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Bounce rate e analisi dettagliata con Google Analytics

Analizzare la singola pagina

Analizzare la singola pagina

Ragionamenti come quelli di pagina precedente suggeriscono che dobbiamo stare molto attenti quando ragioniamo sulle frequenze di rimbalzo. Un’elevata frequenza di rimbalzo da sola non ci dice molto. Che la percentuale sia del 50%, 70%, o addirittura 90% non significa niente se non confrontiamo questo dato con gli altri rapporti. Dato il grande numero di metriche possibili e la miriade di rapporti incrociati che possiamo produrre, non esiste un metodo di indagine valido per tutte le situazioni. A seconda dello scenario dobbiamo rimboccarci le maniche e calarci nei panni di investigatori provetti.

Per chiarire il concetto vediamo un esempio pratico e discutiamo passo passo il metodo di indagine. Supponiamo di avere una elevata frequenza di rimbalzo e di voler capire se questo è un problema oppure no. Per rispondere alla domanda cerchiamo di capire per quanto tempo gli utenti si fermano sul sito. Supponendo di avere una visita media di 1 o 2 minuti e un elevato numero di visite, non significa che gli utenti si fermano davvero poco tempo. Potrebbe succedere che la maggior parte degli utenti lascia il sito dopo pochi secondi, ma una percentuale significativa (anche se minoritaria) rimane invece sul sito a lungo.

Per chiarire questi dubbi selezioniamo il rapporto Tutte le pagine nella sezione Contenuti del sito (step 1) della directories Contenuti. Dopodiché ordiniamo i risultati in base al Tempo medio sulla pagina (step 2), individuando così qual è la pagina visitata per più tempo (step 3). Ovviamente possiamo svolgere questa analisi in maniera più mirata, ad esempio individuando la pagina visitata più a lungo di una particolare sezione, menu o sotto-dominio.

Figura 2 – Pagina più visitatapage_02

Se vogliamo confrontare l’andamento nel tempo di due o più pagine possiamo spuntare la casellina accanto al nome della pagina (step 1 qui sotto) e poi cliccare sul pulsante Traccia righe (step 2). In questo modo il diagramma temporale delle visite verrà aggiornato tenendo traccia anche dell’andamento delle pagine selezionate (step 3).

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Figura 3 – Traccia righe

Effettuando questi tipi di controllo possiamo accorgerci di come la frequenza di rimbalzo cambi quando misuriamo il rimbalzo medio sull’intero sito o quello specifico di alcune pagine singole. A seconda dello scenario di lavoro il confronto tra questi dati fornirà informazioni più affidabili di quelle generiche. Ad esempio, se gestiamo un blog, un’elevata frequenza di rimbalzo associata ad una visita media di 5 minuti sui nostri articoli potrebbe essere un buon indicatore di successo (se gli articoli sono brevi). Se invece pubblichiamo post molto lunghi, che richiedono almeno 10-15 minuti per essere letti, lo stesso risultato sarebbe negativo (a parità di frequenza di rimbalzo).

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