vCloud Air: quale futuro per la piattaforma VMware

vCloud Air è l'ennesimo esperimento cloud pubblico destinato a soccombare sotto il peso dei soliti big del settore? Come intende agire VMware?

VMware vCloud Air

Quando si parla di virtualizzazione, il primo nome al quale si pensa è VMware. Grazie ad un portfolio di soluzioni d’alto livello, la compagnia è riuscita a conquistare negli anni buona parte del settore enterprise ed a “reggere” l’avanzata delle piattaforme cloud pubbliche.

La manovra di avvicinamento al competitivo settore del cloud pubblico è iniziata nel 2009 con vari annunci. vCloud Hybrid Service ha debuttato tuttavia solo nel 2013, dopo un lungo periodo di valutazione e testing. In un primo momento VMware ha puntato tutto su una soluzione cloud ibrida, operando quindi come piattaforma IaaS ma agendo come “estensione” dell’infrastrastruttura on-premise dei clienti – basata su vSphere;  in un secondo momento ha ampliato l’offerta con una classica soluzione on demand, oltre ad effettuare il rebrand della piattaforma (vCloud Air da Agosto 2014). Attualmente VMware è presente non solo negli Stati Uniti (California, Nevada, Texas, Virginia, New Jersey) ma anche in Europa (Regno Unito, Germania) ed “Asia” (Giappone, Australia).

In teoria la strategia di VMware appare sensata: grazie alla forte presenza nei data center privati enterprise ed all’orientamento del settore verso strategie cloud ibride, vCloud Air non può che rappresentare l’anello di congiunzione ideale tra pubblico e privato. In pratica VMware ha compiuto per buona parte degli analisti una mossa azzardata, non tenendo conto del divario tra la propria piattaforma e quelle dei soliti tre grandi player che per estensione a livello globale, esperienza accumulata negli anni, offerta generale restano fuori dalla portata della compagnia. Idee non dissimili hanno portato alla prematura conclusione delle esperienze Cisco (in realtà online fino al 31 Marzo 2017), HP e Verizon.

Strategia discutibile

La domanda che pone l’editorialista di ServerWatch lascia poche speranze circa il futuro della piattaforma VMware: perchè scegliere vCloud Air quando altre piattaforme sono in grado di offrire molto di più a costi inferiori? Una delle carte vincenti di vCloud Air risiede proprio nell’infrastruttura stessa VMware e nelle soluzioni “proprietarie” offerte ai clienti. AWS ed altri non consentono infatti di gestire un’infrastruttra VMware nel proprio cloud, almeno per il momento.

Va ricordato infatti che l’azienda sta seguendo un percorso di beta testing che porterà all’arrivo della tecnologia VMware in Amazon Web Services, Azure ed altre piattaforme. Le conseguenze immediate di tale scelta sono facilmente intuibili: una positiva notizia per tutte le aziende che potranno avvantaggiarsi del “top” dei due ecosistemi – le soluzioni VMware affiancate alle piattaforme pubbliche più avanzate del mercato. Una negativa notizia per le sorti di vCloud Air che gli stessi vertici sembrano sottovalutare o minimizzare: “Continueremo ad investire ed a puntare su specifici casi di utilizzo su vCloud Air come il disaster recovery. Stiamo individuando [vari casi di utilizzo interessanti e specifici per vCloud Air]” ha affermato Mark Lohmeyer (vice president cloud business unit).

Se le aziende avranno davvero il massimo di entrambi gli ecosistemi che senso avrà scegliere la piattaforma VMware? Le possibilità che tra 12 mesi vCloud Air sia ancora sulla scena non sono elevate, suggerisce indirettamente l’editorialista.

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