Tencent sceglie OpenPower, l’alternativa ai server x86

OpenPower è uno standard architetturale aperto promosso da IBM che si oppone al predominio x86 Intel ed ottiene oggi un importante risultato

OpenPower Platinum Members

I “platinum members” della Fondazione OpenPower

 

OpenPower (OP) è uno standard architetturale elaborato dall’omonima fondazione promossa da IBM nell’Agosto del 2013 dopo la cessione della divisione server a Lenovo. L’obiettivo di OP è quello di offrire un’alternativa alle soluzioni server Intel x86 mettendo liberamente a disposizione degli eventuali soggetti interessati delle linee guida per realizzare i propri chip. L’iniziativa IBM può contare sull’appoggio di noti brand come Samsung, Google, Ubuntu, Nvidia e sull’interessamento di Tencent, azienda descritta dalla stampa occidentale come la “risposta orientale a Facebook” e recentemente proclamata da Bloomberg “compagnia con il più alto valore di mercato in Cina”(circa 256.6 miliardi di dollari spodestando così China Mobile dal podio ed entrando nella top10 mondiale in cui figurano ad esempio Apple ed Alphabet).

Secondo quanto dichiarato da IBM, Tencent avrebbe avviato l’utilizzo di un chip e di tre server (tutti progettati in base alle specifiche menzionate in apertura) in alcuni  data center destinati a workload complessi (Big Data). L’azienda si sarebbe convinta a sostituire la corrispettiva dotazione x86 a seguito di alcuni test che avrebbero evidenziato per OpenServer valori fino a 3 volte superiori.

L’utilizzo del condizionale è naturalmente d’obbligo perchè, oltre a trattarsi di un annuncio della stessa IBM, non sono stati divulgati dettagli sulle specifiche dei cluster x86 e OpenPower posti a confronto e sull’effettiva entità del deploy nell’infrastruttura Tencet – si è parlato genericamente di “integrazione dei nuovi server in hyperscale data center [adoperati per] workload Big Data”.

OpenPower ma non solo

Come abbiamo detto più volte, il predominio dell’azienda statunitense nel mercato dei server è indiscutibile. I potenziali competitor non sono rimasti in ogni caso a guardare e lavorano attivamente per indebolire il controllo di Intel. Oltre allo storico rivale AMD e ad ARM, attesi rispettivamente per il 2017 con ZEN (gli Opteron non hanno avuto successo) e soluzioni presentate da aziende varie (Cavium, Phytium Technology), figurano anche diverse iniziative “open”, come OpenPower ed OpenComputeProject, in grado di attirare l’attenzione di brand d’alto profilo: in aggiunta a quelli citati in riferimento ad OpenPower, ricordiamo anche Microsoft, Apple e Facebook che, insieme a Google, rappresentano la principale fonte di guadagno per chi si occupa di hardware e server.

IBM è riuscita a coinvolgere anche Nvidia che si affaccia ora sulla fascia alta del mercato con NVlink (un sistema di interconnessione in grado di garantire una banda fino a 5 volte superiore rispetto standard PCIe 3.0) e le soluzioni Tesla P100 – GPU della famiglia Pascal pensate per fornire un’elevata capacità computazionale per task inerenti machine learning, deep learning ed intelligenze artificiali e perfettamente integrate con la CPU IBM Power8; S822LC, sigla che identifica la soluzione di punta IBM, è costituito da 2 CPU Power8 collegate via NVlink a 4 GPU Tesla.

Il successore di Power8 è naturalmente in cantiere ed atteso per il prossimo anno: la tecnologia a 14 nanometri offrirà presumibilmente un boost prestazionale a Power9 che sarà anche alla base di un server nato dalla partnership Mountain View – Rackspace.

Il 2017 si prospetta quindi un anno cruciale per il mercato e la stessa Intel che dovrà rispondere al “fuoco” incrociato di tutti gli attori in campo con adeguati prodotti. Riusciranno le revision dei processori Skylake e Xeon Phi a contrastare la concorrenza?

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