Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno | III parte

Backorder e scadenza del dominio: scopriamo cosa accade realmente quando un dominio viene cancellato e torna libero per una nuova registrazione

Nel corso dei precedenti appuntamenti della guida dedicata al backorder dei domini in scadenza, abbiamo approfondito il valore in termini economici di un singolo dominio e il ciclo di vita dello stesso, cercando così di carpire quali sono i segreti dei professionisti che si lanciano nel mercato della compravendita dei domini in scadenza. Un mercato che, come dicevamo, è maggiormente espresso all’estero più che in Italia, ma che ha delle potenzialità così importanti da poter diventare presto una fonte di guadagno importante anche per molti esperti nostrani.

Internet sta ricevendo uno stimolo di crescita importantissimo nel nostro Paese e di conseguenza i brokeraggi dei beni immateriali legati alla Rete diventeranno quanto prima importanti anche entro i nostri confini nazionali.Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno | III parte

Anche se per ora gli esperti del settore nostrani che si dedicano al backorder domini si possono contare sulle punte delle dita, all’estero la situazione è differente, con molti professionisti del Web che si appassionano e giocano le proprie carte vincenti nella compravendita dei domini, riuscendo anche a realizzare lauti guadagni.

Come tutti i mestieri del mondo, però, bisogna acquisire tutte le conoscenze necessarie di base e poi affinarle con studio, dedizioni e molta pratica. Per questo è importante andare a scavare nel ciclo di vita di un dominio per comprendere meglio cosa effettivamente accade alla scadenza di un dominio Web.

Backorder dominio e il ciclo di vita delle singole estensioni

Prima di tutto, dobbiamo capire che il ciclo di vita che abbiamo esemplificato con una similitudine nel corso dell’ultimo appuntamento sembra così complicato (anche se in definitiva non lo è) perché è stato studiato per ridurre al minimo le dimenticanze ed essere sicuri che quando un dominio torna libero per essere nuovamente registrato, lo sia perché chi lo possedeva prima non lo vuole più o non lo può più possedere.

I motivi per cui i domini si lasciano scadere, infatti, sono tanti. C’è chi si dimentica del termine di scadenza, ma come abbiamo visto ha parecchi giorni a disposizione per ricorrere ai ripari. C’è chi non intende più rinnovarlo perché non ne ha più necessità o perché non vuole sostenere l’esborso. Poi ci sono domini di società o attività che sono state chiuse o sono fallite o appartenenti a privati che sono deceduti.

Insomma, i domini vanno in scadenza per diverse ragioni, così come sono diverse le ragioni che possono spingerci ad acquistare un dominio tornato nuovamente disponibile sul mercato e considerato appetibile.

Ripercorrendo lo schema del ciclo di vita di un dominio, quindi, possiamo dire che:

  • un dominio che non viene rinnovato entro la data di scadenza entra nel Grace Period: il provider con si è registrato il dominio resta in attesa di notizie dal proprietario stesso e provvedere a disattivare il corretto indirizzamento del dominio, sostituendone la raggiungibilità con una pagina di cortesia. In realtà, ogni provider ha un proprio modo di comportarsi, per cui i proprietari dei domini in scadenza devono sempre informarsi leggendo il contratto di sottoscrizione per capire cosa possa realmente accadere in questo periodo di transizione. Alcuni provider, ad esempio, per alcuni gTLD possono procedere alla vendita del dominio in asta o privatamente;
  • trascorso il Grace Period, si entra nel Redemption Period, il dominio diventa irraggiungibile, così come tutti gli indirizzi email e i servizi attestati su di esso. Il proprietario può ricorrere allo stesso provider per recuperare il dominio, sostenendo alcuni costi di penalità, che di solito non vengono applicati nei domini .IT.

Singolo dominio e durata dei periodi di stand-by

Questi due periodi distinti variano in termini di giorni a seconda del TLD che stiamo analizzando: ad esempio, per i domini .COM, .NET e .INFO il Grace Period e il Redemption Period durano rispettivamente 40 e 30 giorni; per i .IT il Grace Period e il Redemption Period durano rispettivamente 15 e 30 giorni, mentre i .EU non hanno Grace Period ma un solo Redemption Period di 40 giorni.

Superato anche l’ultimo periodo, si passa alla cancellazione (Pending Delete) che dura 5 giorni. Alla fine dei cinque giorni, il rilascio avviene in modalità e con tempi differenti a seconda della TLD del dominio. Nello specifico:

  • gTLD vengono rilasciati allo scadere del quinto giorno in un orario prestabilito: i domini .COM e .NET dalle 18:00 alle 20:00, i .ORG dalle 14:30 alle 15:00, i .INFO dalle 10:00 alle 10:30, i .BIZ dalle 17:00 alle 17:30, con orario riferito al fuso orario di Greenwich. Al di là dell’orario, non vi è un ordine preciso di rilascio: in pratica, all’interno di una stessa estensione, i domini vengono resi disponibili per una nuova registrazione secondo un ordine casuale e comunque uno solo per volta.
  • I domini .IT vengono rilasciati tutti i giorni, solamente due volte al giorno alle ore 9 e alle ore 16 (ora italiana). L’ordine è definito dalle liste che il Registro.it pubblica quotidianamente, il giorno prima del rilascio. In realtà, questo comportamento è stato standardizzato dal 24 Giugno 2013, in quanto in precedenza, i .IT venivano rilasciati in qualsiasi momento del Pending Delete. Questo meccanismo inventato per il impedire il backorder in realtà creava delle discrepanze di non poca importanza fra i domini in via di cancellazione, in quanto alcuni restavano in Pending Delete anche un solo minuto, mentre altri giacevano in questa condizioni per cinque giorni pieni.
  • I domini .EU hanno un trattamento particolare ed entrano in Redemption Period alla fine del mese di scadenza e vi resta per 40 giorni. Dopo questa quarantena vengono cancellati alle fine del mese in corso.

Come conoscere i periodi di stand-by per il nostro specifico dominio

Le estensioni citate sono solo a titolo esemplificativo e in realtà ogni dominio ha le sue caratteristiche e le sue tempistiche, di cui è bene conoscerne i termini: ad esempio, il .CN ha un Grace Period di 40 giorni, ma un Redemption Period di 15 giorni, il dominio .CX ha un Grace period di soli 3 giorni, seguito da un Redemption Period di 28 giorni.

Data la vastità delle estensioni che tenderanno ad aumentare anche con il rilascio delle nuove gTLD, viene spontaneo chiedersi come possiamo informarci sui periodi peculiari di ogni dominio. Rispondere non è semplice, ma possiamo dire che abbiamo tre alternative:

  1. Chiediamo informazioni al nostro provider, che è obbligato a fornirci tutte le indicazioni del caso;
  2. Chiediamo a Google, impostando come chiave di ricerca l’estensione del dominio e qualche parola chiave come Redemption period o grace period;
  3. Ricorriamo a un piccolo trucchetto e partiamo da questo link: http://www.101domain.com/faq-com-Renew-Grace-Period.htm a cui andremo di volta in volta a sostituire l’estensione di nostro interesse, digitandola dopo il trattino della parola faq e prima del trattino della parola Renew. Ad esempio, il link indicato per l’estensione .CX diverrebbe: http://www.101domain.com/faq-cx-Renew-Grace-Period.htm.

Ora che abbiamo esplicitato per bene tutto il ciclo di vita di un dominio, dobbiamo rispondere a un’altra domanda: come si ottengono le liste dei domini in scadenza?

Seguiteci nel prossimo appuntamento e scoprirete la risposta!