Backorder domini in scadenza, le tecniche di guadagno | VII parte

Ecco un focus su come funziona GoDaddy dal punto di vista del backorder domini e su un servizio per garantire la sicurezza delle compravendite di domini

Nel corso dell’ultimo appuntamento, abbiamo avuto modo di valutare alcune delle piattaforma di backorder domini famose all’estero. Fra le tante, avevamo citato GoDaddy ed Escrow, promettendo un nuovo approfondimento dedicato esclusivamente a questi due servizi.

Il motivo di separare GoDaddy ed Escrow dalle restanti piattaforme di backorder domini è da ricercare nella notorietà di entrambi i servizi: GoDaddy è forse il marchio hosting e domini più famoso fra gli esperti del settore (anche in Italia), mentre Escrow, per quanto sia utilizzato da migliaia di utenti in tutto il mondo, è in realtà poco conosciuto nei confini nazionali.

Abbiamo quindi deciso di riunire in un solo articolo il servizio più noto e quello meno noto capaci di aiutare notevolmente la nostra nuova attività nel settore del backorder domini.

Iniziamo quindi a parlare di GoDaddy.

GoDaddy, il backorder domini fra luci e ombre

GoDaddy è un marchio molto famoso nel settore hosting e domini, non solo per i nativi americani, ma per tutti gli esperti di Web che passano gran parte della loro giornata e del loro lavoro davanti a uno schermo connesso a Internet.

I motivi di questa fama sono differenti: ai toni di chi ha trovato in GoDaddy un partner fidato e servizi lodevoli, si alternano le lamentele di chi in GoDaddy ha trovato pratiche poco serie, offerte poco chiare e tante altre lagnanze legate a differenti aspetti dell’offerta economica e tecnologica del provider.

Al di là delle critiche o delle lodi, nessuno può negare che GoDaddy è una delle più importanti realtà del Web americano e mondiali ed è altrettanto importante anche nell’ambito del backorder domini.

Infatti, GoDaddy viene comunque indicato come una delle più semplici e user-friendly piattaforme di backorder, con un processo di richiesta dei domini di interesse alla portata di tutti, anche dei neofiti.

Una volta che abbiamo registrato un nostro account gratuito e abbiamo avuto accesso all’area riservata del portale, possiamo aggiungere al nostro profilo una richiesta di backorder domini, cliccando su Manage Your Domains, su Buy&Sell/Backorders Monitoring e, infine, sul pulsante Add Backorders e selezionare sia il backorder pubblico sia quello privato. Quello privato richiede un costo extra di circa 8 dollari.

Backorder domini in scadenza, le tecniche di guadagno | VII parte

Una volta scelta la tipologia di backorder, possiamo puntare al nome del dominio di nostro interesse e dobbiamo compilare un modulo di informazioni con i nostri dati. Qui bisogna specificare il numero di carta di credito da cui eventualmente GoDaddy attingerà le risorse finanziarie necessarie per concludere l’eventuale transizione di backorder avviata.

Al termine, con la conferma della pratica, GoDaddy proverà a catturare il dominio di interesse e lo girerà a chi ne ha fatto richiesta, pagando per l’intermediazione una commissione pari a quella specificata nelle tariffe pubblicate sulle pagine del sito di GoDaddy dedicate al servizio.

Come possiamo notare, il processo di backorder domini con GoDaddy è davvero molto semplice, non richiede alcuna esperienza IT e ci consente in pochi clic di essere seguiti nel recupero di un nome a dominio di nostro interesse.

Il backorder domini passa anche attraverso Escrow

Attraverso le piattaforme di backorder domini possiamo anche decidere di vendere i nostri domini e alcuni servizi permettono una negoziazione diretta con gli acquirenti interessati.

Quando si effettuano negoziazioni dirette, si possono però correre rischi non da poco, che riguardano la cessione del nome a dominio con registrazione e trasferimento all’acquirente e il successivo mancato pagamento.

Per dirla in modo più chiaro, le operazioni fraudolente esistono anche nel mondo del backorder domini e può accadere che un acquirente paghi per un dominio che non gli verrà mai registrato o viceversa che un venditori registri a nome dell’acquirente il dominio in proprio possesso senza poi vedersi mai accreditare l’intera somma concordata.

Per evitare l’insorgenza di questa tipologia di problemi, possiamo ricorrere all’utilizzo di una piattaforma che si interpone come garante super partes della transazione di backorder domini.

La piattaforma prende il nome di Escrow e per quanto in Italia non sia diffusissima (anche perché ha introdotto da poco le transazioni in euro), in realtà si rivela un servizio davvero utile e scaccia-pensieri, come dimostrano gli oltre 2 miliardi di dollari di transazioni eseguite attraverso la piattaforma.

Backorder domini in scadenza, le tecniche di guadagno | VII parte

Escrow funziona in modo abbastanza semplice: il venditore e l’acquirente del dominio si mettono d’accordo e avviano una transazione di Domain Holding. Escrow riceve la richiesta e contatta entrambe le parti, inviando una serie di documentazioni (Promissory Note, Asset Agreement, Purchase Agreement e Domain Holding Agreement) che le parti devono revisionare, firmare e restituire.

Una volta ricevute le firme a conferma dell’accettazione delle condizioni di compravendita, Escrow autorizza il compratore ad inviare la prima parte del pagamento e una porzione del compenso riservato a Escrow per l’intermediazione di backorder domini.

Quando Escrow riceve la prima parte del pagamento, chiede al venditore di trasferire il dominio all’account di Escrow. Non appena questa operazione si conclude, le parti vengono notificate dell’invio della prima parte del pagamento al venditore.

Escrow riceve i pagamenti programmati dall’acquirente e li invia al venditore, come da termini di accordo.

Quando tutti i pagamenti sono completati, il dominio viene trasferito all’acquirente e l’ultimo pagamento viene inviato al venditore. Se i pagamenti si interrompono, il dominio torna al venditore e la transazione si annulla.

In questo modo, Escrow garantisce la protezione di acquirenti e venditori in qualsiasi atto di compravendita.

Per calcolare la percentuale da versare a Escrow per il “disturbo”, la piattaforma mette a disposizione un utile strumento di calcolo, con cui possiamo conoscere esattamente il valore della fee legata alla transazione di backorder domini.