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12 consigli per una campagna e-mail marketing di successo

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9. Ricorrenze speciali

Sulla frequenza della newsletter esistono diverse teorie. C’è chi sostiene che sia meglio non esagerare e spedire la newsletter solamente una o due volte al mese. Altri studi sostengono che una newsletter più frequente aumenti il tasso di conversione all’acquisto: in alcuni casi viene suggerito di inviare la mail anche due o tre volte alla settimana. Se vogliamo scrivere spesso ai potenziali clienti una buona idea è quella di sfruttare le ricorrenze speciali. Basta vedere la pagina iniziale di Google per accorgersi di quanto spesso cade una ricorrenza (o anniversario) di qualche evento speciale. Tocca a noi, alla nostra creatività, decidere quali ricorrenze vogliamo enfatizzare. Ogni giorno cade l’anniversario di qualcosa, questo “qualcosa” può essere un evento di interesse mondiale (come le feste tradizionali) oppure una ricorrenza contestualizzata alla nostra attività. Una promozione contestualizzato ad una ricorrenza speciale viene percepita come unica, più urgente, e quindi più allettante.

10. Auto-risposta

Aspettiamoci che molti dei clienti che aderiscono ad una promozione si dimentichino poi di averlo fatto. Dopo che abbiamo registrato un’iscrizione, una richiesta o qualsiasi altra attività positiva da parte del lettore (probabilmente sulla landing page) è bene implementare un sistema automatico che contatti l’utente nel caso la transazione non proseguisse. Questo sistema di auto risposta potrebbe scrivere automaticamente ai clienti “smemorati” dopo 5 o 10 giorni. Se l’utente continua a non rispondere potremmo valutare di contattarlo automaticamente altre due o tre volte.

11. Look and feel

L’aspetto della newsletter deve sempre ricordare il più possibile quello della landing page. È importante che l’utente abbia sempre la percezione di essere rimasto all’interno dello stesso contesto. Se seguendo il link della newsletter l’utente arrivasse su una pagina che non viene percepita come la naturale conseguenza della sua azione, la “delusione” o il “sospetto” potrebbero scoraggiarlo dal proseguire.

12. Test e verifica

Prima di inoltrare la mail conviene effettuare un piccolo test informale con alcune persone. A tal fine possiamo usare amici, parenti, colleghi. È noto che i risultati di un test compiuto su un piccolo gruppo di lavoro (4 o 5 persone) sono comparabili con quelli compiuti su gruppi molto più vasti (centinaia di persone), nel senso che quasi l’80% dei feedback ottenuti dal piccolo gruppo coincide con quelli ottenibili da un gruppo più vasto. Vale quindi la pena spedire la newsletter ad un gruppo di prova e chiedere se percepiscono immediatamente (ad esempio nell’arco di cinque secondi) qual è il messaggio principale contenuto nella mail. Se per identificare la promozione, la landing page o la call-action sono necessari più di 5-10 secondi, probabilmente ci conviene rimboccarci le maniche e tornare a lavorare sulla newsletter.

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