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12 consigli per una campagna e-mail marketing di successo

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4. Posizione nel messaggio

Ogni e-mail inviata nel contesto di una campagna di Web marketing dovrebbe invitare l’utente a compiere una certa azione, in risposta alla lettura della mail. Ciò significa che la mail contiene una sorta di “chiamata” a fare qualcosa (in inglese call-action). Tale invito deve trovarsi nella parte superiore della mail, ovvero nella sezione che è sempre visualizzata (senza dover scrollare la pagina verso il basso). Questo messaggio deve inoltre essere ripetuto più volte della mail (almeno 2-3 volte) eventualmente usando una forma diversa, ma puntando sempre allo stesso link.

5. Limitare i tipi di font

L’idea di arricchire la presentazione grafica usando font diversi è buona, ma solo se non esageriamo. Linea di massima una newsletter dovrebbe contenere al massimo due o tre tipi di font diversi. Sconsigliamo vivamente di usarne di più. Alcuni studi hanno suggerito che il tasso di conversione delle newsletter aumenta se il numero di font usati nell mail è inferiore a tre.

6. Incentivi

L’incentivo è l’unico elemento della mail che può essere ripetuto sia nell’oggetto della lettera, sia nel corpo vero e proprio. Ad esempio, se offriamo uno sconto del 30% promozionale durante un certo periodo, lo slogan che propone lo sconto può apparire sia nell’oggetto che nel corpo della mail. È molto importante che ogni newsletter contenga almeno un incentivo. Gli incentivi possono riguardare sconti, promozioni, prodotti gratis ricevuti in seguito ad un’iscrizione, proposte di uso gratuito di un servizio in prova, eccetera. Una newsletter senza incentivi è come una pubblicità senza un consiglio per gli acquisti. Qualunque sia la nostra attività ricordiamoci sempre di inserire qualche incentivo nella newsletter.

7. Segmentazione

Ricordiamoci di segmentare sempre i nostri clienti prospect. Una segmentazione che andrebbe sempre essere effettuata è quella che distingue i normali prospect da quelli che hanno già aderito a qualche iniziativa, specialmente se hanno già acquistato un prodotto o un servizio. Il contenuto della mail inviata ai precedenti acquirenti dovrebbe essere diverso da quello inviato ai prospect normali.

Oltre a questa segmentazione (praticamente obbligatoria) possiamo operare molti altri tipi di segmenti, ad esempio sesso, età, zona geografica. La segmentazione dipende chiaramente dai dati che abbiamo a disposizione. Se lo strumento che usiamo per inviare la newsletter permette di sapere quante volte questa viene visualizzata, ovvero contare il numero di utenti che effettivamente aprono la nostra mail, possiamo effettuare un ulteriore segmentazione, distinguendo tra utenti attivi e non attivi. In questo modo, ad esempio, possiamo considerare l’idea di una campagna di riattivazione degli utenti non attivi. Una buona idea è quella di offrire un piccolo gadget, prodotto o servizio gratuito, che richieda all’utente semplicemente di seguire il link suggerito. Dopo la campagna di riattivazione possiamo valutare di cancellare dalla lista gli utenti che non hanno usufruito del servizio gratuito, perché probabilmente tali utenti non aprano mai la nostra newsletter.

8. Lunghezza dei contenuti

Evitiamole le mail troppo lunghe. Da un punto di vista psicologico la maggior parte degli utenti tende ad avere una casella di posta più vuota possibile. Una mail troppo lunga viene percepita come un ostacolo a questo obiettivo. Cerchiamo quindi di essere sintetici, evitando di ripeterci o entrare troppo nei dettagli. Tutte le formazioni supplementari dovrebbero essere contenute nelle opportune landing pages.

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