Virtualizzazione, le dieci aziende leader del mercato

Le dieci aziende che per qualità delle soluzioni proposte e tecnologie adoperate si distinguono nel competitivo mercato della virtualizzazione

 

Virtualizzazione

Il portale ServerWatch, con l’arrivo del nuovo anno, ha aggiornato la classica top10 delle aziende leader nel settore delle tecnologie di virtualizzazione. Come precisa l’editorialista, le compagnie presenti nella lista offrono attualmente le migliori soluzioni sulla piazza.

E nonostante l’attenzione generale sia puntata da qualche tempo sui container, aggiunge, le tecnologie di virtualizzazione continuano a dominare i data center. Vediamo ad ogni modo quali sono i principali protagonisti del mercato.

VMware

In prima posizione viene collocata prevedibilmente VMware definita senza troppi giri di parole come leader indiscussa del settore: trovare un data center che non si appoggi alle soluzioni della compagnia è un’impresa difficile. La leadership non si limita solo ai prodotti commerciali (l’apprezzata suite vSphere) ma comprende anche la virtualizzazione dei desktop ed il mercato della virtualizzazione server gratuita (tool VMware Server).

 

Microsoft

Grazie ad un’intelligente campagna marketing, ad un invitante modello di licensing e ad un miglioramento costante del proprio hypervisor Hyper-V (l’unico non Linux), Redmond ha conquistato terreno nei ristretti spazi lasciati scoperti da VMware attirando l’attenzione delle grandi aziende (fascia enterprise).

 

Citrix

Un altro brand storico del settore che, sebbene non abbia iniziato nel migliore dei modi il 2016 (vendita della propria piattaforma cloud ad Accelerite), può vantare tra le proprietà aziendali il software più utilizzato al mondo dai cloud vendor: Xen. AWS lo utilizza ad esempio per i servizi EC2 ma nella lista figurano anche altri nomi illustri come SoftLayer, Rackspace etc.

 

Red Hat

L’esordio della compagnia nel settore risale al 2008 a seguito dell’acquisizione di Qumranet, con annessi KVM e SPICE (Simple Protocol for Independent Computing Environment, opensource dal 2009). La soluzione di punta dell’azienda è la piattaforma di virtualizzazione desktop e server RHEV (Red Hat Enterprise Virtualization).

 

Oracle

Oracle, che guida attualmente il settore dei database enterprise, è entrata a pieno titolo nel mondo della virtualizzazione grazie all’acquisizione di Sun Microsystems. La compagnia è inoltre proprietaria di vari software di virtualizzazione come Solaris Zones, LDoms e xVM.

 

Amazon

Nella seconda metà della classifica spunta AWS. EC2 (Elastic Compute Cloud) è indicata dall’editorialista come la piattaforma di virtualizzazione standard per l’industria; da ricordare inoltre il pieno supporto ad EC2 da parte di Ubuntu Server ed Engine Yard (piattaforma di orchestrazione cloud per il monitoraggio e deploy di applicazioni).

 

Google

Probabilmente “virtualizzazione” non è una delle parole che vengono subito in mente quando si pensa a Mountain View ma l’azienda dispone di un software di gestione per cluster di server virtuali, Google Ganeti, completamente opensource e sviluppato partendo da solide basi (Xen e KVM).

 

Odin (Parallels)

Lo scorso anno la compagnia ha effettuato un’operazione di rebrand passando da Parallels ad Odin, nonostante la “riconoscibilità” acquisita grazie a prodotti come Parallels Desktop e Server per Mac ma non solo. Anche Parallels Cloud Server ha cambiato nome divenendo Virtuozzo, soluzione destinata all’esecuzione di applicazioni nei container.

 

Huawei

La compagnia cinese è una delle ultime arrivate nel mercato (2011): sebbene non abbia ancora messo piede in USA, è riuscita in cinque anni ad instaurare solidi rapporti con le aziende nazionali, russe, indiane e brasiliane. La soluzione di virtualizzazione di Huawei è FusionSphere (sviluppata su base Xen).

 

Verde VDI

In chiusura vengono citati gli inventori dell’infrastruttura di virtualizzazione desktop (VDI), Virtual Bridge, acquisiti circa 10 mesi fa da NIMBOXX. La soluzione proposta sul mercato dalla compagnia  si chiama VERDE e consente il deploy di desktop Linux e Windows da qualsiasi server Linux (32/64-bit) con kernel 2.6 o superiore.

 

 

 

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