WSJ: sempre più aziende nel cloud

Il Wall Street Journal riscontra non solo un aumento della spesa per i servizi cloud ma anche un'accelerazione nel processo di migrazione delle compagnie

Cloud Computing

Buone notizie per le principali piattaforme cloud del mercato: secondo l’autorevole Wall Street Journal (WSJ) il budget destinato al cloud è destinato infine ad aumentare nel corso dell’anno corrente. Dopo la leggera flessione dello 0.5% nel 2015 gli indici torneranno quindi a risalire, nonostante la flessione permanente delle spese in ambito ICT.

La spesa globale nel cloud computing, in rialzo del 16%, supererà il tetto dei 200 miliardi di dollari, affermano gli analisti Gartner. “Dicono che vogliono diventare ancora più grandi” ha commentato il vicepresidente Gartner Kyle Hilgendorf riferendosi alle grandi compagnieRispetto ad alcuni anni fa, aggiunge, il trend appare ormai evidente: i tempi in cui le aziende spostavano una o due applicazioni sono ormai alle spalle, ora ci si orienta al superamento del data center proprietario ed all’esecuzione delle proprie applicazioni e non solo (storage dati, workloads) nel cloud pubblico.

L’accelerazione è avvenuta negli ultimi 12-18 mesi anche grazie all’affermazione di inedite strategie aziendali di più ampio respiro (utilizzo di infrastrutture ICT cloud based ed applicazioni cloud based) non confinate esclusivamente al testing delle applicazioni.

Migrazione nel cloud in accelerazione

Per rendere meglio l’idea, il WSJ cita naturalmente degli esempi concreti come:

  • Netflix. Il noto provider di contenuti multimediali via streaming ha, come abbiamo visto anche in una precedente news, abbandonato i propri data center spostando la quasi totalità dell’infrastruttura sulla piattaforma cloud di Amazon.
  • General Electric Co. è ugualmente orientata ad AWS e prevede di ridurre il numero di data center proprietari da 34 a 4 (dichiarazione del CIO Jim Fowler).
  • Coca-Cola. Multinazionale che non ha bisogno di presentazioni (il marchio è la seconda parola più conosciuta nel mondo). Il processo di migrazione è iniziato nel 2010 con lo spostamento dei servizi di posta elettronica al quale hanno seguito i software CRM (customer ralationship management, 2012), una cinquantina di applicazioni (2013-2014). Sul medio termine, afferma il CIO Coca-Cola Ed Steinike, si aggiungeranno ulteriori 100 applicazioni (anche legate a contabilità) e l’infrastruttura presente nel cloud, attualmente è distribuita tra AWS e Google, passerà dal 20% al 50% del totale (il data center  proprietario di Atlanta è stato messo in vendita).
  • J.P, Morgan, società finanziaria (categoria da sempre diffidente nei confronti del cloud) con sede a New York sta seriamente valutando il portfolio servizi di AWS con l’obiettivo di tagliare i costi ed avvalersi di soluzioni storage più flessibili.

Quali i motivi che spingono le grandi compagnie verso il cloud? Prevedibilmente legati ai budget aziendali: oltre a poter pagare esclusivamente la capacità computazionale necessaria e ridistribuirla in base alle esigenze, è possibile aumentare la produttività dei dipendenti grazie all’accesso da mobile in qualsiasi luogo raggiunto da Internet (wifi o rete dati).

La migrazione completa nel cloud, conclude il WSJ, richiederà diversi anni ma modificherà permanentemente il settore ICT ed i modelli di business vigenti.

 

 

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