Uniregistry: gTLD sostenibili solo con un rialzo dei listini

Le dichiarazioni del numero uno di Uniregistry forniscono nuove argomentazioni ai detrattori dei gTLD ICANN: "sostenibili solo a prezzi più elevati"

Uniregistry ritocca il prezzo dei gTLD

Le dichiarazioni di Frank Schilling, CEO Uniregistry (sia registrar che Registro di alcuni gTLD), non potevano passare inosservate ai portali specializzati ed a coloro che discutono, ormai da diversi anni, sull’utilità o meno dei gTLD ICANN. Delle “nuove” estensioni di dominio  si è parlato diverse volte: secondo alcuni esperti i gTLD non hanno fatto altro che rafforzare il valore e la centralità del soliti .COM; per altri sono un completo fallimento; necessitano ancora di tempo e migliori strategie di marketing; hanno raggiunto importanti risultati (+200% di registrazioni) mostrando quindi la propria utilità.

Dall’8 Settembre 2017, annuncia Frank Schilling, sedici dei ventisette gTLD presenti nel portfolio Uniregistry subiranno un ritocco “verso l’alto” del prezzo di listino. Ed in alcuni casi il rialzo sarà quasi del 3000%. Le motivazioni dietro tale strategia sono presto dette: alcune estensioni hanno un numero troppo basso di registrazioni e ciò non rende sostenibili i costi derivanti dal loro mantenimento.

We need more revenue from these strings, especially the low volume ones, without question. We can’t push on a string and stoke demand overnight. So in order for that string to survive as a standalone it has to be profitable. […] If you have a space with only 5,000 registrations, you need to have a higher price point to justify its existence, just because running a TLD isn’t free.”

In base a quanto detto da Schilling, i gTLD hanno superato le sue aspettative nel segmento domainer (positiva accoglienza) mentre hanno deluso nel segmento consumer – a livello globale la domanda di gTLD resta ancora debole.

Alcuni dati sui gTLD Uniregistry

Tra le estensioni meno performanti e che subiranno quindi un deciso aumento troviamo .JUEGOS (sotto le 1000 registrazioni) e, a sorpresa, .HOSTING (entro le 6000). Da Settembre i prezzi passeranno rispettivamente da 10$ e 20$ a 300$. Solo i “veri” web hoster potranno permettersi i gTLD in questione, afferma Schilling.

Con gli speculatori che si allontaneranno probabilmente da determinati gTLD fuori budget, prosegue, caleranno sicuramente le registrazioni. Quel che si riuscirà a vendere porterà tuttavia nelle casse del registrar maggiori entrate, che potranno essere spese per promuovere in maniera più efficace i gTLD meno popolari:

“At a higher price point, the marketing can scale, but we just can’t do it on base registrations of ten bucks or twenty bucks. […] That metering effect of high prices, we like that, in terms of trying to grow the namespace, and it gives us money we can use to try to market the strings to prosperity”

Tra le altre estensioni che raggiungeranno “tripla cifra” (100$ all’anno in questo caso) anche .AUDIO, .DIET, .GUITARS, .PROPERTY, .FLOWERS, .HIPHOP e .BLACKFRIDAY. In linea di massima tutti i gTLD coinvolti dal rialzo di listino, osserva Domain Incite, non hanno superato le 10000 registrazioni.

Fonte: 1

 

 

 

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