Banda larga: secondo il rapporto “State of Broadband 2014” l’Italia è ancora arretrata

Il report "State of Broadband" dell'ITU ha fotografato lo stato di diffusione della banda larga nel mondo. Dove si posiziona l'Italia?

L’ITU (International Telecommunication Union) è un’organizzazione internazionale ed una delle agenzie specializzate dell’ONU che si occupa di questioni inerenti l’ICT (Information and
communications technology
).

La pubblicazione del rapporto “State of Broadband 2014” (consultabile liberamente online) è un’interessante occasione per capire quali siano le tendenze a livello globale: un ITU e diffusione banda largaprimo dato riguarda il numero di persone che saranno connesse alla Rete, la Broadband Commission for Digital Development stima che entro il 2017 metà della popolazione mondiale sarà online tramite linea fissa.

Anche per quanto riguarda il settore mobile, i numeri sono destinati ad aumentare sensibilmente: nel 2019 gli smartphone in circolazione saranno 5.6 miliardi  (attualmente circa 1.7 miliardi) dei quali quasi la metà (2.7 miliardi) connessi mediante tecnologia LTE.

Italia e percentuali di penetrazione della banda larga fissa e mobile

Per quanto riguarda l’Italia, tra le pagine del report ci sono alcune luci e parecchie ombre:  nella classifica che raccoglie i Paesi con il più alto grado di penetrazione della banda larga fissa sul territorio, ci troviamo ad esempio al 40° posto (tasso del 22.3% con un “contenuto” +0.2% rispetto al 2012).

La presenza di 9 nazioni europee nei primi 10 posti  (con valori compresi tra il 40 e il 44% troviamo sul podio Principato di Monaco, Svizzera e Danimarca) deve in ogni modo fare riflettere sulla situazione della Penisola, fino ad ora incapace di invertire la rotta.

Dal punto di vista della diffusione della banda larga mobile, la situazione migliora sensibilmente con un 25° posto e un tasso di penetrazione del 64.8%: le cifre non reggono tuttavia il confronto con quelle degli altri Paesi in vetta, a partire da Singapore (135%) e Giappone fino a Corea, Finlandia, Australia e Baharain – sempre con valori prossimi al 100%.