Virtualizzazione: la crescita sta per arrestarsi?

Il settore è in buona salute ma è prossimo alla soglia di crescita massima prevista dagli analisti. Quale futuro per la virtualizzazione?

VMware e virtualizzazione. nuove sfide per il mercato

Il settore dei software di virtualizzazione server, un tempo vero e proprio elemento rivoluzionario del mercato (game changer), sembra ormai avvicinarsi alla fase discendente della “carriera”. Gli esperti Gartner hanno infatti individuato tra i consueti report e proiezioni i primi segnali del possibile arresto.

“Il mercato [della virtualizzazione] è maturato rapidamente negli ultimi anni [con tassi di adozione superiori al 75% nelle organizzazioni] a comprovare l’elevato tasso di penetrazione” ha affermato Michael Warrilow (director of research presso Gartner).

Se a prima vista il mercato sembra infatti godere di ottima salute, rispetto all’anno scorso si raggiungeranno nel 2016 i 5.6 miliardi di dollari (un balzo del 5.7%), ad una più attenta analisi ci si accorge che la spesa è guidata principalmente dalle operazioni periodiche di manutenzione; a distanza di quasi dieci anni dall’arrivo della tecnologia le licenze software, che dovrebbero essere la vera locomotiva del settore per Gartner, sono invece in forte calo e non più in grado di replicare i fasti del passato.

Virtualizzazione: la sfida delle nuove tecnologie

Anche nel mondo della tecnologia le “vecchie generazioni” devono lasciare il posto alle nuove: per la virtualizzazione e relativi vendor (il brand simbolo è VMware) la presenza di alternative come il cloudi container e l’affermazione di inediti approcci infrastrutturali in ambito enterprise (hyperconverged integrated systems e software-defined data center)rappresenta il principale problema da affrontare: “quel che era considerata fino a pochi anni fa la migliore soluzione in ambito infrastrutturale [agilità] è ora [messa in discussione da un’ampia gamma di nuove soluzioni]” ha osservato Warrilow.

Ed i dati raccolti dal team dietro al popolare web server NGINX sembrano confermare l’inizio del periodo di dismissione: il 29% delle organizzazioni prevede di investire nei container mentre il 20% li adopera già per workload in produzione; per il 2017 si attende un’ulteriore riduzione dei server che utilizzano OS virtualizzati – attestandosi appena ad 1/3 dei server totali adoperati da ciascuna organizzazione (un calo del 50% rispetto al 2015).

 

 

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