VMware: i container diventano VM

VMware ricopre attualmente un importante ruolo sul mercato ma pare intenzionata a consolidare la propria posizione. Vediamo come.

 

Con il WMworld 2016 alle spalle, è tempo delle consuete riflessioni anche in casa VMware. Attualmente la compagnia può contare su una user base di 500.000 clienti attivi ed è ai vertici del settore virtualizzazione. L’azienda vuole tuttavia consolidare la propria posizione anche in altri ambiti e, in base a quanto presentato al VMworld, sembra che l’obiettivo sarà perseguito attraverso una strategia di inclusione ed estensione (embrace and extend) simile a quella adottata da Microsoft negli anni ’90 con l’affermazione di Internet. Le tecnologie sulle quali puntare sono essenzialmente tre e ben note ai lettori: OpenStack, container e cloud.

VSphere Integrated OpenStack (VIO) e vSphere Integrated Containers (VIC) sono due soluzioni che permettono a VMware di preservare l’user base ESXi  interessata alla nota piattaforma cloud ed ai vantaggi offerti dalla containerizzazione. In particolare il secondo sembra tenere fede a quando dichiarato in passato da VMware sulla possibile “convivenza” tra VM e container.

VIC, previsto in versione beta pubblica entro la fine di questo trimestre (Settembre), offre supporto alle API Docker e sarà in grado di eseguire immagini Docker come se fossero delle normali VM – il tutto con alla base la versione 6.0 o superiore dell’hypervisor ESXi.

Karthik Narayan (senior product manager cloud native apps presso VMware) ha cercato di spiegare alla stampa specializzata i motivi dietro tale approccio: “Ecco quale è il problema relativo ai container che stiamo tentando di risolvere. […] Al giorno d’oggi le persone fanno essenzialmente due cose. Alcune eseguono i container su server bare metal, ed il problema di tale scelta è quello di essere limitati dall’hardware [; se necessiti di aggiungere successivamente altri server dovrai affidarsi ad una sorta di meccanismo di clustering, ed è qui che entrano in campo soluzioni come Docker Swarm ed affini]. Altre persone [eseguono i container all’interno delle VM]. [A fronte dei vantaggi che questo comporta gli sviluppatori, una volta ottenuta la VM, devono però provvedere al setup dei container“. 

 

Dai container alle VM

VMware: schema del servizio VIC

L’utilizzo dei container nelle VM presenta alcune criticità: prima di tutto comprendere cosa sia attualmente in esecuzione in ciascuna VM non è semplice – tenendo conto l’elevato numero di container presenti. Riuscire ad utilizzare varie tipologie di container nella stessa VM è complesso, osserva Narayan. Il setup dei container richiede il “blocco totale” delle VM perchè necessitano di specifici requisiti e, nel caso in cui siano presenti risorse inutilizzate, non sarà possibile nè individurale nè tantomeno utilizzarle – le VM non possono essere spostate o ridimensionate. Ne consegue che i vantaggi offerti dalla virtualizzazione vengono meno, inclusa la possibilità di sfruttare la totalità delle risorse presenti (capacità computazionale, memoria etc).

VSphere Integrated Containers cambia invece le carte in tavola eseguendo un’immagine Docker come se fosse una VM  piuttosto che all’interno della VM (approccio standard). L’utente avrà quindi a disposizione un virtual container host che funzionerà in maniera simile ai container eseguiti in modalità bare metal: l’hypervisor ESXi rappresenta la base del sistema sulla quale viene eseguito il kernel Linux che a sua volta “sorregge” l’immagine Docker. Tutti i virtual container host saranno legati tra loro in un pool espandibile aggiungendo altri server.

Il vantaggio derivante da tale scelta è che i container VM, come le semplici VM, sono ora perfettamente visibili ed a disposizione degli strumenti vSphere e della console di gestione vCenter, oltre alla possibilità di appoggiarsi anche ad NSX virtual networking e Virtual SAN virtual storage. La differenza rispetto ai container collocati all’interno di VM ESXi è quindi evidente, sottolinea Karthik Narayan.

“Supporteremo Docker nella versione 1.0 di VIC e successivamente inizieremo ad espandere il servizio. Ci occuperemo di rkt (lo standard container di CoreOS) in base al tasso di adozione, così come di Kubernetes e Docker Swarm”.

 

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