Categorie
Network

Breve storia del TCP IP tra passato e futuro

Quando si parla di reti, Internet e tutte le tecnologie annesse a questa sfera, non è raro sentire parlare di protocollo TCP IP, a volte abusando del termine anche in contesti nei quali sarebbe meglio utilizzare sigle più appropriate alle tecnologie che si vuole descrivere. Così ci si ritrova a parlare di TCP IP anche quando si vuole intendere delle connessioni basate sul protocollo UDP orientato alla multimedialità, e il binomio TCP IP è così famoso che solo l’acronimo HTTP riesce effettivamente a superarlo nel dizionario collettivo

Quando si parla di reti, Internet e tutte le tecnologie annesse a questa sfera, non è raro sentire parlare di protocollo TCP IP, a volte abusando del termine anche in contesti nei quali sarebbe meglio utilizzare sigle più appropriate alle tecnologie che si vuole descrivere.

Così ci si ritrova a parlare di TCP IP anche quando si vuole intendere delle connessioni basate sul protocollo UDP orientato alla multimedialità, e il binomio TCP IP è così famoso che solo l’acronimo HTTP riesce effettivamente a superarlo nel dizionario collettivo.

In realtà, pochi sanno che TCP IP non è un solo protocollo, ma è una Suite di protocolli, formata dal protocollo TCP e dal protocollo IP. L’associazione dei due termini è una reminiscenza storica, in quanto le reti alla base delle comunicazioni fra i dispositivi attuali sono sviluppate per utilizzare in tandem i protocolli TPC e IP, tanto che uno senza l’altro non potrebbe consentire lo scambio dati.

Infatti, il protocollo TCP (Transmission Control Protocol – Protocollo di controllo della trasmissione) gestisce l’organizzazione e il flusso comunicazionale dei dati, impacchetta le informazioni da inviare in capsule dalle dimensioni predefinite che vengono poi ricomposte nell’elaboratore destinatario a formare il messaggio originariamente inviato.

D’altra parte, il protocollo IP permette di identificare in modo univoco una macchina all’interno di una rete, verifica la correttezza delle trasmissioni, quantifica gli eventuali pacchetti persi nel corso della comunicazione e ne richiede l’eventuale nuovo invio.

Insomma, il protocollo TCP IP consente le attuali comunicazioni fra dispositivi collegati a reti diverse e rappresenta forse uno dei migliori progetti umani a lungo termine che si sia mai realizzato.

La storia del TCP IP

Infatti, i due protocolli TCP e IP furono concepiti da Bob Kahn e Vinton Cerf nel 1974, con l’obiettivo di soddisfare una richiesta della DARPA (Defence Advanced Research Project Agency – la nuova denominazione dell’ARPA – Advanced Research Projects Agency, nata come risposta degli USA alla paura dello sfruttamento tecnologico sovietico e all’ombra della guerra fredda), che prevedeva l’interconnessione delle reti di calcolatori allora esistenti, come quella militare ARPANET, SATNET e altre network tecnologicamente diverse e indipendenti.

L’obiettivo era permettere a una serie di calcolatori eterogenei di interconnettersi fra loro.

Un obiettivo raggiunto a tal punto che ancora oggi il TCP IP rappresenta Internet per antonomasia.

In realtà, la coppia di protocolli ha avuto continue evoluzioni nel corso del tempo per consentire applicazioni sempre più moderne e meccanismi di trasporto sempre più stabili e affidabili.

Così nei quaranta anni di storia del TCP IP vi sono state oltre 100 differenti modifiche e standardizzazioni RFC riferite al protocollo, come quelle pensate per supportare le nuove tecnologie e le comunicazioni mobile.

Breve storia del TCP IP tra passato e futuro

Il TCP IP continua a evolversi e questa evoluzione è in realtà una necessità a cui non ci si può sottrarre, per un motivo che non è noto a molti.

Il futuro è sempre più TCP IP

Quando il protocollo TCP IP si è affermato ed è stato reso disponibile pubblicamente, ci sono voluti circa 10 anni, affinché tutti i 1000 elaboratori che componevano le reti di allora venissero convertiti all’utilizzo del TCP IP. 10 lunghi anni che hanno dato poi vita a quella Internet che oggi entra nei nostri uffici e nelle nostre case, come se lì ci fosse sempre stata. 10 lunghi anni spesi per soli 1000 host.

Un recente rapporto ISC enumera a oltre 1 miliardo gli host presenti in Rete a gennaio 2013, con un numero di utenti pari a oltre 2 miliardi di persone a giugno 2012.

Quanto tempo ci vorrebbe, quindi, per far transitare così tanti host e client a un protocollo considerato degno sostituto del TCP IP? Un tempo indeterminato, che forse va anche al di là delle possibilità umane. Un tempo così elevato che dovrebbe comunque essere accompagnato da un piano di transizione a lunghissimo termine. Basti pensare a cosa sta accadendo per il solo passaggio dal protocollo IPv4 a quello IPv6 per penuria di indirizzi, per avere contezza di cosa si sta parlando.

Per questo motivo, il TCP IP deve garantire una flessibilità tale e un’evoluzione capace di supportare le nuove tecnologie, evitando così che l’umanità impieghi secoli per rimpiazzarne l’uso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.