Aspettative e ritardi per le applicazioni di HTML5

Ci avviciniamo alla fine dell'anno 2012, che molti avevano previsto come l'anno in cui l'HTML5 avrebbe preso il sopravvento sia sul Web che sulle interfacce mobile. Guardandoci attorno questo non sembra essere successo. Persino un colosso come Facebook sta usando il mancato successo di HTML5 come capro espiatorio per giustificare la non completa affermazione sul mercato mobile. In realta non e corretto parlare di mancato successo in riferimento ad HTML5.

Le promesse di HTML5

Le promesse di HTML5

Vediamo in breve quali sono le novità promesse dal nuovo paradigma HTML5, limitandoci ad enumerare i punti salienti della nuova tecnologia. Possiamo dividere le novità introdotte da HTML5 in due grosse categorie: le novità che riguardano la stesura del codice markup, ovvero le tag che appaiono nelle pagine Web, e le novità che riguardano l’architettura del software, trasparenti agli utilizzatori finali. Nel nostro caso ci interessa soltanto la prima categoria, perché le novità architetturali riguardano principalmente le modalità di trasmissione via HTTP e possono essere trascurate quando parliamo di compatibilità delle interfacce.

Le novità relative al codice markup possono essere divise in quattro sottocategorie:
 

  • Nuovi elementi semantici: questi elementi riguardano principalmente la manutenzione del codice, perché permettono di sostituire molti dei vecchi div, rendendoli più facilmente riconoscibili dallo sviluppatore. Ciò impatterà anche il lato client, ovvero lo user agent dell’utilizzatore, perché permetterà di riconoscere facilmente le diverse sezioni di una pagina.
  • Nuovi elementi per le form: le form HTML verranno arricchite con nuovi campi di input che permetteranno di migliorare l’usabilità del software e semplificare il processo di validazione.
  • Elementi multimediali: le nuove tag audio e video sostituiranno i vari plugin multimediali, come ad esempio Flash.
  • Canvas: tramite i canvas sarà possibile realizzare grafica interattiva semplicemente usando JavaScript, senza installare alcun plugin.

Le novità appena elencate porteranno ad una semplificazione dello sviluppo cross-platform, inteso come compatibilità tra diversi sistemi operativi, browser e dispositivi mobile. Occorre però distinguere tra le specifiche HTML5 e l’implementazione delle stesse specifiche nei vari user agent. Ad esempio, usando la nuova tag nav lo user agent potrà identificare immediatamente qual è il menù di navigazione di una pagina. Questo è un merito indiscutibile di HTML5. Quando si passa alla pratica occorre tenere conto del dispositivo specifico. Ad esempio, dopo aver capito che una certa sezione contiene i pulsanti di navigazione, dobbiamo chiederci se renderizzare tali pulsanti per uno schermo tradizionale o per la view-port di un mobile. In alcuni casi dobbiamo scegliere tra visualizzare una tastiera o un tastierino. Scelte di questo tipo riguardano l’implementazione tecnica del software, sia da parte di chi sviluppa l’applicazione, sia da parte dei produttori di browser. Chi ha interpretato l’avvento della nuova tag nav come la panacea di tutti i mali cross-platform è caduto in un errore di interpretazione: una cosa è riconoscere la sezione di navigazione, un’altra cosa è progettare un’interfaccia grafica che risulti usabile dall’utente.

Riflessioni di questo tipo si possono fare per tutte le novità introdotte da HTML5. Sia che si parli di canvas o video, la delusione di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo non è dovuta alle potenzialità di HTML5 ma alle interpretazioni dello strumento da parte dei meno tecnici. È risaputo che chi lavora nei “piani alti”, occupandosi di questioni commerciali o strategiche, deve giustamente guardare lontano senza scendere nei dettagli. Scommettere troppo su HTML5, come se dovesse risolvere tutti i problemi della compatibilità delle pagine Web, assomiglia un po’ all’illusione delle “.com” avvenuta all’inizio del nuovo millennio, quando si pensava che l’e-commerce avrebbe sostituito il commercio tradizionale nel giro di un paio d’anni. In realtà HTML5 funziona, sta mantenendo le sue promesse, e ci prospetta un futuro migliore. L’importante è non sopravalutarlo.