Windows Server: cambiano le tempistiche di rilascio delle nuove versioni

A determinate condizioni, Microsoft rilascerà almeno due "major release" all'anno per Windows Server Standard e Data Center. I dettagli.

Windows Server

Microsoft ha annunciato in queste ore importanti cambiamenti riguardanti il rilascio di nuove versioni del noto OS pensato per il mondo dei data center. Lo schema adottato fino ad oggi è noto a tutti: Redmond preferisce lavorare sulle future versioni del sistema operativo per uno o due anni prima di renderle effettivamente disponibili. Avvicinandosi tuttavia a quanto già visto con Windows 10 (prima l’Anniversary Update, recentemente il Creators Update ed entro fine 2017 un altro aggiornamento) ed Office 365, da ora in avanti il team di sviluppo punterà alla pubblicazione di vari “major update” (almeno due) nell’arco di 12 mesi. I pacchetti di aggiornamento saranno inoltre presenti nel cloud Azure come immagini software.

Ed ora le dovute precisazioni: le release semiannuali, ha comunicato Microsoft, saranno disponibili solo per i clienti che, oltre a disporre di una licenza Windows Server Standard o Data Center, avranno sottoscritto il programma “Software Assurance”. Come per Windows 10, non sarà poi obbligatorio effettuare l’aggiornamento all’ultima release. Per quanto riguarda il supporto offerto ai clienti, previa sottoscrizione della “Premium Assurance”, si potrà avere assistenza per un periodo di tempo pari a 16 anni.

Nano Server e container Linux

In seconda battuta, la compagnia ha diffuso dei dettagli inerenti la variante minimale dell’OS, Nano Server. Con la prossima opzione che sarà implementata (in dirittura di arrivo) il sistema operativo diminuirà ulteriormente le proprie dimensioni “tagliando” qua e là alcune caratteristiche – come il graphical frontend. Ciò renderà Nano Server ideale per la creazione di immagini container (meno per altre task per le quali non viene consigliato l’impiego di tale opzione).

Ed a proposito di container, Microsoft ha dichiarato di aver raggiunto un’importante traguardo con i container Linux. Sebbene questi ultimi fossero utilizzabili grazie all’introduzione del subsystem Linux ed all’estensione del supporto all’isolamento in Hyper-V, gli sviluppatori dovevano in ogni caso appoggiarsi a due infrastrutture container separate per i workload Linux e Windows. L’aggiornamento pone fine alla “separazione” permettendo l’esecuzione di entrambe le tipologie di container in Windows Server.

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