Supercomputer Top500: cresce il divario tra Cina ed USA

La Cina va oltre la soglia dei 200 supercomputer presenti nella Top500 distaccando gli USA di 59 unità. Linux domina incontrastato.

Summit Supercomputer

Summit potrebbe riportare gli USA in testa alla Top500. La sua inaugurazione è prevista per i primi mesi del 2018.

Novembre è il mese in cui viene pubblicato il secondo ed ultimo aggiornamento annuale della Top500, la prestigiosa lista in cui sono inseriti i supercomputer più performanti del mondo.

Lo scorso Giugno la Cina ha superato per la prima volta gli USA per numero totale di sistemi presenti in classifica (167 vs 165). I nuovi dati raccolti nel report finale del 2017 certificano un ulteriore consolidamento della leadership orientale che arriva a 202 sistemi. Gli Stati Uniti, che scendono a 143, restano comunque inavvicinabili dagli altri Paesi (Giappone 35, Germania 20, Francia 18, Regno Unito 15).

Un risultato degno di nota è anche quello ottenuto da Linux che detiene ora il monopolio della Top500. Meno sorprendente invece il predominio di Intel, presente con le proprie soluzioni nel 94.2% dei sistemi. Diamo un rapido sguardo alla Top10:

Supercomputer Top500 - Novembre 2017

La top3 è rimasta invariata: TaihuLight è in vetta alla Top500 da Giugno 2016 grazie ai suoi 93 petaflops (benchmark Linpack), seguito a ruota dal “connazionale” ed ex numero #1 Tianhe-2 (33.8 petaflops) e da Piz Daint (19.59 petaflops).

Gli USA perdono invece una posizione: il “vecchio” Titan è stato infatti sostituito al numero #4 dalla new entry Gyoukou. Trinity (14.1 petaflops) guadagna tre posizioni passando dalla #10 alla #7 con un upgrade che lo porta quasi a raddoppiare le prestazioni registrate a Giugno (8.1 petaflops).

Gli USA si praparano al 2018

Per vedere sostanziali cambiamenti bisognerà attenderà il report di Giugno 2018, quando diversi sistemi attualmente in fase di costruzione potranno cimentarsi con i vari benchmark.

Il supercomputer più promettente è Summit, in lavorazione presso l’Oak Ridge National Laboratory (dove alberga Titan) e dotato sulla carta di una capacità di calcolo notevole, 200 petaflops, e circa 25.000 schede grafiche Nvidia v100 (architettura Volta). Interessante notare che Summit non si appoggerà ad architetture Intel ma IBM (POWER9):

“We’re still targeting early 2018 for the final build-out of the Summit machine, which we expect will be among the world’s fastest supercomputers. The advanced capabilities of the IBM POWER9 CPUs coupled with the NVIDIA Volta GPUs will significantly advance the computational performance of DOE’s mission critical applications”.

Fonti: 1, 2

 

 

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