware, i provider cloud come AWS, Azure, Google, Rackspace e IBM e le console PaaS come OpenStack e CloudFoundry.

A questa fiducia, si unisce la determinazione degli sviluppatori Docker nell’offrire strumenti capaci di attirare sempre più l’interesse dei potenziali utenti, creando così un complesso ecosistema open source basato sulla tecnologia di contenierizzazione che fino a qualche tempo fa era per lo più misconosciuta.

Docker deve molto ai contributor e il 2015 è fiorente

E come tutti gli ecosistemi open source che si rispettino, anche nel caso del successo di Docker non si può non riconoscere l’importante ruolo offerto dai contributor al progetto. Ruolo che Golub identifica senza difficoltà come la linfa vitale dell’intero progetto, quell’energia che supera le quattro pareti di un’azienda e offre lo spunto per migliorare sempre più, conducendo un’idea al successo.

Lo stesso CEO, infatti, sottolinea come il 90 percento dei contributor al progetto non sia un dipendente Docker. E ancora, non disdegna di indicare che il gruppo dei contributor ha gestito insieme alla startup oltre 2500 richieste, riguardanti non solo correzioni bug e integrazioni, ma anche funzionalità specifiche nell’ambito della sicurezza, del networking e di tante altre aree funzionali.

E per il 2015, Docker si aspetta un anno di ulteriore crescita e sviluppo. La collaborazione con Microsoft, porterà la piattaforma sui grandi schermi di Windows Server, mentre con AWS e IBM si ha già l’opportunità di avere dei servizi Docker-base nel cloud. Allo stesso tempo, Docker collabora con decine di aziende emergenti come CircleCIClusterHQDrone.ioOpDemandTravisCI e Weave, capaci di notificare a Docker importanti spunti per crescere ulteriormente nelle funzionalità offerte.

Secondo il CEO, infatti, il 2015 si presenta come l’anno in cui le enterprise passeranno alla gestione dei container applicativi in un ambiente multi-container e multi-host distribuito. Docker vuole cogliere al volo l’occasione, proponendo ai partern un modello di tipo “batterie incluse, ma removibili” per offrire ai loro clienti diverse soluzioni basate su Docker, incontrando le crescenti richieste degli utenti in ambito di portabilità e persistenza applicativa.

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