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Bounce rate e analisi dettagliata con Google Analytics

Segmentazione della pagina

Segmentazione della pagina

Vediamo adesso come scendere ancora di più in dettaglio, analizzando i dati di navigazione relativi alla singola pagina. Per comodità proseguiremo con l’esempio di pagina precedente, dove abbiamo individuato un gruppo di pagine identificate da un’elevata permanenza dell’utente (figura 2). In particolare vogliamo analizzare la pagina dove gli utenti passano (apparentemente) la maggior parte del tempo, che nel nostro caso è la pagina template_ws, che presenta un tempo di consultazione medio di circa 15 minuti.

Figura 4 – Pagina con elevata permanenza mediapage_04

Per capire se gli accessi a questa pagina sono significativi possiamo provare a segmentare i visitatori. Per segmentazione si intende il procedimento, effettuato dal marketing, di identificazione dei vari profili degli utenti. In generale la segmentazione viene svolta ad alto livello, analizzando i risultati ottenuti da tutto il sito o servizio. In questo caso, trattandosi di una singola pagina, si potrebbe parlare di “segmentazione di nicchia”. Proviamo quindi a segmentare gli utenti della pagina in base alla provenienza geografica. Per farlo clicchiamo su Dimensione secondaria e scegliamo una qualsiasi metrica geografica, ad esempio Regione o città. Il risultato sarà qualcosa del genere

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Figura 5 – Pagina con elevata permanenza

In questo modo abbiamo ottenuto due informazioni. In primo luogo abbiamo segmentato i visitatori della pagina e ciò può fornire molte indicazioni supplementari. Ad esempio, se abbiamo realizzato la pagina per un target internazionale, traducendola in più lingue, un risultato come quello di figura 5 sarebbe deludente, perché tutte le visite sono d’origine nazionale. In secondo luogo vediamo che la frequenza di rimbalzo su questa pagina è molto elevata, in media pari al 100%. Questo spiega perché il valore medio del rimbalzo sull’intero sito è piuttosto alto: probabilmente molte pagine hanno un rimbalzo del 100% e ciò contribuisce da alzare la media totale. Inoltre, guardando nel dettaglio della permanenza delle visite vediamo che abbiamo tutte visite brevissime, comprese tra 0 e 5 secondi. Solamente una visita indica un tempo di permanenza di quasi mezz’ora, dato piuttosto sospetto, che potrebbe indicare un browser dimenticato e lasciato aperto sulla pagina. Questo ci dice che il tempo di permanenza medio di circa 15 minuti sulla pagina template_ws è un falso successo: in realtà la pagina non viene affatto consultata per tutto questo tempo dal lettore medio! La conclusione, in casi come questo, sarebbe che l’elevata frequenza di rimbalzo è un indicatore negativo, che suggerisce di intervenire su presentazione e contenuti.

Un ulteriore strumento di confronto, per capire meglio come le singole pagine contribuiscono ai valori totali, è la funzione In-Page, disponibile come terza tab del diagramma principale di ogni rapporto. Cliccando su questa tab eseguiamo un’analisi specifica dei link contenuti all’interno della pagina selezionata, ottenendo un risultato come quello di figura

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Figura 6 – Analisi In-Page

Qui possiamo capire in che percentuale ogni link viene navigato dagli utenti, identificando così le sezioni di maggior successo di una pagina. Possiamo anche impostare diverse visualizzazioni per le informazioni, scegliendo tra una visualizzazione a “fumetti” oppure una a “macchie di colore”. Il modo migliore di farsi un’idea di questa funzionalità è di provarla sulle pagine che ci interessano. Facendo qualche prova con i rapporti offerti da In-Page ci renderemo conto, ancora una volta, di quanto siano vaste le potenzialità di Google Analytics.

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