Western Digital: l’hard disk da 14TB è solo l’inizio

Il noto vendor di hard disk Western Digital ha presentato in questi giorni un'unità da 14TB ma entro il 2032 potrebbe arrivare a 100TB.

MAMR, previsioni di crescita fino al 2033

Grazie a MAMR (ed altre tecnologie) Western Digital raggiungerà i 100TB di capacità per singola unità. Fonte: The Register

Uno dei settori destinati a non conoscere periodi di crisi è probabilmente quello delle unità di archiviazione: considerando il crescente bisogno di spazio da parte di utenti “consumer” (foto, video, musica etc.), imprese (documenti, dati grezzi da analizzare, backup etc.) ed hyperscale provider (coloro che, via Internet, forniscono alle due categorie precedenti servizi d’archiviazione e simili) è difficile immaginare il fallimento di aziende come Western Digital (WD) e la controllata HGST.

L’ultimo prodotto pensato da WD, un hard disk SMR con capacità prossima ai 14 Terabyte (HGST Ultrastar Hs14), va proprio incontro alle esigenze di compagnie come Alibaba, Microsoft, Google che necessitano di espandere continuamente lo storage totale a disposizione:

Si tratta esclusivamente di una soluzione per il cloud storage. Alcuni clienti dispongono di workload multipli e si stanno interessando alle unità SMR [modalità di registrazione dei dati, ne parliamo a breve ndr] per utilizzarle su alcuni di questi workload, [questi hard disk sono pensati anche per il] backup e l’archiviazione. Abbiamo alcuni clienti la cui intera architettura software è basata sulle scritture sequenziali, e questi clienti stanno già utilizzando a tutto campo [le unità SMR].

ha dichiarato Lenny Sharp (WD senior director of enterprise HDD marketing) al portale Data Center Knowledge (DCW).

Per quanto riguarda l’SMR (Shingled Magnetic Recording) menzionato da Sharp, si tratta di una tecnica che sovrappone più tracce dati nell’hard disk permettendo di sfruttare aree di separazione inutilizzabili con il precendente metodo PMR (Perpendicular Magnetic Recording, scritture casuali). L’Hs14 si appoggia anche alla tecnologia HelioSeal che, giunta ormai alla quarta generazione, consente di inserire un maggior numero di “piatti” e facilitare la rotazione di questi ultimi (l’elio genera meno turbolenze) abbassando i consumi energetici.

Verso i 100TB

Western Digital, osserva un esperto citato da DCW, è sempre stata un passo avanti alla concorrenza perchè in grado di infrangere per prima i precedenti record di capacità totale. Le unità da 14TB sono indubbiamente interessanti per gli hyperscale provider, prosegue, perchè consentono di impiegare meno rack, salvare spazio prezioso nei data center ed aumentare allo stesso tempo la capacità di ciascun rack econsumando meno energia (funzionamento + refrigerazione).

La tecnologia MAMR (microwave-assisted technique), unitamente a soluzioni proprietarie di WD per migliorare la testina per le scritture/letture (Damascene Head Process) e posizionare quest’ultima sulla superficie del supporto (Multi-Stage Micro Actuator), promette tuttavia di portare gli hard disk verso nuove vette di capacità totale.

Costo delle unità meccaniche e flash a confronto in un grafico Western Digital

MAMR preserverà la convenienza degli hard disk almeno fino al 2030. Fonte: Western Digital.

La principale differenza tra MAMR ed HARM (heat-assisted magnetic recording, altra tecnologia in via di sperimentazione) consiste, a grandi linee, nel modo in cui sono effettuate le operazioni di scrittura/lettura: la prima magnetizza le aree del supporto mediante microonde mentre la seconda si affida al calore indotto da un fascio laser. I limiti di HARM emergono quando si tenta di incrementare la capacità dell’hard disk: il calore generato dal processo di scrittura rende infatti instabili le aree interessate (presenti in maggior numero) che sono inoltre “disturbate” dai campi magnetici della zone adiacenti.

The Register, ipotizzando un tasso di crescita annuale composto del 15%, prevede per il 2032 il raggiungimento dei 100TB per unità meccanica. WD, sempre grazie alle tecnologie citate, prevede invece di posticipare il pensionamento degli hard disk preservandone uno dei principali vantaggi, il minor costo per GB, almeno fino al 2030.

Fonti: 1, 2

 

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