VMware mostra vSphere in azione su AWS

In una recente video dimostrativo, alcuni membri dello staff VMware hanno mostrato per la prima volta la variante cloud di vSphere su piattaforma AWS

vSphere nel cloud AWS

Il web client vSphere in azione. Fonte: The Register

Nel corso delle prima metà del 2016, la partnership tra VMware ed AWS è stata bollata dapprima come semplice rumor per poi divenire invece realtà nell’Ottobre dello stesso anno. La stampa specializzata ha criticato la mossa di VMware, in quanto tale scelta sembra destinare vCloud Air ad un inesorabile declino:”che senso ha affidarsi all’infrastruttura VMware quando è possile utilizzare le apprezzate soluzioni dell’azienda su una delle piattaforme cloud pubbliche più avanzate del mercato?” è la domanda che si sono posti i giornalisti.

Ad ogni modo i lavori in casa VMware proseguono e la data di rilascio delle soluzioni cloud ibride si avvicina: in base a quanto affermato da Adam Osterholt, Paul Gifford ed Eric Hardcastle durante una diretta streaming, lo sbarco in AWS di vSphere ed affini è prevista per l’estate 2017, quindi tra Giugno e Settembre, nelle region US West 2 ed US East 1; seguiranno poi le region del Vecchio continente anche se non è ancora chiaro quali (Irlanda e Regno Unito avranno probabilmente la priorità). In base all’accoglienza ricevuta nelle region elencate, VMware stabilirà se aggiungerne ulteriori alla propria lista.

Altri dettagli rivelati dallo staff VMware

Nel video della durata di circa 1 ora sono state rivelate in ordine sparso inedite informazioni riguardanti i servizi cloud VMware su AWS, riportiamo di seguito le più importanti:

  • nel cloud AWS sarà utilizzata la versione 6.5 di vSphere. Resterà in ogni caso possibile utilizzare on premise la versione 6.0 – sarà garantità la compatibilità;
  • il servizio richiederà l’utilizzo delle credenziali fornite da VMware. Anche per quanto riguarda il pagamento e l’assistenza, i clienti dovranno sempre interloquire con VMware e non AWS;
  • saranno presenti dei cluster AWS predefiniti ma è stata menzionata anche la possibilità di scegliere soluzioni personalizzate;
  • il modello di pricing principale sarà quello delle reserved istances, quindi il pagamento anticipato di un periodo d’utilizzo compreso tra 1 e 3 anni – a prezzi vantaggiosi. Si è parlato in ogni caso anche di tariffazione su base oraria;
  • il servizio si adatterà automaticamente al carico di lavoro regolando le risorse a propria disposizione (elasticità);
  • l’impiego di NSX, piattaforma per la virtualizzazione delle rete, ed NSX Edge è consigliato per gestire nel migliore dei modi gli ambienti cloud ed on premise (configurazione mirrored);
  • la gestione degli host cloud ed on premise avverrà tramite il Web Client vSphere. VMware fornirà inoltre un API per gestire lo scaling dei cluster, le operazioni di provisioning e di pagamento;
  • è previsto un iter di aggiornamento del servizio (cloud) molto più spedito rispetto alla controparte on premise. Lo staff ha parlato infatti dell’aggiunta di nuove funzionalità ogni 90 giorni, rispetto ai 6 mesi (update minori) e 18 mesi (major release) del classico vSphere.

Fonti: 1

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