C’è qualcosa che non va.

Essendo un accessibilista della domenica ( ossia me ne interesso, ma non sono un esperto ) sono iscritto a diverse mailing list e forum che trattano l'argomento "accessibilita" sotto diversi punti di vista. Come tutti gli anni gli stessi studenti e i relativi genitori si devono occupare di recuperare o trasformare i testi scolastici in formati non comuni: una pratica forse illegale, ma nella nostra italietta per molti e meglio tacere, piuttosto che cercare di far rispettare un diritto e mettere in forse invece alcuni diritti non ufficializzati ma ben presenti.

Essendo un accessibilista della domenica ( ossia me ne interesso, ma non sono un esperto ) sono iscritto a diverse mailing list e forum che trattano l’argomento “accessibilità” sotto diversi punti di vista.

Come tutti gli anni gli stessi studenti e i relativi genitori si devono occupare di recuperare o trasformare i testi scolastici in formati non comuni: una pratica forse illegale, ma nella nostra italietta per molti è meglio tacere, piuttosto che cercare di far rispettare un diritto e mettere in forse invece alcuni diritti non ufficializzati ma ben presenti.

Ci sono certo problemi tecnici ( i file elaborati dall’editore non sono pronti per un utilizzo se non la stampa ) ma a monte manca la cultura del design per tutti: la paura (?) fa tentennare davanti alle “nuove” tecnologie.

Esistono ovviamente rari casi di buone scelte fatte dagli stessi autori ( e in ambiti tecnici molto ristretti ), ma la stragrande maggioranza di quanto pubblicato è evidentemente in un formato non trasformabile facilmente e non fruibile da tutti. 

E intanto il 50% di quanto stampato finirà al macero perchè invenduto. 

Mi domando se il vero business degli editori sia, più che i contenuti, la carta su cui stampano e l’inchiostro che versano, questo sì, a larghe e copiose mani. Ma allora perchè la copia dei contenuti è vietata? Lo fanno solo per dispetto?