Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno – VIII parte

Come si valuta dal punto di vista SEO una URL ottenuta tramite backorder dominio? Ecco qui tutti i trucchi per capire se un dominio gode di buona salute SEO

Nel corso dei vari appuntamenti dedicati al mondo del backorder dominio, abbiamo avuto modo di approfondire il ciclo di vita di un dominio e quali reali opportunità esistano per garantirsi un dominio in scadenza. Abbiamo valutato alcune piattaforme di backorder nostrane e molte altre straniere e in tutti i casi abbiamo snocciolato alcuni consigli su come trasformare una complessa attività di compravendita in una vera e propria fonte di guadagno, diventando veri esperti del settore.

In ogni appuntamento, ci siamo concentrati sull’aspetto economico delle transazioni e sul valore pecuniario dei domini recuperati tramite backorder, ma abbiamo sottaciuto un aspetto di fondamentale importanza per chi desidera davvero diventare un esperto del backorder dominio.

Stiamo parlando della questione SEO, cioè del valore che un dominio da recuperare può avere dal punto di vista del posizionamento nei motori di ricerca. Un dominio con una buona storia SEO vale molto più di quanto si possa pagare e, al contrario, un dominio con una storia di posizionamento burrascosa rischia di rivelarsi un pessimo affare.

Per questo motivo, abbiamo pensato di dedicare questo nuovo appuntamento della guida sul backorder dominio alle questioni SEO che possono inficiare la qualità di un dominio in scadenza.

L’obiettivo è quello di aiutare le persone che hanno individuato un dominio orecchiabile e contenente un’importante parola chiave per il proprio business sul Web e che vogliono avere qualche informazioni in più prima di compiere il grande passo verso il backorder.

La prima idea che dobbiamo bene fissare nella nostra mente è la seguente: un dominio recuperato tramite i servizi di backorder dominio ha una sua storia e possiede delle caratteristiche SEO precedenti al nostro arrivo che siamo obbligati a conoscere.

Non poche volte si sente di persone che si sono accaparrate un dominio in scadenza pensando di aver concluso l’affare della propria vita, per poi ritrovarsi con un dominio che non si indicizza su Google perché bannato dal motore di ricerca.

Qualsiasi professionista del settore del backorder deve sapere come evitare questi inconvenienti, pena la professionalità stessa e la fiducia dei clienti.

Per questo è importante valutare almeno 3 aspetti fondamentali di un dominio in scadenza che vogliamo recuperare tramite piattaforme di backorder: la storia, gli inbound link e le penalizzazioni.

Andiamo per ordine e cerchiamo di capire come possiamo approfondire ciascuno dei tre elementi suddetti prima di tuffarci nelle aste per l’acquisizione di qualsiasi dominio.

Backorder dominio e la sua storia

Quando individuiamo un dominio che sembra possa interessarci, per prima cosa dobbiamo conoscere la sua storia. L’ideale sarebbe avere l’opportunità di viaggiare nel tempo e poter vedere con i nostri occhi cosa sia realmente accaduto al dominio nel corso degli anni della sua esistenza. Dovremmo poter vedere quali pagine ha ospitato, quale home page, quali contenuti e con quale grafica. Se giudicate che tutto ciò sia impossibile, allora non avete ancora colto lo spirito di chi si professa guru del backorder dominio: per costoro nulla è impossibile e valutare la storia di un dominio è un passo obbligatorio, che si espleta con l’aiuto di alcuni strumenti forniti dalla Rete, come il sito Archive.org.

Questo servizio non è altro che una libreria di snapshot navigabili capaci di mostrare come un sito si presentava in diversi anni della sua storia e non dobbiamo quindi fare altro che collegarci, digitare l’URL a cui siamo interessati e iniziare a viaggiare nel passato, ripercorrendo le tappe che hanno portato il dominio allo stato attuale.

Guardate come apparivano le pagine che state leggendo a un visitatore del febbraio 2006. Sapevate che HostingTalk.it era nato come forum? Questa potrebbe essere già una notizia importante dal punto di vista SEO, qualora vi trovaste a valutare un dominio per il backorder.

Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno – VIII parte

Ed ecco come appariva invece nel 2007.

Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno – VIII parte

Backorder dominio e la rete di link

Al contrario di quanto pensano in molti, un’attività di backorder dominio non porta nelle nostre mani solo un nome a dominio, ma ci consegna in eredità tutta una storia fatta di link, la rete di link che hanno valorizzato o penalizzato il nome a dominio nel tempo.

Se capiamo questo, comprendiamo con facilità che i link in ingresso (inbound link) devono essere valutati prima di procedere con qualsiasi asta di backorder, perché influenzano il posizionamento del sito sia in positivo sia in negativo.

Per avere un’idea di quali siano gli inbound link di un dominio e, in generale, venire a conoscenza della rete di link che si è venuta a creare intorno al dominio nel corso della sua storia, possiamo ricorrere sempre ad alcuni semplici strumenti messi a disposizione della Rete. Fra i tanti, possiamo citare i Bing Webmaster Tools in cui è confluito lo Yahoo! Site Explorer, che è stato in passato uno degli strumenti più importanti dell’arsenale SEO.

Allo stesso modo, possiamo pensare di ricorrere all’OpenSiteExpolrer offerto da Moz, che si utilizza in pochi clic. Infatti, ci basta digitare l’URL a cui siamo interessati per avere a disposizione tutta una serie di metriche capaci di informarci sullo stato di salute SEO di un dominio.

Backorder dominio e il ban di Google

Prima di innamorarci di un dominio in scadenza, è il caso di controllare se risulta bannato da alcuni motori di ricerca come Google o da piattaforme quali Google AdSense. Per effettuare questa verifica, esistono appositi tool online, come il Google Ban Tool offerto da SelfSEO, il sito IsBanned.com, quello BannedCheck.com e, infine, lo strumento di verifica messo a disposizione da SEOMastering, di cui parleremo più approfonditamente nel prosieguo o il Google Banned Checker di IWebTool.

Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno – VIII parte

Digitando l’URL a cui siamo interessati e lanciando la verifica, possiamo essere informati sullo stato di salute del dominio prima di addentrarci in qualsiasi pratica di compravendita o in qualsiasi trattativa.

Backorder dominio, SEO e ancora alcuni piccoli consigli

Prima di guardare al valore economico della transazione del backorder dominio, conviene sempre avere un report SEO completo sul dominio in sé e possiamo ottenere molte informazioni importanti senza investire denaro, utilizzando ad esempio lo strumento online SEOMastering, che effettua gratuitamente un audit SEO completo di qualsiasi URL a cui siamo interessati, semplicemente cliccando sul pulsante Analyse.

Backorder dominio in scadenza, le tecniche di guadagno – VIII parte

Una volta effettuate tutte le verifiche SEO necessarie e dopo che ci siamo aggiudicati l’asta di backorder dominio, dobbiamo anche imparare a rivalutare il buono del SEO che caratterizzava il dominio prima della nostra proprietà.

Evitiamo di stabilire un redirect 301 alla nuova home page senza un’analisi completa, ma cerchiamo di valutare con sveltezza il ranking delle vecchie pagine, prima che questa scompaiano da Google, guardando alle pagine meglio posizionate e ai contenuti ritenuti più interessanti dal motore di ricerca, in modo da riprogettare un nuovo sito secondo parte dei dettami che dal punto di vista SEO avevano già funzionato in passato.

Solo le pagine che non potranno essere mantenute dovranno essere reindirizzate o alla nuova home page o, ancora meglio, alle nuove pagine più importanti, mantenendo però intatta la pertinenza degli argomenti.

Infine, qualora abbiamo scoperto troppo tardi le verifiche SEO da compiere prima di aggiudicarci un dominio in backorder e qualora ci trovassimo di fronte a dominio bannato da Google, non disperiamo! Cerchiamo di rimuovere le cause che hanno permesso a Google il ban del dominio dalla SERP e attraverso gli Strumenti per il Webmaster, richiediamo a Mountain View una riconsiderazione del nostro dominio.

Qualora la verifica di Google abbia esito positivo, il dominio tornerà in auge e potremmo così sfruttare al meglio quanto abbiamo ottenuto dalle pratiche di backorder dominio.