Xen: quale futuro attende l’hypervisor

Dopo l'addio di AWS il futuro di Xen è incerto. L'hypervisor rischia di divenire marginale nel cloud. Il punto della situazione.

La mascotte del progetto Xen

L’addio di AWS ha causato più di un grattacapo in casa Xen. Perdere uno storico supporter rappresenta, in qualsiasi modo la si voglia interpretare, uno spinoso problema per l’hypervisor.

Prima di procedere è il caso di soffermarsi sullo strano comportamento di AWS. A seguito di un articolo di The Register, incentrato su uno specifico paragrafo delle FAQ EC2, la compagnia  si affrettò a modificare le parti in cui si menzionava KVM. Ecco la versione originale (consultabile grazie a Google, si tratta della copia cache):

The new hypervisor for Amazon EC2, introduced with the launch of C5 instances, is a component that primarily provides CPU and memory isolation for C5 instances. VPC networking and EBS storage resources are implemented by dedicated hardware components that are part of all current generation EC2 instance families. It is built on core Linux Kernel-based Virtual Machine (KVM) technology, but does not include general purpose operating system components.

Non potendo più negare l’evidenza, AWS ha successivamente reintegrato le parti omesse (i riferimenti a KVM). Dalla November Advisory Board call del progetto Xen si sarebbero potute estrapolare più informazioni circa le reali intenzioni di AWS nei confronti di Xen ma Chris Schlaeger (Director Software Development AWS) ha chiesto di non trascrivere quanto riferito nel corso della riunione.

Dichiarazioni ufficiali

Come si intende affrontare la questione?  “Non è successo niente”, sembrano suggerire le dichiarazioni ufficiali che tendono a minimizzare il tutto. Nel caso della Fondazione Linux (che risponde per conto del progetto Xen):

AWS is an active member of the Xen Project and are an active member of the Xen Project board. We expect them to remain involved and likely becoming more engaged and visible with contributions.

Interpellato dai giornalisti, David Cottingham (XenServer director product management presso Citrix) ha invece risposto che la mossa di AWS non ha suscitato alcuna reazione/preoccupazione tra i clienti. Il provider ha optato per un altro hypervisor perchè necessita evidentemente di una soluzione adeguata a particolari workload che si affidano ad hardware custom (chip Intel e storage NVMe), continua. E ad oggi non vi è alcun benchmark che dimostri la superiorità di KVM sulla piattaforma cloud AWS, conclude.

Nuovi obiettivi per Xen

Per averte un’idea della strategia elaborata dall’Advisory Board Xen occorre dare uno sguardo ad una mailing list in cui è presente il seguente messaggio:

The Xen Project has been a staple for #cloud and #server vendors, now it is making inroads in the embedded, security and automotive space. Follow the @xen_org’s new series on how people are contributing and using #Xen. http://bit.ly/2mPf0Wf

Xen non è solo cloud e virtualizzazione (ambiti in cui rischia di divenire marginale) ma si presta anche ad altri casi di utilizzo sui quali si sta cercando naturalmente di attirare l’attenzione della community e del mercato. Ma sarà sufficiente? Secondo un analista Gartner:

Oracle is already going to KVM. While Xen had Oracle and Amazon in their court, it was viable. I think this puts the final nail in the coffin of Xen

La moltiplicazione dei device “intelligenti” e l’edge computing, osserva The Register, potrebbero essere tuttavia un’ancora di salvataggio per il progetto che eviterebbe così di scomparire prematuramente.

Fonte: 1

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *