Secondo uno studio intrapreso da NL Kabal e Cable Europe e relativo alle esigenze di “velocità” da parte dell’utenza, nel 2020 il “fabbisogno” di banda si attesterà intorno ai 165 Mbit mentre quello di upload sui 20 Mbps circa. Tra sei anni infatti, prevede il report, l’utente medio scaricherà circa 8gb di dati al giorno e ne invierà circa 3 nella rete.
A fronte della situazione italiana, fotografata dal rapporto Akamai relativo al primo trimestre 2014, c’è da chiedersi se le previsioni di NL Kabal e Cable Europe si avvereranno anche nella nostra penisola: 47° posto a livello globale per velocità media (5.2Mbit/s), 58% delle connessioni adsl supera una velocità media di 4MBit/s (87% nella “vicina” Romania), 4.3% delle connessioni adsl supera i 10MBit/s, 1.6% raggiunge i 15MBit/s (38° posto nell’ottica, decisamente “avveniristica” per il nostro Paese, “4k ready”).
La situazione migliora in campo mobile (4,6MBit/s con picchi di 36.6 MBit/s) con un dignitoso posto a metà classifica EMEA che in ogni caso, con gli inevitabili confronti tra Paesi, sottolinea come l’infrastruttura italiana necessiti di un sostanziale potenziamento.
Più prossimi alle previsioni del report citato in apertura sono invece gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea (che in Italia naviga ancora in cattive acque, vedremo se il forum digitale veneziano tenutosi ieri e promosso dal Premier Renzi porterà a qualcosa di concreto) con un 95% di linee che dovranno raggiungere entro il 2020 un traguardo minimo di 30Mbps e un 50% di utenti abbonati a linee, “inusuali” per i nostri standard, da 100 Mbps.




