VMware: i rischi della partnership con AWS

L'accordo con AWS è stato accolto positivamente dal mercato ma potrebbe nascondere alcune insidie per VMware. L'analisi di Bloomberg.

VMware Cloud su AWS

Dallo scorso Ottobre ad oggi le azioni VMware hanno guadagnato oltre il 50%, esordisce Bloomberg. Indubbiamente l’accordo con AWS ha convinto i mercati e rilanciato il nome della compagnia nel cloud, indebolita dalla deludente esperienza vCloud Air. Quel che fino a pochi anni fa sembrava impensabile è diventato realtà al VMworld 2017 con il lancio di VMware Cloud sulla piattaforma  leader del mercato SaaS.

We’ll have to see how this relationship evolves over the next three to five years, but that is the thing that VMware will have to navigate very carefully. […] At least in the beginning it seems like a symbiotic

In the near and medium term this is a win for both companies, but they need to be keeping a careful eye on each other and what other moves they are going to make

sono i commenti di due analisti interpellati da Bloomberg. A prima vista l’accordo con AWS sembra il migliore possibile per l’azienda: i suoi clienti avranno l’opportunità di gestire le proprie macchine virtuali tra ambienti on premise e cloud ma resteranno sempre “a casa”, continuando a pagare i consueti costi di licenza e utilizzando gli apprezzati software di bandiera come vSphere – VMware Cloud sarà inoltre gestito direttamente da VMware, AWS non entrerà mai in contatto con l’utenza.

Il primo problema per VMware, sottolinea l’editoriale, è quello di essere “rimpizziata” sul medio-lungo termine. Da un momento all’altro AWS potrebbe infatti lanciare un prodotto equivalente a quello VMware entrando in competizione diretta con il partner, del resto si tratta di una situazione già verificatasi in passato. A tal proposito viene ricordata la presentazione (l’anno scorso) di nuovi servizi pensati per facilitare la migrazione di vari sistemi nel cloud, decisione che impensierì non poco partner storici di AWS come Accenture e 2nd Watch – l’ecosistema di compagnie che propongono soluzioni che si appoggiano ad AWS (es: Serverless) è vasto.

Il secondo problema è legato a doppio filo al primo. I clienti VMware potrebbero abbandonare le soluzioni della compagnia optando per il cloud AWS. Non si parla tanto di “applicazioni native VMware”, per le quali sarebbe richiesta una complessa procedura di riscrittura al fine di poterle utilizzare con gli strumenti AWS, quando di nuove applicazioni. Passare direttamente alla piattaforma cloud significa tagliare fuori VMware dal futuro delle compagnie.

Il rischio calcolato di VMware?

Pat Gelsinger (CEO VMware) sa benissimo quali rischi comporta la partnership con AWS, affermano due esperti nell’articolo Bloomberg, ma è anche cosciente dei potenziali vantaggi dell’accordo in atto. Alle inevitabili domande della stampa (se avesse il timore di aver dato ad AWS la possibilità di sottrarre clienti alla propria compagnia), Pat ha risposto “assolutamente no”:

Customers — if they just wanted to move to the Amazon service, they would have. […] It’s not like the Amazon service just appeared yesterday. It’s been around for a decade-plus now. We now give them the `easy’ button

ha dichiarato Gelsinger nel corso di un’intervista. Probabilmente, osserva l’editorialista, Pat è convinto che il proprio bacino d’utenza sia così abituato ad utilizzare soluzioni VMware che difficilmente opterà per le corrispettive soluzioni AWS – operazione che richiederebbe molto tempo. La situazione potrebbe tuttavia cambiare: se oggi i clienti non sono ancora pronti a migrare su AWS, un domani potrebbero invece esserlo.

Does VMware have a role to play in tomorrow’s world of application support and development? I don’t know

ha osservato in chiusura un analista.

 

Fonte: 1

 

 

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